Emblematica la sequenza dei titoli nei cinque precedenti capitoletti sulla storia hockeistica laziale, sinora solo romana. Dall’iniziale Cominciamo da Roma anche se … al quasi beffardo Furono le ragazze del GUF Roma a dare al Lazio il primo scudetto, al tragico Dall’abisso al rilancio, all’esplicativo Le ragioni del cambiamento sino a La risalita nella seconda metà degli anni 50
Nella foto la squadra campione d’Italia 1966. In piedi da sinistra: maggiore Lorenzetti, Mazzoni, Marchiori, Vannini, Perna, Mannucci, Parmegiani, preparatore atletico Arpaia, accosciati da sinistra: Soli, Scuriatti, Santarelli, Vargiu, Terenzio
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Gli anni Sessanta si aprirono con i giochi olimpici di Roma. I campionati venero disputati solo dall’autunno, anche quello juniores che vide il successo del Convitto nazionale davanti a US Triestina, Jolly Genova e Libertas Macerata. I romani presenti alla XVII olimpiade furono Sergio Ballesio che era il cortista, Claudio Libotte, Giovanni Mazzalupi, Tullio Marchiori, Luciano Soli (tutti del Convitto), Alessandro Vannini dei Totoricevitori più il genovese Enrico Bisio che giocò da quell’anno con i Totoricevitori1, senza però poi confluire nell’MDA. L’anno successivo il Convitto Nazionale giunse secondo in campionato dietro l’Amsicora cui però strappò il successo, per differenza reti, nel Trofeo di Sant’Efisio a Cagliari.
La svolta epocale ha una data: il 15 maggio 1961 quando 13 giocatori sottoscrissero il documento di impegno per la nascita dell’MDA: Quinto Scuriatti, Franco Rea, Franco Perna, Alessandro Vannini dei Totoricevitori; nel Convitto Nazionale militavano Giovanni Mazzalupi, Antonio Terenzio, Massimo Ottaviani, Manlio Mazzoni, Carlo Barittoni, Franco Maccioni, Tullio Marchiori, più Carlo Benvenuti e Umberto Rondino dei Vigili Urbani che poi non aderirono al progetto restando ai Vigili. Erano nella lista non firmarono ma aderirono immediatamente Luciano Soli, Tullio Marchiori del Convitto e A.Q. Khan dai Totoricevitori.
Si affiancarono invece subito dopo, nel successivo campionato 1962, Ballesio, Libotte, Santarelli e Vargiu, anche loro del Convitto compreso l’ex Villasor e Amsicora. L’MDA prese il titolo di partecipazione dal Convitto Nazionale che si iscrisse alla serie B e tornò nel massimo campionato nel 1963. La squadra del prof. Piperno allenata da Mario Carrus si aggiudicò anche il campionato juniores 1963.
La formazione tipo dell’MDA che s’impose al primo tentativo – quello che per 21 stagioni non era riuscito a nessuna squadra della capitale – e nella partita decisiva fu: Soli; Ballesio, Libotte; Vargiu, Khan, Scuriatti; Vannini, Terenzio, Perna, Mazzalupi, Marchiori superando la SG Amsicora nella finale di spareggio giocata il 4 giugno a Bologna 1-0, con gol di Libotte al 54’, ma Soli al 67’ fu altrettanto decisivo neutralizzando il rigore di Franco Arangino. Il percorso precedente a quella partita vide il primo posto davanti ai Vigili Urbani nel girone con 10 vittorie su 10 incontri segnando 35 gol senza averne subito alcuno e nel girone finale con un successo e due pareggi a reti inviolate, come l’Amsicora, pur segnando 2 gol in meno dei sardi. Sandro Vannini con 10 gol fu il capocannoniere.
Lo scudetto fu preceduto poche settimane prima, il 18, 19, 20 Maggio, da un trionfo europeo a Roma davanti a HC Rot-Weiss München, Real Sociedad de Tenis, Racing Club de France Paris, Iris Club de Lambersart Lille, White Star, D.K.S. Enschede. Tutte squadre – tranne gli olandesi ancora oggi ai vertici europei. L’MDA si ripetè nel 1964, 1966, 1967, 1968, 1969, 1970 e 1971, non nel 1963 per la storiaccia della finale invalida nel 19632 .
Usciti di scena per trasferimenti o età: Mazzalupi, Vargiu, Khan, Libotte, Ballesio, Maccioni Ottaviani, Rea comunque entro il 1967, nel 1964 arrivò dalla Stella Azzurra Renato Tito poi nel 1965 sino al 1967 il portiere Giancarlo Caggiano da Monfalcone, nel 1966 Floriano Bottaro dal Genova HC malgrado la forte opposizione del CT azzurro Arnaldi, Paolo Mannucci dalla Libertas San Saba per 13 bastoni e un paio di cosciali, e dall’Ex Alunni Massimo Giovanni Parmegiani e Enrico Scala, buoni ultimi il difensore torinese Fornaro, Piergiorgio Jori, Amorosino (1968) e infine Kiki Aramu nel solo 1969 ebbero spazio spazio anche Mazzoni II, il tedesco Oskar Geier, autore del gol determinante nella gara di ritorno – dopo lo 0-0 di Roma – della finale scudetto del 23 giugno 1968 con l’Amsicora a Cagliari e soprattutto Roberto Parrilli. Negli Anni Sessanta gl hockeisti che si poterono definire “avieri” giocando partite ufficiali furono in tutto 30 tutti romani tranne Aramu, Bottaro, Fornaro, Caggiano, Geier, Khan e Vargiu.
Non si può lasciare il decennio senza parlare dell’impresa in Coppa Campioni, non ancora ufficiale, quando l’MDA perse la sua prima finale europea a Bruxelles con l’Egara (0-1) sprecando con Marchiori un rigore all’ultimo minuto schierando: Soli; Parmegiani, Perna; Parrilli Marchiori, Mazzoni; Vannini, Mannucci, Aramu, Tito, Terenzio. Tra il 1962 e il 1969 l’MDA vinse 5 scudetti, uno gli dovrebbe essere assegnato ex aequo con l’altra truffata l’Amsicora, fece la prima e unica finale di Coppa Campioni del decennio, vinse il torneo di S.Isidro a Madrid, la Coppa Italia 1966, giocò e perse appena 0-1 contro India e Australia. Allora nacque la leggenda.
- In effetti Vannini e gli altri ex Ursus nel 1961 giocarono già nella fila del Convitto nazionale, così si spiega il secondo posto dei convittori nel girone finale a 4 di Roma dal 3 al 5 novembre quando Vannini segnò 3 dei 5 gol romani ↩︎
- vedi https://www.hockeylove.news/2023/12/07/storia/50simo-i-campionati-8-mda-e-amsicora-hanno-diritto-allo-scudetto-del-1963/ ↩︎





