L’indagine dettagliata e accurata ha svelato l’inadeguatezza strutturale di una governance poco idonea al ruolo, senza visione di sistema e non in grado di sostenere le società e la loro sopravvivenza
Nella foto le locandine delle quattro punte dell’inchiesta
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L’analisi contabile ha messo a nudo una sproporzione strutturale tra chi genera le risorse e chi le consuma. Chi, nell’hockey italiano sta pagando i conti di floorball e lacrosse? Quando drenano e quanto contribuiscono al bilancio federale le nuove discipline?
Il tema del numero dei dipendenti, alto rispetto alle altre federazioni mondiali, non è più, o quanto meno non è più quello principale, quanto invece gli enormi costi di gestione generale – mai esplicitati e dettagliati – soprattutto se rapportati all’incapacità di attrarre entrate proprie al di là del contributo statale. Il limite progettuale della FIH, oltre l’assenza di sponsor, il grande vuoto dei finanziamenti internazionali, ignorando i fondi Erasmus+ e i grant europei. I numeri del torneo olimpico di Lacrosse di Los Angeles smontano la retorica della presenza ai cinque cerchi e purtroppo per altri versi anche quella paralimpica. Tutto questo in un drammatico quadro di contrazione degli atleti effettivi, ancora meno delle atlete, delle società, degli arbitri – sempre più anziani – del munero delle partite giocare che si cerca di mascherare con la proliferazione di serie, categorie e ammennicoli vari





