Regioni Storia

#storia LE REGIONI (56): LOMBARDIA (3) 1963-1973 NACQUERO VIGEVANO E CERNUSCO

Tornò l’hockey in provincia di Pavia che troverà poi casa definitiva a Castello d’Agogna e Milano si aprì alla provincia grazie a Cernusco sul Naviglio. Il merito va ascritto al castellano Paolo Bonomi e ai fratelli tedeschi Thomas e Thilo Richter

Nella foto la Cogeca campione d’Italia 1972. In piedi il secondo da sinistra è Rajvinder, poi Fagnoni, Bottaro (capitano) Spinolo, X, Sunder, Silvio Nabarro, Paolo Bonomi; accosciati dopo il secondo portiere Riservato, Biolcati, Y, Chiarugi

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L’hockey lombardo – dopo la pausa milanese – ricominciò nel pavese, ma senza collegamento alcuno con l’ex CUS Pavia,  grazie all’entusiasmo di un giovane lomellino: Paolo Bonomi, che aveva conosciuto l’hockey a Novara, dopo averlo vagheggiato con alcuni coetanei e attrezzatura di fortuna a casa sua. La vicinanza di Novara permise al ragazzo di frequentare un ambiente allora hockeisticamente fertile: nel 1962 giocò con la Philco Novara. Problemi interni al club novarese portarono Paolo Bonomi ad offrire uno sponsor in sostituzioni di Philco, ma trasferendo la squadra a Vigevano.
Grazie al buon rapporto con Giancarlo Bianucci e Ugo Tessarin approfittò della loro crisi. Nacque così nel 1963 sotto la regia del diciassette Bonomi l’Hockey 3 Elle Vigevano. La squadra era interamentecomposta da ex Philco o altre compagini di Novara: Sacco, Bianucci, De Ambrogio, Tessarin, Piero Nabarro, Comizzoli, Brusati, Mombello, Boggio, Joli, Abrate, Riservato, Silvestro, più Paolo Bonomi. Nel 1964 fece la serie B ottenendo la promozione e partecipò a un torneo internazionale a Torino, vinto dal locale CUS, con Stade Lausanne e Salzburg.
La squadra riprese così nel 1965 il posto in serie A che fu del Philco, ma dopo un buon inizio con doppia vittoria a Cagliari su Amsicora e CUS, la formazione perse colpi sino al fattaccio della gara interna contro la Labor Bologna che finì in rissa generale1. Il presidente Giuseppe Bonomi, padre di Paolo, deluso e amareggiato per i tre mesi di sospensione a lui e per le 19 giornate complessive ai suoi giocatori – al portiere Alessandro Sacco che stava entrando nel giro azzurro, al difensore Giancarlo Molinari e al capitano Gianni Anni azzurro e prestito amsicorino – sospese l’attività e i novaresi tornarono a casa. Lo stop coinvolse anche la società satellite Polisportiva sacro Cuore, affiliata nel 1965 che aveva partecipato al campionato juniores nel girone A con CUS Torino, Taurinense Torino e HC Grugliasco e a un torneo giovanile il 19 aprile a Grugliasco. Senza poi lascare traccesospese l’attività e i novaresi tornarono a casa.
La 3 Elle2 malgrado l’allargamento da 12 a 16 squadre e la proposta di ripescaggio rifiuto la partecipazione all serie A 1966. Organizzò in compenso Il 9 e 10 aprile il “Torneo Internazionale d’Italia” vinto dai tedeschi del Konstanz seguiti da Red Sox Zurigo, CUS Torino e TJG Novara. Paolo Bonomi non si depresse.
Nel 1967 la 3 Elle con il neonato e subito scomparso HC Vigevano partecipò alla Coppa d’Autunno Lombardia vincendola, battendo in semifinale e finale le due milanesi che incontrò in serie C l’anno successivo. Infatti, nel 1968 la 3 Elle ripartì dalla serie C al suo primo anno di istituzione e ottenne la promozione partendo da un girone che comprendeva anche due formazioni milanesi: Inter e Libertas Toniolo che furono surclassate dai novaresi arruolati in Lomellina. Frattanto si era formata l’Unione Hockey Vigevano, che disputò nel 1968 il torneo Rosellini a Grugliasco. La squadra poi negli Anni Settanta  giocò in serie C come HC Ducale Arredamenti Fiorino. La 3 Elle l’anno successivo tornò a disputare la serie B e – complice la retrocessione dalla serie A del Genova HC – Bonomi portò per un anno nel suo club il forte centravanti tedesco Kikki Schmitt, soffiandolo allo CSEN Grugliasco a cui si era già promesso; poi si indirizzò sul mercato indiano prima ingaggiando Sunder Singh, successivamente il giovane internazionale Rajvinder Singh reduce dal mondiale di Barcellona 1971.
Nacque così l’epopea della SH Cogeca. Che la mamma Elda continuò, anche dopo la scomparsa di Paolo, sino al 1985. Nella stagione ’70-’71 la società vigevanese si impose nel campionato di serie B e si meritò il rientro in serie A , con la conseguente sponsorizzazione di famiglia da parte della Co.Ge.Ca. A maggio, al Velodromo Olimpico di Roma, la neopromossa Co.Ge.Ca Vigevano fu subito campione d’Italia e di fila si prese anche la Coppa Italia. La squadra era stata rinforzata con l’arrivo di Marco Chiarugi (Genova HC), degli azzurri Floriano Bottaro ex Genova HC e MDA Roma e successivamente di Antonello Grivel cresciuto nell’Amsicora e poi passato allo CSEN Grugliasco e all’HC Roma. A gennaio del 1973 i bianco-verdi conquistarono anche il titolo indoor alla Fiera di Genova.
Paolo Bonomi all’età di 27 anni venne eletto consigliere federale e poi vicepresidente della neonata FIHP. A maggio 1973 la Co.Ge.Ca partecipò a Francoforte alla Coppa dei Campioni e si piazzò all’undicesimo posto, malgrado schierasse il portiere azzurro Spinolo, i genovesi Bottaro, Chiarugi, i sardi Grivel, Murgia, il briadese Gandolfi e gli indiani Rajvinder e Sunder, quest’ultimo però si infortunò durante la prima partita.

Nel contempo a Milano città l’hockey era temporaneamente scomparso nel 1962 e poi riapparso nel 1968 con le impalpabili partecipazioni di Libertas Toniolo e Inter alla serie C e quelle ancora più rarefatte di SS Montenero e Comasina Milano che si classificarono dietro le altre due in Coppa Milano 1967. I nerazzurri però vinsero sul Milan – ma tranne che nel 1942 con l’Ambrosiana Inter mai  ufficialmente legati alla due massime società calcistiche meneghine – il lungo derby di durata che non sfociò mai in incontri diretti. Con i nerazzurri che vinsero sul Milan – ma tranne che nel 1942 mai  ufficialmente legati alla due massime società calcistiche meneghine – il lungo derby di durata che non sfociò mai in incontri diretti.
L’hockey della Madonnina rientrò sulla scena a inizio anni Settanta con la rinascita dell’HC Milano, maglia biancorossa a strisce verticali. Muller, Gemelli e poi Longoni a tirare il carroccio. L’HC Milano venne rifondato da Müller nel 1970 con alcuni superveterani, più giocatori di varia provenienza e giovanissimi fra cui Gemelli, che per molti anni fu bandiera del team. Bellissima l’esperienza nel 1972 del torneo esagonale in notturna al Nuovo Giuriati, in zona Lambrate, con HC Milano, CUS Torino, Libertas Genova, TJG Novara, Libertas Cernusco e San Rocco. Si giocava ogni mercoledì e il Milano schierava anche i pisani Vanni, Melotto e Bartolomei. 

A Cernusco – che in breve divenne il fulcro provinciale – i bastoni ricurvi arrivarono nel 1967 grazie a due fratelli tedeschi Thomas e Thilo Richter che reclutarono un gruppo di studenti coetanei Renato Corno, Ubbiali, Gatti e tanti altri. L’anno dopo con la prima partecipazione al campionato juniores (U21/M) si aggiunse Claudio Mariani e poi fra il 1969 e il 1970 un trio di giocatori del Genova Hockey Club, milanesi per lavoro: l’ex internazionale Sergio Bazzurro, il talentoso Dino Claudio e Gian Auxilia quello che giocò più a lungo con gli allora giallorossi. Furono quelli i primi campionati seniores della Libertas Cernusco che trovò nell’allora assessore comunale allo sort Colombo un convinto assertore. 

Successivamente si aggregò anche Riccardo Vanni, il pisano si era trasferito a Milano, chiamato in direzione dalla Sandoz multinazionale farmaceutica, nel  1971. Allenò l’Hockey Club Milano continuando però per due anni a giocare nel CUS Pisa. Ecco come descrive oggi quel gruppo messo su da Müller portiere azzurro degli Anni Trenta: “Una squadra di giovanissimi molto bravi, negli anni confluiti nel Cernusco, ma nel contempo aiutai anche la neonata Libertas Cernusco del presidente Mariani, padre dei fratelli Mariani uno poi presidente lui stesso del Cernusco e Claudio della Martesana”.
Stanco dell’andirivieni con Pisa dopo un paio d’anni, Vanni si tesserò con il Cernusco con cui giocò e che  allenò fino al suo trasferimento in Sud America avvenuto nel 1975.

  1. L’hockey sotto la Cupola, Franco Joli 1982, uscito a puntasse su il bisettimanale “Corriere di  Novara” e Hockey e Pattinaggio  luglio 1956 pag. 5: “22 giornate e 3 mesi di squalifiche per gl incidenti di 3 Elle – Labor” ↩︎
  2. La documentazione ufficiale della federazione dell’epoca cita sempre 3 Elle Vigevano, invece il mensile federale Hockey e Pattinaggio nei suoi resoconti la colloca già a Castello d’Agogna ↩︎

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore