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#storia LE REGIONI (67): IL VENETO (5) CUS PADOVA 1960-1973 DALL’ABULIA ALLA PROMOZIONE IN SERIE A E AI PRIMI PODI INDOOR E GIOVANILI

La città del Santo si confermò leader veneta anche in quel periodo il team cussino raggiunse la serie A in modo stabile e non fu la sola società della provincia. Intanto anche nelle province di Vicenza, Verona e Rovigo continuarono a giocare ad hockey

Nella foto il CUS Padova 1973 da sinistra in piedi: Camporese, Spoldi, Valente, Gigi Matteraglia, Sacco, Schiavon, Tagliaro; accosciati: Gian Matteraglia, Gioga, Melato, Renato Melai, Turatello, Leonardo Vinante

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Nell’anno olimpico il campionato fu sacrificato1, il CUS Padova ebbe accesso, classificandosi secondo, al quadrangolare di semifinale vinto a Bologna dal Genova HC tra il 30 ottobre e il primo novembre. I centri di sviluppo (antenati degli attuali comitati regionali) organizzarono campionati locali. Il Veneto face parte della macrozona con l’Emilia. CUS Padova, Hockey Folgore Rovigo, Alber Sport Verona e US Redentor Este2 vennero inseriti nel girone con il CUS Ferrara. I ragazzi di Sergio Melai, anche giocatore, al termine delle 8 giornate si imposero nell’ordine davanti agli emiliani, a Verona, Este e Rovigo. Il CUS Padova, a differenza dei ferraresi, non partecipò però ai campionati universitari di maggio a Bologna. 
Il CUS Padova malgrado una rosa ampia, ebbe spesso difficoltà a “fare 11” utilizzando perciò alla bisogna amici, parenti  e schierò anche uno studente nigeriano Simon Okpokam3.

L’anno successivo il Redentor Este cessò l’attività. Il CUS Padova e l’Alber Sport furono inseriti nel girone C con CUS Trieste e US Triestina, mentre il Rovigo giunse ultimo nel gruppo C. I ragazzi del bucranio vinto il loro girone raggiunsero la fase semifinale, da cui il Convitto nazionale fu ammesso alla Final4 scudetto, mentre loro furono avvantaggiati, con il CG Macerata dalla rinuncia della Rotellistica Piacenza e promossi all serie A 1962, non più a serie unica. Campionato nel quale si classificarono penultimi nel girone B retrocedendo con il CUS Bologna, pur fruendo delle prestazioni del tedesco Emmerich.
Quindi, nel 1963 il CUS Padova fu inserito nel girone B con Alber sport Verona4 e Cus Trieste, Polisp. Trieste, Labor Bologna, Pontevecchio Bologna, Torleone Bologna, Lorenz Reggio Emilia.

Dal 1964 cominciò il periodo di crescita che a posteriori  Renato Melai giustifica così: “Le premesse sono individuabili nel cambio nella gestione della sezione che passò a Giorgio Bazzan, nella maggiore presenza del giocatore-allenatore Kurt Emmerich che  dettò le linee del nostro primo sviluppo tecnico sino al ’68 e nell’ottenimento del prato all’interno della pista di atletica dell’ex Littorio per allenamenti e partite”.
Nonostante la convocazione di Giorgio Ronchi in nazionale – il primo padovano dopo il portiere Castellani nel 1952 – che giocò poi la sua unica gara in azzurro nel 1964 contro la Cecoslovacchia B nella tournée oltre la cortina di ferro, restò in B.
Però la squadra restò in serie B, seppure con altri piccoli segnali di evoluzione. Infatti, nel 1966 entrarono in rosa ai fratelli Gigi e Gian Matteraglia, nel 1967 Sergio Melai divenne incaricato di sezione. Nel 1968 alla ottima juniores, sorta l’anno prima, già forte di Gioga, Spoldi, Roberto Melai dei due Matteraglia e Cecchinato si affiancò la squadra allievi con giovanissimi che diventeranno colonne del club: Paolo Zanella, Corrado Santinello e Paolo Valente che nel 1969 si classificò per la finale nazionale. Dopo aver vinto un girone tutto padovano con Esedra A e B, Abano e HC Rima.

Intanto, dal 1966 fece ritorno all’hockey Bassano con la Westen5 Dopo la sua chiusura nel 1969 Vicenza provincia si ripresentò nel 1972 con l’HC Bassano  e l’HC Montecchio, mentre la città di Padova propose l’HC Rima che partecipò con buoni risultati per due anni di fila dal 1968 al ’69 al campionato juniores e poi alla serie C con l’HC Lusia, squadra del Polesine meno brillante,nel torneo U21 1970 e di serie C cui prese parte anche il San Pio X di Rovigo. Lusia che proseguì per alcuni anni successivi.

L’agognata soddisfazione della serie A giunse complice l’allargamento della serie A a 10 squadre il CUS Padova giunto secondo nel suo girone dietro all’HTC Roma partecipò con la Libertas San Saba, seconda alle spalle dell’altra promossa diretta la polisportiva Ferrini, ad un torneo di spareggio giocato a Grosseto cui prese parte anche la settima classificata della serie A, ovvero il CUS Macerata. Dopo lo 0-0 con universitari marchigiani nella decisiva partita con San Saba, l’esito nella fase finale fu segnata dal gol6 di Sergio Melai che decise la quarta avente diritto alla massima divisone 1970/71. I giovani della juniores frattanto erano già saliti sul podio nazionale dietro HC Roma e SG Amsicora.
Non mancò neppure la ciliegina della convocazione di Gigi Matteraglia7 per la lunga tournée in India.
Nel periodo 1970-73 vennero a maturazione le buone prassi partite nel 1967 con il consolidamento delle leve scolastiche, la nascita di gruppi giovanili satelliti e l’apertura del Centro CONI da cui arrivarono al CUS: V. Vinante, L. Vinante, O. Tagliaro, Daniele Melato, Diego Trevisan, L. Trevisan. Rilevanti poi furono l’inserimento permanente del preparatore atletico Franco Trevisan e soprattutto la vice presidenza cussina di Sergio Melai – presidente dal  1972.  Questo evento comportò uno sviluppo strutturale delle sezioni ed anche la realizzazione della palestra di Via Giordano Bruno, che ebbe molta parte nella crescita della sezione.

Nacque così  la sezione femminile, all’interno della polisportiva CUS Per la prima volta a Padova un gruppo di ragazze iniziò a giocare ad hockey.
In quell’anno, 1971, Sergio Melai incaricò Argia Spoldi di reclutare atlete per fondare una squadra femminile. Si appassionano all’hockey su prato circa 15 ragazze che trascorsero il primo anno allenandosi tecnicamente e atleticamente senza disputare partite sotto la guida di Franco Trevisan.

Questi i nomi delle pioniere padovane: Cristina Remelli, Valeria Giralucci, Argia Spoldi, Carla Giusto, Chiara Costantin, Silvana Chissalè, Serenella Modenese, Maria Teresa Pè, Giovanna Stoppato, Francesca Stoppato, Adriana Covatti, Maura Floreani, Luciana Basso, Ida Montanari, Pina Caruso, Adriana Centanin, Gabriella Centanin, Wally Chies.

Oltre  la presenza in A nel 1971 arrivò il secondo posto della juniores sconfitto 0-2 dell’HC Roma. L’anno seguente il quarto posto nella finale allievi per il Centro Coni Padova costituito nel 1970. Nel 1973 il primo podio indoor e l’argento allievi dietro il Centro CONI Roma. La prima squadra mantenne la serie A con gli ottavi posti, su 10, del 1971 con il Afzal Malik8 e ’73 e il settimo del 1972.

  1. Vedi formula in https://www.hockeylove.news/2025/05/17/storia/50esimo-le-regioni-61-friuli-vg-4-1960-1973-il-declino-di-trieste-e-monfalcone/ ↩︎
  2. Allenatore di questa squadra come delle prime di Rovigo e del Rima Padova fu Enrico Risaliti giocatore CUS dal 1948 che con la sua Lambretta e spsso il suo il suo assistente Sergio Melai si muoveva da un posto all’altro)  ↩︎
  3. Fondatore di un ospedale nello stato di Cross River al suo rientro in patria poi “major stakeholders” della Mercantile Bank – fonte The Sun Voice of the Nation del 27 maggio 2023 nell’articolo “Southern Excellence: The Okpokam family↩︎
  4. er Bassano, Verona e Rovigo vedi maggiori dettali in https://www.hockeylove.news/2024/01/06/storia/50esimo-le-regioni-45-in-veneto-3-dai-50-ai-70-lhockey-prese-piede-a-vicenza-verona-e-rovigo/ e https://www.hockeylove.news/2024/01/06/storia/50esimo-le-regioni-46-in-veneto-4-verona-diventa-villafranca-e-si-espande-in-provincia/ ↩︎
  5. Fabbrica sorta nel 1924 a Bassano del Grappa su iniziativa dei fratelli, di origine austriaca, Adolf e August Westen come Smalteria e Metallurgica Veneta dopo vari passaggi di proprietà è ancora attivissima e leader di settore come Baxi nella multinazionale olandese BDR Thermea ↩︎
  6. L’autore lo descrive così: “Dal limite della mia area di difesa passai la palla al mio giovane terzino destro, Cecchinato, che la fece correre sulla stessa fascia verso il velocissimo Franco Trevisan, io seguii l’azione, tanto da trovarmi in corsa all’ingresso della D avversaria quando Trevisan giunto sul fondo crossò. Colpii al volo e la pallina s’infilo nel sette della porta sansabina↩︎
  7. Il padovano aveva esordito il 4 ottobre 1969 nello 0-6 contro il Pakistan. La tournée indiana fu decisiva per il suo processo di crescita tecnico-tattica. Nel periodo in questione collezionò le sue prime 9 maglie azzurre rispetto alle 49 totali ↩︎
  8. Attaccante tecnico e sgusciante che giocò a Padova due campionati. Nazionale juniores del Pakistan fratello del ben più celebre Muhammad Asad Malik oro olimpico nel 1968 e argento a Tokyo 64 e Monaco ’72.  ↩︎
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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore