Regioni Storia

#50esimo LE REGIONI (46): IN VENETO (4) VERONA DIVENTA VILLAFRANCA E SI ESPANDE IN PROVINCIA

L’Alber Sport AICS Verona con un passaggio dolce, trasmigra a Villafranca auspice Franco Giagulli, ma il presidente restò il veronese Edoardo Giarola e lo fu sino al 2003

Nella foto una formazione veronese del 1967 a Roma. Da sinistra in piedi: Cuoghi, Giarola, Sorio, Dongili, Gonzales, Regazzoni; accosciati. Prando, Orben, Padovani, Fraccaroli, Perina

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L’Alber Sport, abbiamo visto, fu fondata nel 1956 ma solo nel ’60 apparve nei campionati dell’allora CIHP. Oltre il fondatore Orfeo Albertini furono protagonisti Edoardo Giarola, Franco Cuoghi, Fraccaroli, Regazzoni, Gonzales e dal 1960 Nello Padovani che poi sarà a lungo bandiera dell’Hockey Villafranca. “Ciri”, questo i suo soprannome arrivava dall’hockey pista e per questo impugna il bastone come la stecca. 
Fu nel 1967 che Albertini, sponsor con il suo negozio  Alber Sport, decise di passare la mano. Su fece avanti il 24nne Franco Giagulli che aveva fondato la Polisportiva Quadrilatero, nome di origine risorgimentale. Ai veronesi  Cuoghi e Giarola, classe 1937, che fu scelto come presidente del sodalizio, oltre Franco Giagulli si unirono Lino Orben, Ivano Perina, Giancarlo Perizzolo ed un drappello di atleti più giovani. 

L’Hockey Villafranca, questo il nome prescelto dal 1970, divenne così la sesta società del Veneto per  anzianità, ma già sotto il nome di Alber Sport dal 1967 lo sponsor che comparse sulla maglie fu Officine Tosoni di Villafranca.
Il risorgimento hockeistico va in grande parte ascritto al prof. Guido “Lino” Orben insegnante di educazione fisica, che però nell’hockey si inventò centravanti, ma soprattutto lanciò il gioco del bastone, del “bastonsin” in dialetto, nelle scuole di Valeggio, Villafranca, Mozzecane, Marzara, dando vita anche al campionato provinciale allievi. 
Moltissimi gli allievi coinvolti e nel 1971 l’HC Valeggio, sponsorizzato dall’agenzia del Lloyd Adriatico assicurazioni, vinse sul suo campo il campionato Under 16 con Baroni, Bertolini, Bigotti, Carpi, Dal Bò, Donatelli, Faccioli, Marco e Mario Franchini, Pasini, Sacchetto, Serpelloni, Spagna, Speri, Venturelli, Venturi. Ne fecero le spese il Centro CONI Cagliari di Roberto Carta 3-1, Centro CONI Roma (1-1) e Hockey Perosa Argentina (0-0). Il successo fu in grande  parte dovuto alla scelta di rafforzare con i ragazzi di Valeggio, giunti Teri l’anno prima alla finale di Roma, con i migliori di Villafranca e degli altri centri limitrofi. Infatti furono solo cinque i superstiti del 1970: Baroni, Donatelli, Faccioli, Sacchetto, Venturelli, Venturi1.

L’Hockey Villafranca, sempre abbinato alle Officine Tosoni, nel 1972 conquistò la sua prima serie A – divisa in due gironi da 6 squadre – ma retrocesse subito con una sola vittoria (1-0) con l’HC Bra che però al ritorno gli inflisse un pesante 3-0. Il rientro avvenne, con la sponsorizzazione Doko,  dieci anni dopo sotto la guida di Carlo Giagulli con un doppio salto dalla C alla A e fu conquistata la salvezza. 
Già nel 1974 Villafranca sfiorò il titolo indoor grazie alla frequentazione con di tecnici e giocatori tedeschi e ai moltissimi tornei giocati in centro Europa il gruppo si forgiò e diede vita dal 1981al periodo d’oro dell’indoor con 4 scudetti conquistati in 7 anni e il quinto nel 1993.

Frattanto l’HC Valeggio nel 1972 si era scritto alla serie B, ma il rientro a Villafranca di Faccioli,  Serpelloni, Donatelli e Pasetto indebolì l’organico. Cosi dopo due campionati nel 1974  la dirigenza gettò la spugna. Marcello Franchini e Biancardi si accasarano all’Hockey Villafranca.

  1. Finalisti allievi del 1970, anno in cui vinse l’HC Roma. Questa la rosa utilizzata nella fase finale a Roma: Baroni, Bertolini, Biancardi, Bonfaldelli, Bugnotti, Donatelli, Marcello Franchini, C. Giagulli, Faccioli, Lucchi, Orben, Sacchetto, Venturelli, Venturi   ↩︎
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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore