Fondata e allenata da Giorgio Ariu nell’anno dei giochi di Monaco, già nel 1973 partecipò alla prima finale scudetto, mandò subito in azzurro Franca Strazzera nell’esordio dell’Italrosa con la Svizzera nel 1974. Chiuse nell’anno di Montreal con la fase finale di Coppa Italia
Nelle foto una formazione della GIA Cagliari, la giovanissima Virna Fabiani, prematuramente scomparsa nel 2015, e una premiazione da parte dell’on. Melis, consigliere regionale dell’epoca
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Erano i tempi in cui lo sport a Cagliari vedeva l’astro nascente di Gigi Riva, dell’Amsicora – di cui Giorgio Ariu fra il 1964 e il 1971 fu uno dei titolari – e della grande scuola pugilistica con Manca (campione d’Europa) Atzori (oro a Tokyo 64) Udella e Burruni (campioni del mondo) sino a Puddu, altro campione europeo sempre della scuderia di Umberto Branchini.
In questo clima sportivo il giovane Ariu che aveva intrapreso la strada del giornalismo e dell’editoria affascinato dalle letture sull’hockey femminile inglese e dalle imprese del’HC Caffè Buscaglione di Enrico Altea a Roma decise di coinvolgere amiche, fidanzate e anche sorelle di hockeisti nella formazione di una squadra femminile che ricalcasse quello spirito.
Fra le prime a rispondere le sorelle di Riccardo Fabiani, che giocava nella Ferrini, con la giovanissima Virna – allora tredicenne, quindi non ancora tesserabile – che si allenava con Ariu e le altre ragazze formando il gruppo iniziale della GIA dal nome della casa editrice fondata da Giorgio.
Pochi mesi prima a Muravera, nell’entroterra di Costa Rey, un altro visionario, Giampaolo Pisano aveva portato nella locale società che militava in serie C l’hockey in gonnella. Cominciarono così le prime amichevoli, oltre gli allenamenti e le partitelle con i ragazzi dell’Amsicora. Nel frattempo non ebbe grande successo il tentativi di Filippo Vado all’Amsicora più fortunato quello di Cicci Salis all’HC Universitario, che in quegli anni surrogava il CUS Cagliari.
Ariu diede vita a molte iniziative collaterali in collaborazione con i Branchini e i loro pugili, il Cagliari calcio di Arrica e Scopigno portando Mita Medici, allora stella nascente del cinema italiano, che scrisse anche per il Cagliaritano – il periodico fondato da Ariu e da lui diretto da oltre 50 anni – a dare il calcio d’inizio a una partita all’Amsicora, allora casa non solo dell’hockey, ma anche di Gigi Riva, Albertosi, Domenghini e degli altri protagonisti del Mundial messicano.
Nel 1974 la GIA porta l’hockey indoor, allora chiamato “in sala” per la prima volta in Sardegna alla settimana dell’Automoda.
La GIA dopo la nascita nel 1972, intanto si affermò nel panorama italiano partecipando ad alcune fasi finali sia di campionato a 11, indoor e di Coppa Italia. Lucia e Virna Fabiani, Giusy e Tiziana Portoghese, Franca Strazzera quasi tutte future azzurre e con loro Cardia, Sanna, la portiera Orani diedero le prime finali all’hockey femminile cagliaritano.
Proprio la Coppa Italia del 1976 svolta a Tirrenia, sancì l’ultimo atto del team. Che dal campionato 1977 si schierò sotto le insegne della SG Amsicora.
Giorgio Ariu considerato all’inizio un matto invece fu – lo è ancora – un visionario, una di quelle rare persone che anticipano i tempi e sono spesso insopportabili nei mondi ristretti dove rompere un equilibrio potrebbe provocare una piccola onda che per i meschini equivale allo tsunami.
Resta che dalla visione e dal lavoro di Giorgio Ariu, l’hockey femminile si radicò in Sardegna trovando nell’Amsicora una casa accogliente contraccambiata poi negli anni successivi – tra l’82 e l’86 – da 4 scudetti scudetti sotto la guida di Roberto Carta, formato anche lui al centro CONI di Cagliari dove Ariu fu istruttore.






