A Lille le azzurre subirono 28 gol in 4 partite. Segnarono solo Madelon Belien, l’italo olandese moglie di Roberto Da Gai, Sonia Scalia del CUS Catania e la bresciana Carla Cotelli
Nella foto l’Italia schierata sul campo di Lille
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La nazionale andò in soffitta, o in cantina, sino al 1982. Il 10 maggio a Moravce riapparve per un test match la Cecoslovacchia. Squadra azzurra quasi tutta nuova, Andreani non c’era più, segnò la braidese Prando, ma non bastò: finì 1-2 per le ceche. Gianni Rossi era il coach, Luciano Pizzoli il TM Damiano Greco il fisio e Lelio Manunta il medico. Questa la squadra: Bellotto, Baldassarri, Bonardi, Giacobbe, Berrino, Cedroni, Rughetti, Prando, Sapienza (Ferrero), Fabiani, G. Portoghese.
Ancora nel 1982, le azzurre giocarono a Bellaria un triangolare con Austria (0-0) e Francia (0-2) Il gruppo era composto da: Charrier, Alasia, Bonardi, Cedroni, Fornasiero, Ferrero, Giacobbe, G. Portoghese, T. Portoghese, Giuliani, Rughetti, Sapienza, Spanò, Milia, Barizza. Allenatore Rossi affiancato dall’olandese Joost Bellaart, Franco Trevisan e dal giovane Roberto Carta.
Nell’ottobre del 1983 a Roma, l’Italia si giocò la qualificazioni per la Coppa Europa. Ci fu l’esordio di Madelon Belien. Ritrovammo la Cecoslovacchia che ci battè ancora (0-1) ma finalmente le azzurre vinsero con la Svizzera (2-1) con la doppietta di Tiziana Portoghese Questa la squadra che si qualificò per Lille: Charrier, Alasia, Berrino, Bonardi, Belien, Cabras, Spanò, Prando, Fabiani, T. Portoghese, Giuliani. In panchina Milia.
Per l’allenatore Gianni Rossi non fu propio un trionfo. Ultimo. Dal 3 al 12 maggio arrivarono 6 sconfitte inframezzate da un unico pareggio. Questi i risultati: OLANDA – ITALIA 7-0, ITALIA – RUSSIA 0-12, ITALIA – AUSTRIA 2-3, BELGIO – ITALIA 1-1, ITALIA – SCOZIA 0-1, ITALIA – CECOSLOVACCHIA 0-4, ITALIA – AUSTRIA 0-1. 28 gol subiti, solo 3 fatti da Belien, Scalia e Cotelli.
La rosa era composta da Scontus Charrier (P); Alasia, Belien, Berrino, Busso, Cabras, Cedroni, Fabiani, Giuliani, Milia, Prando, Sapienza, Scalia, Spanò
All’epoca era concesso solo un cambio e i gol erano pochi perché anche dopo l’introduzione del 1976, il sintetico non era comparso dappertutto e ancora per qualche anno non fu obbligatorio.





