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#50esimo MONDO DONNA (15): LA RIVINCITA DELL’HC BUSCAGLIONE E IL TERZO SCUDETTO GENOVESE    

L’ultimo titolo di questo ciclo andò nel 1973 al CUS Roma di  Lanfranco Moracci, tre volte finalista, finalmente premiato dal tricolore. Intanto piano piano l’HF Lorenzoni scalò posizioni

Nelle foto il Cus Genova qui in versione indoor un paio di anni dopo con Bozzo, Peruzzi, Guazzi, Caivano, Vio, E. Santolini, e accosciate G. Santolini, A. Pedemonte, Berninzone, Muselli, Murru 

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Enrico Altea il patron del Caffè Buscaglione dopo l’inopinata sconfitta nei quarti di finale del 1970 subita dal Leonardo da Vinci corse ai ripari e nella finale di Riva del Garda nel maggio 1971 riuscì a strappare lo scudetto alle genovesi per differenza reti.  Enrico Navone alle colonne del Corriere del Pomeriggio, quotidiano genovese del lunedì la raccontò così: “Nel primo incontro le nostre hockeiste hanno superato per una rete a zero (Caivano al 10’ del p.t.)  quelle del Lorenzoni Bra, le quali hanno concluso sul 2-2 il successivo confronto con la Buscaglione che, a sua volta ha vinto sulle colleghe romane del CUS per 2-0, portandosi a quota tre in classifica. Il CUS Genova disputava quindi la partita contro il CUS Roma sotto la pioggia e su un terreno pressoché impraticabile che stroncava ogni iniziativa dei due 11 con reti inviolate al termine”.
Diventò decisivo lo scontro CUS Genova – HC Buscaglione durante il quale il CUS dovette rinunciare alla bomber Emanuela Santolini, infortunatasi nella gara contro l’HF Lorenzoni e al difensore centrale Silvana Acca. Le romane difesero strenuamente lo 0-0 forti della differenza reti e al termine dei 70’ si assicurarono il titolo. Queste le campionesse d’Italia del 1971: Schiavetto; Garroni, Di Giovanni, Piccinini, Bassi, Visetti, De Plano, S. Spadazzi, Bonetti, L. Spadazzi, Ercolani. Il CUS Genova, ex Red Tigers, rispetto all’anno precedente non presentò: Basso, Faccini sostituite da Laura Caivano, Gabriella Santolini e Schunnach.

In questo andirivieni tricolore sulla via Aurelia, nel 1972 lo scudetto tornò sotto la Lanterna. Il campionato si allargò a 12 partecipanti.  Non ci fu la Polisportiva Muravera e la Sardegna dovette attendere l’esordio del Gia di Giorgio Ariu nel 1973 per tornare nell’agone femminile.
Nel girone Nord fece la sua comparsa la formazione veronese Lloyd Adriatico Valleggio a fianco delle ormai consolidata CUS Genova e HF Lorenzoni, oltre al TJG Novara che merita di ricordare la sua genesi. Fu Gondo, fondatore dopo Gip Cestagalli dell’hockey novarese a reclutare un gruppo di ragazze, che formarono il nocciolo iniziale della squadra, nel quartiere giuliano – presso la casema Perrone di Novara – abitato dai profughi dell’esodo dall’Istria, Fiume, Pola e da tutta la Dalmazia italiana, che prosperò sotto la guida tecnica di Franco Joli per un triennio.
A Roma ci furono  addirittura due gironi: il primo tutto cittadino con HC Buscaglione, HC Zabov Eur, HC Roentgen e l’altro con CUS Roma, HC Sicreo St George e la provinciale SS Amatrice. Nel 1971 Buscaglione, Sicreo e SS Amatrice con l’HC Giallorosso avevano partecipato al girone laziale di Coppa Italia
Alla fase finale giocata Grosseto dal 2 al 4 giugno parteciparono le prime due del Nord e le vincitrici dei due giorni romani. Il CUS Genova prevalse 1-0 su CUS Roma e Zabov e 2-0 su Lorenzoni, che pareggiò 0-0 gli altri due incontri, mentre  il derby romano andò all’HC Eur Zabov che ottenne così il secondo posto dietro le cussine di Consigliere e Ferrero.

Tutt’altro esito ebbe l’inedita finale a 5 di Roma disputata dal 31 maggio al 3 giugno 1973. I gironi furono 3: Nord, Sud e Sardegna. Nel settentrione a CUS Genova, HF Lorenzoni, Lloyd Valleggio che si chiamo così perché il suo presidente era l’agente assicurativo Gaetano Zoccatelli ma giocava regolarmente a Villafranca, si affiancarono CUS Padova e HC Milano, ma non più il TJG Novara. Sei squadre romane composero il gruppo Sud: HC Buscaglione, CUS Roma, HC Sicreo, HC Giallorosso più le novità Libertas San Saba e Lazio, in pratica riassestamenti delle scomparse HC Zabov Eur, HC Roentgen, Leonardo da Vinci, HC Castelnuovo, CONI Roma, mentre le provinciali Monterotondo e SS Amatrice non lasciarono traccia.
Questi due gruppi decretarono 4 finaliste al nord le solite CUS Genova e HF Lorenzoni da Roma HC Giallorosso e CUS Roma alla sua terza finale consecutiva. La quinta fu la Gia Cagliari di Giorgio Ariu ammessa direttamente come unica partecipante sarda.
La sezione femminile del CUS Roma aveva in panchina Lanfranco Moracci, uno dei primi promoter dell’hockey rosa nella capitale e in campo la stella era l’azzurra Carla Andreani che fu una delle protagoniste del mondiale berlinese del 1976 con il difensore Fornasiero, mentre in quegli anni la portiera Valverde fu azzurra.
Ebbene, il CUS Roma vinse il campionato nel 1973 archiviando la storia di vertice delle genovesi. 5-0 alla Gia, 2-0 al Giallorosso, 2-1 alle campionesse in carica del CUS Genova e 1-1 con la Lorenzoni solo seconda per gli altri pareggi  con Giallorosso (0-0) e CUS Genova (1-1) a fronte dell’unico successo (2-0) con Gia Cagliari. Terzo, a quell’epoca la vittoria valeva solo 2 punti, il Giallorosso di Spanò e Di Zitti, a cui non bastarono i successi (3-0) su Gia e (2-1) su CUS Genova. Le campionesse in carica finirono solo quarte per la vittoria con Gia (3-0). 

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore