Regioni Storia

#storia LE REGIONI (55): LAZIO (7) LA RISCOSSA DI ROMA NEI ‘60 FU ANCHE NELLA QUANTITÀ E NELLA QUALITÀ DI VIGILI E  TENNIS

MDA a parte il decennio tra boom economico e contestazione giovanile nell’hockey romano e laziale fu caratterizzato dall’esplosione numerica, dai 4 titoli giovanili, dai buoni piazzamenti di Vigili Urbani, due volte secondi, e dell’HTC e dallo scudetto giovanile del Buscaglione. Nel decennio furono 34 le società laziali che onorarono il prestigio della regione, sette di questi fuori dai confini urbani. Nel 1963 ai Marmi affluenze di 7.000 e 5.000 spettatori

Nella foto sotto il itolo il primo derby Vigili Urbani – MDA delle finali 1964 a Bologna finito 0-0: si vede a destra Mazzalupi che tenta il tiro, gli fanno scudo da sinistra Francesco Rossi – che in carriera ha alternato le prestazioni da portiere con quelle da attaccante – e l’anziano (1929) ex amsicorino Lelio Manunta, tra i due alle loro spalle l’altro aviere Perna, Nella seconda la squadra dei Vigili Urbani alla fase finale del 1962 quarta alle spalle delle tre big dell’epoca di MDA, Amsicora e Genova HC, così composta: da sinistra in piedi: Lefemine, Benvenuti, Mari, Valente, Iossa, Manunta. Accosciati: Sabatini, Cartoni, Rossi, Bartolomei, Dongu

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Non ci fu solo l’MDA. Roma e il Lazio intanto continuavano a crescere numericamente e anche nella qualità. I favolosi Sixty di Londra detti così per l’esplosione del beat, dei Beatles, dei Rolling Stones, degli Who, ma anche del fashion di Mary Quant, Twiggy e Carnaby Street ebbero un mini contraltare laziale nell’hockey. Contribuì anche l’idea del presidente del comitato romano Mario Riccomanni di far disputare gli incontri dopo le partite  di serie A di calcio. Cifre record per l’hockey – superiori all’affluenza olimpica del 1960 – un pubblico non di conoscitori, ma comunque attratto dall’idea. Purtroppo l’iniziativa non ebbe seguito.1

Prima di arrivare al decennio del decollo romano va fatto ordine sui nomi e le trasformazioni della società capitoline degli anni Cinquanta. Previdenza Sociale (INPS), SS Convitto nazionale, CUS Roma, SS Rugby Roma, US Rugby S. Gabriele, P.A.T. (Polisportiva Atletica Trieste) nome mutuato dal quartiere Trieste dove nacque, invece stranamente a volte citata come Pattinatori poi trasformata in RUI, Ursus e Giovanisima. Nessuna di questa sopravvisse al decennio tranne il CUS Roma che si estinse nel 1968. La Previdenza portabandiera, anche se con nessun successo all’attivo nei Cinquanta, attraverso il suo deus ex machina Mario Carrus fondò, utilizzando i giovanissimi del Centro CONI, l’HC Roma, che poi si avvalse della collaborazione decisiva di Antonio Vargiu. Mente il veterano Leonardo Lefemine ex Previdenza chiuse coni Vigili Urbani, altri da Pizzoli a Banci e Sisti giocarono ancora in altri club romani. Propio i Vigili Urbani – prim’attore Antonio Triglia poi primo presidente della FIHSP favorì l’evoluzione del Rugby Roma oggi Lazio.
Più rilevanti le trasformazioni di Ursus, prima in Totoricevitori, e Convitto Nazionale che di fatto fondendosi nel 1962 diedero vita all’MDA, anche se il Convitto sopravvisse ancora un biennio all’accordo Vannini – Mazzalupi. Sparirono invece dalla scena Rugby san Gabriele attivo solo nel 1955 e P.A.T. Roma di Corbò che in compenso lasciò in eredità hockeisti come Tullio Marchiori e Carlo Barittoni. Marchiori andò ai Totoricevitori dove trovò il pakistano Khan, olimpico nel 1954, Iossa e gli azzurri Bisio – dal Genova HC – Vannini, Scuriatti, Rea e Perna.

Tutto questo andirivieni fruttò ben poco se non i titoli juniores del Convitto (1958 e 1969) poi triplicato nel 1963. In serie A i piazzamenti migliori furono i due terzi posti della Previdenza (1957) e del Convitto (1959) sempre alla spalle dei campioni del Genova HC e della SG Amsicora. Comunque un’inversione di tendenza rispetto al decennio precedente 1945-1954 , che dopo il sussulto post bellico aveva visto azzerarsi la presenza del movimento romano dai campionati. Simbolicamente il 9 aprile 1959 in una clinica romana morì ad appena 44 anni Mario Zovato. Fu arbitro internazionale anche ai giochi di Helsinki 1952 e nel 1955 ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona, come tecnico fu CT della nazionale e poi fino al 1959 a fianco di Rex Norris, da dirigente ricoprì in seno alla FIH consigliere federale dal 1952 fino al 1956. Non fu lui però a guidare la riscossa romana.

Meritano un resoconto anticipato le tre formazioni romane presenti prima dell’avvento dell’MDA. I Vigili Urbani, eredi del Rugby Roma, fornirono le prestazioni migliori e furono la sola società romana a militare per l’intero decennio (1960-1969) in serie A. Tanto da centrare due volte il secondo posto dietro l’MDA (1964 e 1969) con il terzo ex aequo con il CUS Torino nel 1966 e i quarti nel 1961 e 1962. La trasmigrazione dal Rugby Roma, che decise di chiudere la sezione dopo appena due anni, avvenne per merito di Antonio Triglia che convinse il comandante dei vigili urbani di Roma Mario Tobia2 ad ampliare la polisportiva dei pizzardoni. Inizialmente la squadra era formata dai ragazzi provenienti dal Rugby Roma, poi si unirono alcuni vigili autentici come Memo Mari e Guido Appiani.
Il limite del gruppo fu l’elevata media età e la mancanza di un settore giovanile che espresse per int più tardi solo il futuro azzurro e girovago Gigi Esposito.

Il Convitto nazionale, rinforzato dall’amscorino Gigi Farci, fagocitato di fatto dall’MDA arrivava dal secondo posto del 1961 e poi rientrò nella massima serie nel 1963 dove fu ottavo prima di sciogliersi nell’anno in cui vinse il suo terzo titolo juniores.
Infine il CUS Roma che militò in serie A nel 1961 nel girone G quando era serie unica invece nel 1966, quando era guidato da Mazzalupi con in squadra gli ex MDA Libotte, Ballesio, più Palmieri, Basili rinunciò alla finale promozione. Per per tutti gli altri anni dei Sessanta fu in serie B. Un peccato la perdita del CUS della capitale che seguì la chiusura di quelli di Milano, Pavia, Verona, Modena, Ferrara e Ancona precedette la cessazione di Macerata, Trieste, Brescia, Catania. Senza contare i GUF dell’epoca fascista che non proseguirono dopo la guerra.

Un discorso a parte, fra le società nate negli Anni Sessanta, va fatto per l’HTC Roma che faceva capo a Luciano Pizzoli e nacque proprio dalla ceneri del Convitto. Infatti già il 28 dicembre 1963 l’HTC Roma vinse il primo torneo provinciale abbinato alla IX Coppa d’Inverno in un podio che comprendeva Fiamma Roma, MDA e a seguire Vigili Urbani Ex Alunni Massimo, Amatori Roma, Libertas San Saba A e B, Libertas Flaminio, Stella Maris Ostia, CUS Roma. Così con quel viatico fu in serie A dal 1964 al 1969, nel 1967 non ebbe accesso alla semifinale scudetto, perché superato nel girone per differenza reti dal CUS Torino. L’anno successivo, con finale diretta fra le prime dei due gironi, fu secondo a un punto dietro l’MDA. Retrocesso nel 1969 con l’HC Buscaglione vinse la serie B ’70 e si unì nel 1971 proprio con la squadra di Altea

Per la prima volta , dopo i XVII giochi olimpici, lo sguardo da Roma si volse verso l’hinterland. I centri interessati, tutti nell’area metropolitana, furono otto; queste le società: Stella Maris Ostia del futuri azzurri Anglana e Ghirardello (nata nel 1962 in B dal 1965 al ’69) che nel 1965 contese il titolo juniores all’Amsicora perdendo 0-1 la partita di finale, ENAL Monterotondo Scalo affiliata nel 1966 dall’avv. Francesco Tondo (1967-1969) entrambe anche nella juniores 1968, Frascati (juniores 1968), Villalba Tivoli  (Coppa Autunno 1967), Genazzano (serie C 1968 e 19703), Rieti HC prima in Coppa Autunno 1967 poi in B dal 1968 al 1970 e con Amatrice- società SS Amatrice la cui femminile partecipò alla Coppa Italia 1971 – furono questi i primi luoghi a essere colonizzati, anche se poi tranne Ostia non ne rimase traccia nel tempo.  Un’altra new entry che ancora oggi persiste sotto altro nome si manifestò nell’anno 1967 in occasione della Coppa Autunno, e fu il CHL San Vito.

Un discorso a parte merita l’HTC Roma che, faceva capo a Pizzoli ed ebbe nel decennio successivo molti sponsor diversi, nacque proprio dalla ceneri del Convitto. Infatti già il 28 dicembre 1963 l’HTC Roma vinse il primo torneo provinciale abbinato alla IX Coppa d’Inverno in un podio che comprendeva Fiamma Roma con il maggiore dei Basili e Spano in primo piano, MDA e a seguire Vigili Urbani Ex Alunni Massimo, Amatori Roma, Libertas San Saba A e B, Libertas Flaminio, Stella Maris Ostia, CUS Roma. Così con quel viatico fu in serie A dal 1964 al 1969, nel 1967 non ebbe accesso alla semifinale scudetto, perché superato nel girone per differenza reti dal CUS Torino. L’anno successivo, con finale diretta fra le prime dei due gironi, fu secondo a un punto dietro l’MDA. 

L’Urbe esplose a cominciare dalla Libertas Flaminio (in B dal 1962 al ’69) che nel 1961 partecipò alla serie A ancora serie unica, per proseguire con l’Ex Alunni Massimo (dal 1962 al ’68) – espressione dell’istituto Massimiliano Massimo dei gesuiti romani che nel 1964 con gli avieri Parmegiani e Scala sfiorò la serie A –  e via via con Fiamma Roma (1961 juniores e 1962-1964 serie B) all’inizio strenuo competitore del Convitto, Stella Azzurra (1961 e ‘62 juniores) la squadra dove crebbe Renato Tito sotto le cure si Mazzalupi, Libertas Olimpia (1961-‘62 juniores e dal ’65 al ’67 in B), Libertas Montesacro (juniores 1961 e femminile 1967), S. Leone Magno (1962 juniores e Coppa Inverno 1963), Sacro Cuore (dal ’63 al ’69), Libertas San Saba  (juniores 1963 e serie B ’64’-67 e’69 con il 1968 in serie A dove fece ritorno nel 1971 per la rinuncia del CUS Macerata) Amatori Roma (dalla fine del 1963), Vis Nova allenata da Barittoni (affiliata nel 1962 con il nome di Vis Nova Santa Maria finirà Vis Nova Capocroce! Fu nel 1965 e ’69 in B, con il settimo posto nazionale juniores nel 1966), CRAL Provinciale (B nel 1966 e serie C 1968), Joanneum (1967 e juniores 1968), Libertas Parioli (dal ’66 al ’69), Roentgen HC (1967-’69), Via Ronciglione  (Coppa Autunno 1967) poi HC Caffè Buscaglione (in serie A 1969 e quinto nella finale nazionale juniores 1968e poi fuso con HTC nel 1971) si affiancarono quasi tutte in serie  B alle preesistenti Convitto, CUS e Vigili Urbani (ex Rugby Roma) che avevano o stavano militando in serie A. Oltre queste ci furono La Navicella (serie C 1968), l’Università cattolica (1963 in Coppa Comune di Roma e vincitrice nel 1964 della Coppa San Saba), ovviamente il Centro CONI vocato al reclutamento giovanile e al campionato allievi di cui vinse  primi due titoli U16/M nel 1968 e 1969 – dopo l’esordio in Coppa Autunno 1967 -ma soprattutto nel 1968 comparve l’HC Roma in serie B dopo aver vinto il titolo juniores nel 1965. L’ultimo club di questo periodo a entrare in scena fu l’HC Olimpico che nel 1973, dopo alla mancata nel 1971, vinse la finale Sud della serie C e ottenne la promozione nel primo campionato di B sotto la giurisdizione della nuova FIHSP.

La qualità di questa quantità di squadre si manifestò con l’importante e continua presenza in serie A dell’HTC – la terza come durata dopo Vigili e MDA – e dalle promozioni della Libertas San Saba e del Buscaglione, che nel 1969 con la squadra femminile vinse il primo titolo del dopoguerra e il secondo in assoluto per Roma4. Già nel 1962 Roma contava tre squadre femminili MDA, CUS Roma e Fiamma, ma per la parte femminile del periodo qui preso in esame rimando al capitolo “Mondo Donna”5
Malgrado questa forza numerica e una discreta qualità Nel decennio – tranne gli hockeisti tesserati con gli averi – solo Francesco Rossi (4 presenze) Benvenuti (2) – entrambi dei Vigili Urbani – che aveva inizialmente firmato come Rondino il manifesto dell’MDA, il portiere e il centrocampista dell’HTC Lottini (2 presenze), Basili junior (3) e il romanista Ghirardello (2 presenze) ebbero accesso alla squadra nazionale.
I numeri laziali contribuirono comunque alla straordinaria crescita nazionale dell’hockey che passò dalle 44 società del 1961 a 116 e da 1098 atleti tesserati a 3004. Niente a che vedere con i 32.757 dell’Olanda o i 30.270 della Germania, ma oggi la proporzione di 10 a 1 non è più nemmeno lontanamente rispettata. 

  1. Hockey e Pattinaggio Aprile 1963 pag. 7 ↩︎
  2. Il comandante Tobia fu ferito il 24 marzo 1962 nel suo ufficio da un vigile e morì dopo una lunga agonia. AI funerali il 4 aprile 1962 intervennero Giulio Andreotti all’epoca ministro della difesa, il commissario prefettizio straordinario di Roma Francesco Diana perchè il consiglio comunale era  stato sciolto e il nuovo comandante dei vigili urbani Sacchetti. Successivamente gl invenne intitolato il campo sportivo sul lungotevere Dante, oggi centro sportivo Campus Eur ↩︎
  3. Quando si tolse la soddisfazione di eliminare il Centro CONI Cagliari di Roberto Carta  nel campionato allievi (3-2 d.t.r.) ↩︎
  4. Quello del 1943 non riconosciuto, senza motivo alcuno data FIH, come quelli del GUF Genova 1943, Genova HC 1945, con l’aggiunta della mancata assegnazione ex aequo fra SG AMsicora e MDA di quello 1963 ↩︎
  5. https://www.hockeylove.news/2023/12/08/storia/50esimo-mondo-donna-11-lo-scudetto-del-buscaglione-affonda-le-radici-nei-tentativi-dellmda-del-1962-e-1965/ ↩︎

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore