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#storia (61) FRIULI VG (4): 1960-1973 IL DECLINO DI TRIESTE E MONFALCONE 

Per tutti gli Anni Sessanta sino alla nascita della FIHSP non mancarono  né le società, furono 10 nel periodo, tanto meno l’attività. Difettò in via crescente la qualità delle squadre di vertice, soprattutto nel 1964 Monfalcone sparì per alcuni decenni dal panorama hockeistico 

Nella foto Sergio Dintignana con Simsig uno degli ultimi grandi triestini dell’hockey italiano 

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L’anno olimpico vide un campionato condizionato dai giochi di Roma 1960, le squadre della regione vennero inserite nel girone D – il quarto di sette – della serie unica. La prima fase si chiuse per rutti il 22 maggio e premiò la Polisportiva Trieste che precedette CUS Trieste, POM Monfalcone, Fiamma Gorizia, HC Trieste. Fu anche un duello fra generazioni di portieri fra il super veterano Aldo De Bortoli (HC Trieste) campione d’Italia 1948 e l’emergente e futuro azzurro Giancarlo Caggiano (PO San Michele Monfalcone). La Polisportiva poi, a olimpiadi ampiamente chiuse, nel fine settimana di Ognissanti giunse quarta e ultima nel suo girone di semifinale.
Sul campo di san Luigi si giocò anche il trofeo Giorgio Brosch1 con Polisportiva CUS Trieste, Junior Itala (girone A), Monfalcone US Triestina, CUS Olimpia2 . Questa volta a prevalere fu Monfalcone in finale  sul CUS con gol del centravanti  Caruso (NOTA Vincenzo Caruso aveva partecipato nell’estate del 1958 al secondo raduno di probabili olimpici al collegio di Sant’Eugenio alla Storta a Roma). Secondo successo invece, nel trofeo Guido Galessi, della dalla Polisportiva. Decisivo l’1-0 di firmato da Godina sul CUS, su Monfalcone, CUS, US Triestina a Fiamma Gorizia.  Nel campionato juniores l’US Triestina fu seconda dietro il nella fase nazionale Convitto mentre nel girone aveva preceduto CUS Olimpia, Polisportiva Monfalcone. 

Nel 1961 l’US Triestina si laureò campione d’Italia juniores grazie sopratutto all’1-0 (gol di Scozzari) sul Jolly Genova che aveva battuto il Convitto 1-0 con gol di Marmo. In campionato le squadre del FVG furono divise: CUS e US Triestina nel girone C con gli universitari – secondi dietro il CUS Padova – che passarono il turno; Polisportiva e POM Monfalcone nel D, con quest’ultima s’impose anche CUS Ferrara e HP Rovigo ed  ebbe via libera, guidata dai fratelli Roberto e Giancarlo Caggiano e Flavio Leghissa, alle semifinali per l’accesso alla seguente serie A. Furono però i gol di Rossi e Verzegnassi – uno dei pochi superstiti del precedente CRDA – al Genova HC (2-1) che gli fecero guadagnare  il secondo posto pari merito con Philco Novara lasciando fuori così il CUS Trieste di Caggianelli, Mandich e Lokar dalla promozione. La Polisportiva dell’azzurro Hafner e poi CUS Torino si dovette accontentare del trofeo Brosch.

L’anno seguente l’US Triestina ottenne una facile promozione assieme al Convitto di Roma per i forfait alla fase finale di Bologna di CUS Genova e CUS Pisa. Così, POM Monfalcone e US Triestina nel 1963 furono in serie A girone A con MDA, Genova HC, CUS Torino, Philco Novara e gli alabardati schierarono questa formazione: Naglieri; Scheriani, Cumar, Kolaric, Cosma (Martellani), Franconi; Doria (De Micheli), Roggero, Scozzari, Zari (Cimador), Candotti (Marsetti); chiusero rispettivamente quarta e quinta davanti al solo Novara.
In serie B giocarono CUS Trieste e Polisportiva e anche nel campionato juniores con US Triestina e HC Trieste. 

