I contatti internazionali del team dell’Aeronautica militare portarono alla nascita di due formazioni femminili, la prima non ebbe seguito la seconda invece diede frutti pazzeschi … a distanza
Nella foto in prima fila le pioniere dell’hockey romano in divisa MDA alle spalle in piedi gli avieri che giocarono nello stesso torneo. I due militari sono il generale Domenico Pezzi e il colonnello Manlio Lorenzetti
_________________________________________________________________
L’hockey femminile romano continuò ad essere vivace e fluido anche dopo lo scudetto vinto dall’HF Buscaglione, che vale la pena ricordare era nato come HC Ronciglione, con ragazze di Roma Nord, dal nome della strada dove abitava il suo fondatore Enrico Altea già hockeista negli Anni Quaranta e poi protagonista di un’iniziativa all’istituto Duca degli Abruzzi nell’immediato dopoguerra.
Anche presso il Tre Fontane in zona Eur erano sorte altre formazioni, alcune di queste addirittura avevamo tratto beneficio da una vicenda risalente al 1962. Infatti, secondo la rivista Hockey e Pattinaggio nel 1962 le squadre romane in attività erano tre: MDA, CUS Roma e Fiamma Roma.
In occasione del primo torneo internazionale organizzato nel 1962 dall’MDA, su richiesta della squadra tedesca Schwarz Weiss Monaco, a latere del torneo maschile si giocò un analogo confronto femminile. Fu messa in piedi in fretta e furia formazione femminile delle aviere. Questo primo tentativo risale addirittura al 1962. Ne abbiamo traccia grazie a una ricerca di Luciano Pinna.
A Roma il 18, 19, 20 maggio “Contemporaneamente al torneo maschile si è disputato allo Stadio dei Marmi e alle Tre Fontane un torneo internazionale riservato alle squadre femminili. Le tre squadre straniere hanno disputato un girone all’italiana giocando una partita al giorno. La squadra destinata al riposo si è misurata con una formazione dell’M.D.A. che ha partecipato però fuori classifica. Al termine delle tre partite di due tempi da trenta minuti ciascuno) le francesi del Racing sono riuscite a precedere le olandesi del D.K.S. La formazione delle italiane la cui esibizione aveva carattere sperimentale e propagandistica non può essere valutata per ragioni facilmente individuabili”1. A distanza di tanti anni il pudore sui risultati può cadere l’MDA in gonnella subì tre sconfitte: DKS-De Kromme Stok Enschede (club scioltosi nel 1993) 0-8, Racing Club Parigi 0-11, Rot Weiss Monaco 0-2
Questa – con tanto di numero di maglia – la formazione scesa in campo più di 60 anni fa, probabilmente la prima squadra italiana a giocare un partita di hockey femminile dopo il campionato del 1943 vinto dal GUF Roma, ma non ancora riconosciuto dalla FIH: 1. Lazzoni, 2. Zodda, 3. Chiaria, 4. Alitti, 5. L. Bonini, 6. Cogliatti, 7. Marolla, 8. Speranza, 9. Balzer, 10: Jacometti, 11. Ottaviani, 12. D’Hendecourt. 13. A. Bonini, 14. Redman.
Un altro evento narrato da Enrico Scala risalente al 1965 potrebbe in qualche modo fare da ponte fra questi accadimenti apparentemente senza seguito e legami fra loro e la rinascita dell’hockey romano sinora databile al 1967. “Ricordo che una squadra tedesca di Amburgo pose come desiderata l’opportunità di far giocare anche la sua formazione femminile, mi chiesero di mentre in piedi una femminile”.
L’unico numero di Flick2 a pag. 11 in un articolo dal titolo Le Beatrici degli Anni Sessanta vogliono giuocare a hockey questa frase “Eppure abbiamo visto diverse colte le carbonare della FAO, dell’MDA, e del CUS Roma … scorrazzare per il campo, abilmente destreggiandosi alle difficili evoluzioni della pallina”. Se a questo aggiungiamo l’articolo del n.° 4 di Hockey Happening del “…1964 quando Vannini (allora MDA) volendo organizzare un famoso torneo internazionale maschile fu costretto dalle squadre straniere a inserire anche un torneo femminile in modo che le mogli di questi venuti a Roma per Pasqua potessero giocare anche loro. E così Vannini e soci (Scuriatti, Perna, Mazzalupi, Mazzoni) dovettero convincere tutte le hostess che conoscevano spacciandole per fidanzate a mettersi il gonnellino e saltabeccare all’Acqua Acetosa per ben due partite terminate con punteggi ovviamente disastrosi. Ma le fidanzate vere di qualcuno si appassionarono e convinsero a tesserarle per l’Hockey Club Eur.”
L’irriverente periodico romano sbagliò data non era il 1964, ma il 1962, ma il ricordo di Enrico Scala prende sostanza, perché nel 1965 l’Ex Massimo mise in piedi una squadra per giocare contro le ragazze di Amburgo. Si aggiunge a ciò la testimonianza di Fausto Cirilli che ricevette da Altea nel 1966 l’incarico di allenare il gruppo di ragazze provenienti dall’istituto Massimo di Roma fra cui le sorelle Silvia e Laura Costa, Ada Schiavetto e altre. “Io poi lasciai ad Alberto Vacca del Convitto per motivi di studio e di lavoro”. Il terreno ormai era stato arato e seminato. In breve da quei semi fiorirono l’HC Caffè Buscaglione3, l’HC Eur citato da Cirilli e in cui confluirono, secondo Hockey Happennig attraverso l’arbitro romano Orlando Bramini, alcune neofite dell’MDA; Moracci rilanciò il CUS Roma in cui giocò anche Anna Moffo4. Da qui il triangolare semi ufficiale del 1967 fra Buscaglione HC Eur e Libertas Montesacro e l’anno dopo il primo campionato del dopoguerra vinto dall’HC Caffè Buscaglione di Altea.
- Fonte: Hockey & Pattinaggio – Roma, 1962 nell’articolo dal titolo : Prato … in gonnella in una applaudita esibizione ↩︎
- Un periodico che non ebbe seguito oltre il n.° 1 uscito nel dicembre 1964, ma molto informato e dettagliato nelle sue 12 pagine formato A4 ↩︎
- In questo gruppo cominciarono a giocare Ada Schiavetto, futuro portiere del Buscaglione poi grande reclutatrice per la Libertas San Saba, e le sorelle Costa, Silvia divenne poi sottosegretario di Stato europarlamentare e deputata ↩︎
- Nominata da Antonio Triglia presidente della CIHP responsabile del state femminile, afferra cantante lirica uno dei soprani più famosi la mondo all’epoca e con lunga esperienza hockeistica nei college USA ↩︎





