La squadra voluta da Pierluigi Martinetti lascia alle ex campionesse d’Italia l’ultimo posto della classifica, consente al suo coach di guardare con più tranquillità al pranzo di Natale e alla squadra di sperare di abbandonare l’incomodo ruolo di vittima predestinata
Nella foto Il coach romano ha tratto insegnamento da Ellen Hoog
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Dopo i desolanti 0-12, 0-9, 0-2, 0-6 arriva la riscossa dell’HC Tiberina che si prende tre soddisfazioni: tre punti per la classifica, la vittoria nel primo derby romano e i primi gol del campionato messi a segno dalla capitana Barricelli e dalla giovane Anna Mari figlia di hockeista e ultima vestale della dinastia aperta da Memmo Mari. Andrea Manelli si è tolto qualche macigno dalla snickers battendo un coach professionista arrivato della patria dell’hockey moderno. Lui romano de’ Roma ha forse tratto ispirazione dalla numerose foto fatte con le campionesse olandesi.
Fatto sta che le rossonere di Marijn Pels superfavorite sulla carta – seppure con un classifica egualmente deficitaria anche loro – hanno messo in campo sei superstiti dello scudetto del 2023 (Bianchini, Grossi, Franceschini, Cirilli, Buzzi, Saporiti), le azzurrine Angiò, Carrese, Cantù (dodicesimo), le straniere Grzegorski, Marcos oltre le gemelle Dalla Vedova e l’esperta Alfano. Non è bastato. Una squadra con molte, forse troppe giovanissime, ma guidata da Picano in porta, Barricelli, Pucci, Fucili, la stessa Eleonora Manelli, Martinetti e la rientrante Alma Da Gai ha portato al successo la pattuglia del vivaio ex Capitolina che fa morale, classifica, esperienza e … vedi mai!