CUS, Polisportiva, Triestina e HC si affrontarono nel campionato provinciale 1963, andata a febbraio e ritorno a fine campionato. Il torneo Brosch vide la presenza anche di Itala e CUS Olimpia.
La formazione allenata da Dario Devescovi con Caggiano, Caruso e il giovane Flavio Malutta che sempre nel 1963 giocò con l’Italia juniores, si era confermata in serie A; Pol. Trieste, CUS e US Triestina erano in B. Polisportiva CUS vinsero a pari merito il loro girone e i cussini diretti dall’allenatore Colonna primeggiando nella fase finale furono promossi in serie A con la 3 Elle e davanti anche a Ex Massimo e CUS Roma.
CUS, US Triestina e Hockey Club Trieste parteciparono al campionato juniores, come fecero anche nel 1965, con i cussini qualificati per la semifinale, ma eliminati dal CG Macerata  (0-8) che si laureò poi campione di categoria.
A maggio 1964 la POM Monfalcone non si presentò a Torino e la commissione tecnica federale (CTF) per quella sola rinuncia deliberò l’esclusione dal campionato e l’azzeramento degli incontri disputati, che erano stati 5 per un totale di 3 punti frutto di tre pareggi in tre partite con una sola volta il centravanti Caruso in campo. Furono sostituiti dal neopromosso CUS Trieste.

La Polisportiva a inizio 1965 si prese la rivincita sui cussini, in attesa della serie A, vincendo il Città di Trieste davanti a CUS, Triestina, HC e Universitari, una squadra B dei cussini. In serie A Caggiano – con  la chiusura della PO Monfalcone che seguì l’esempio del CRDA del 1946 – era passato a difendere la porta del CUS che chiuse la stagione al quarto posto nel girone e al 7° finale conquistando con largo anticipo una tranquillissima salvezza. Ottimo anche il comportamento dell’US Triestina che, autrice di una strenua partita difensiva, contese nella finalissima il titolo juniores all’Amsicora e portò sardi, che sprecarono due rigori con gli azzurri Deidda e Tavolacci – ai supplementari decisi da un corto vincente di Tavolacci.  

Ancora migliore il comportamento del CUS nel 1967 che si prese il lusso di battere al san Luigi le tre squadre che la precedettero nel girone A MDA poi campione d’Italia, CUS Torino e HTC Roma, tutte per 1-0. L’annata positiva fu completa dalla promozione dalla B dell’US Triestina. 

Il 1968 con il restringimento della serie A da 16 a 8 squadre segnò la caduta immediata dell’UST, mentre il CUS confermando il quarto posto nel suo girone fu costretto a uno spareggio coi Vigili Urbani quarti anche loro e le vincenti della serie B CUS Padova e Ex Massimo. Il primo concentramento fu annullato per il ritiro del CUS Padova durante la gara con i triestini; a settembre dopo lo 0-0 con l’Ex Massimo un gol dei Vigili condannò i cussini alla retrocessione.
In quell’anno, da una scissione della Polisportiva Trieste 1946 nacque la El Oro presieduta da Salvino Cattarini e allenata da Ambrosi, con molti nomi noti da Kolarich, a Godina a Lonza e Bradaschia. Che fu subito promossa in serie B. Le altre formazioni attive nella stagione furono CUS B, Itala, HC finalista nel campionato juniores e terzo ex aequo con l’Amsicora, perchè si giocò solo la finalissima fra HC Roma campione e Ferrini.

Il riscatto fu immediato e dopo aver vinto il proprio girone di serie B, il CUS Trieste si impose nel doppio confronto all’US Cagliari tornando subito in serie A. Buono anche il comportamento dell’HC Trieste juniores che giunse quarto nella fase finale. 

Il 1970 vide il miglior risultato di una squadra triestina dal 1957 con il sesto posto assoluto del CUS con Dintignana3 in porta e Simsig leader in campo. Il settimo del 1971 invece valse la retrocessione davanti alla Libertas san Saba e a 2 punti dal CUS Padova. L’US Triestina ottenne nel 1972, il sesto e ultimo posto alla fase nazionale juniores.

Anche per Trieste, come per Genova e Macerata cominciò un lungo e buio tunnel, mentre si affacciavano alla ribalta nazionale nuove piazza: Bra, Vigevano-Castello d’Agogna e Torre del Greco. Insomma l’hockey lasciava i capoluoghi per trovare spazi nei centri di provincia.  

  1. Evento annuale organizzato dal CUS Trieste in memoria del suo vicepresidente Giorgio Brosch ↩︎
  2. Nel 1958 il CUS iscrisse al campionato juniores un’intera dasse dell’Istituto Tecnico Commerciale che partecipò come CUS Da Vinci dal nome della scuola; l’insegnante di educazione fisica, Marsilio Vidulich, aveva partecipato alla partita dimostrativa, bianchi contro i rossi, con la regia accademia di educazione fisica nel 1933. Dal 1960 la squadra prese il nome di CUS Olimpia ↩︎
  3. Sergio Dintignana cominciò nel 1967 con la Junior Italia, passò nel 1968 all’HC dove mise i cosciali e si distinse a livello giovanile, dal 1969 a fine carriera ficcò con il CUS Trieste arrivando a giocare 8 volte con la nazionale ↩︎

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore