Oggi i rivali della società dei salinieri sono Ferrini, CUS Cagliari, Pol. Juvenilia, HT Sardegna, ma negli Anni Cinquanta, Sessanta sino alla nascita della FIHSP (1973) furono molte altre le squadre tutte di provenienza amsicorina a incrociare i bastoni con i più tecnici e strutturati rivali. Conquistando anche l’hinterland da Villasor a Sinnai da Muravera a Iglesias per un totale di 22 società o squadre oltre l’Amsicora attive tra il 1949 e il 1973
Nella foto da una fotocopia dell’Unione Sarda la squadra dell’Elettra collegata al CRAL della società Elettrica sarda
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Una delle prime preoccupazioni di Filippo Vado quando creò ii gruppo dei primi allievi, non ancora Amsicora, fu di farli giocare. Per questo quasi contemporaneamente costruì un gruppo parallelo, meno talentoso ma tutt’altro che sprovveduto che si costituì in Elettra, una squadra collegata al CRAL della società Elettrica sarda1 che disputò i campionati 1949 e 1950.
Dopo il primo anno di assestamento, nel 1950 gli elettrici superato con l’Amsicora il girone eliminatorio e il successivo spareggio con il Labor Bologna (6-0; 3 Mereu, 2 Guiccardi, Loddo) ebbero accesso a uno dei due triangolari per la promozione in serie A. Da una parte Amsicora, Modena ed Elettra, dall’altra CUS Ferrara, HC Trieste, e US Moncalvese. L’Elettra sconfisse l’HC Modena 1-0 e perse con l’Amsicora. Nei 5 incontri ufficiali contro i salinieri gli “elettrici” strapparono due pareggi e in quel quinto incontro giocato a Firenze al campo Padovani nelle finali promozione del 1950 valido per l’accesso alla serie A persero appena 1-0, come in occasione delle due precedenti sconfitte nei gironi. La squadra aveva nel trio d’attacco Gino Mereu, Angelo Loddo2 , Franco Guicciardi3 – nessuna parentela fra loro e altri futuri hockeisti cagliaritani – ma qui consegno alla storia quel gagliardo 11: Tilocca, Ortu Dessì; Palmas, Meloni, Franco Mereu; Guicciardi, Palla, Gino Mereu, Loddo, Murru. Altri titolari erano Luciano Guicciardi, Ghisu, Sias, il carlofortino Campodonico era il dirigente. Su quella gara Filippo Vado circa 20 anni dopo si espresse così. “Una partita che mi lasciò l’amaro in bocca in quanto i dirigenti della FIHP fecero di tutto per mettere di fronte le due squadre sarde che erano le già forti di quel campionato onde eliminare una delle due4”.
Perplessità che trova indiretta conferma nella sostituzione da parte della FIHP della rinuciataria Fiorenza Roma, l’altra promossa con l’Amsicora, con il CUS Ferrara, giunto secondo nel suo triangolare dietro L’HC Trieste (0-1) anziché con il CRAL Elettra.
Così per alcuni anni l’Amsicora restò sola in Sardegna, ma si inventò già nel 1955 la coppa Città di Cagliari con vecchi e nuovi giocatori amsicorini suddivisi fra i rioni Marina, Villanova e San Benedetto. I successi ai CNU del CUS Cagliari spinsero la società del presidente Andrea Arrica, nell’anno della sua ultima presidenza, il 1957, su sollecitazione dell’ormai trentacinquenne Angelo Loddo a creare la sezione hockey. La squadra quell’anno fu ammessa d’ufficio alla fase semifinale e immediatamente eliminata dall’Amsicora, vincendo però 1-0 (Frongia II) la gara di ritorno dopo la batosta dell’andata (1-6). Gli universitari di Arrica allenati da Dotzo, che quell’anno parteciparono anche al campionato cadetti5, scesero in campo con Muscas, Bulla, Pintor, Salis, Casarin, Maurizio Anni, Franco Medda, Giuseppe Loddo, Frongia II, Angelo Loddo, Marras.
Il CUS Cagliari partecipò in modo continuo alla serie A, con miglior risultato il quarto posto del 1963 l’anno in cui non vene assegnato lo scudetto6 . Nel 1968, quando il campionato passò da 16 a 8 squadre la società si trasformò in Unione Sportiva Cagliari – allenatori Augusto Frongia (1969), Ugo Casarin (1970, Ugo Zorco (1971-1973) – mantenendo però l’organico e dopo due anni di purgatorio, il primo dei quali vide la promozione del CUS Trieste ai danni dei cagliaritani nella finale fra le due vincenti dei due gironi di serie B, tornò in serie A. Mentre il CUS Cagliari ripartì dalla serie C nel 1971 per poi fondersi nel 1973 con l’US Cagliari. Gli allenatori cussini che si susseguirono nei primi anni furono: Dotzo, Alberto Maxia sino al 1961, Tonino Onnis (1962-1967). Alla fusione nel 1973 Cicci Salis affianco come DT l’allenatore Zorco.
La prima esplosione numerica dell’hockey sardo, non più esclusivamente cagliaritano, avvenne nel 1958, non solo con la conferma del CUS Cagliari ma con la nascita del GS San Benedetto, una polisportiva dell’omonimo quartiere della città, allora al limite con gli orti, che comprendeva già calcio tennis, nuoto e pallacanestro. Presidente era Graziano Ariu e allenatore Ugo Zorco, che giocava come portiere del CUS Cagliari e della Polisportiva US Villasor preseduta da Licio Maxia e allenata dal portiere e nazionale dell’Amsicora Augusto Frongia. Nella Polisportiva Villasor7 cominciò l’attività Antonio Vargiu (1937) come mezzala destra, poi azzurro e soprattutto rifondatore dell’HC Roma con i suoi ragazzi del Centro CONI , dopo aver giocato con l’MDA.
Quell’anno la SG Amsicora organizzò un torneo cittadino in prepazione del campionato con i giocatori dei vari club suddivisi per quartiere: Stampace (con i fratelli Anni, Giampaolo Medda, Figliola e il giovanissimo Kiki Aramu) , che si impose, su Villanova (Arangino, Onnis e Muntoni le stelle del team), San Benedetto, Villasor e la formazione giovanile del Fulgor. Ancora più affollato il Torneo Regionale Sardo post campionato organizzato dal Centro Sviluppo e disputato dal 24 ottobre al 14 dicembre che si svolse il con la partecipazione delle seguenti squadre: Amsicora Cagliari, GS Orione Carbonia, Amatori HC Cagliari, CUS Cagliari, US Villasor, Libertas Associazione Studenti.
Il GS San Benedetto, nato per iniziativa di Nené Figus, ebbe vita breve solo quel campionato nel 1958 e i due tornei sopra citati. Più lunga ma non di molto la permanenza nell’hockey dell’US Villasor (1958-1960), mentre le per le altre società o più semplicemente squadre si trattò di fugaci apparizioni. Così tutta questa attività via via si spense per poi rivedere un’altra fiammata nella seconda metà degli Anni Sessanta.
Si ripartì, grazie ad Alberto Maxia – dopo la sua lunga militanza nell’Amsicora dalla fondazione al 1962 e la successiva esperienza con il CUS Cagliari – nel novembre 1964 quando costituì la sezione hockey della Polisportiva Ferrini. La prima uscita dei rossoblù però avvenne solo nel 1966 con il campionato juniores e la Coppa Italia, un gruppo di giovai talenti fra cui Lele La Noce, Pier Francesco Cadoni e Paolo Gaviano. Nel 1967 le juniores cagliaritane salirono a 5, oltre Amsicora e Ferrini, parteciparono US Cagliari, HC Universitario, HC Iosto8 e HC Fortitudo. La Pol. Ferrini giunse alla finalissima nazionale cedendo 0-2 al CG Macerata. Sempre in quell’anno nacque l’US Sinnai, comune nell’immediato hinterland del capoluogo, si iscrisse, che si iscrisse alla serie C 1968 ma si ritirò come l’HC Universitario, rimasero solo HC Iosto – società attiva sino al 1971 – e Polisportiva Ferrini, che fu promossa alla B del 1969.
Tre fiocchi azzurri si aggiunsero nell’anno celebre per le rivolte studentesche. Pol. Johannes, ad opera del grande seminatore Angelo Loddo in cui si distinse come animatore Sandro Arpuzzo, e Vigili Urbani Cagliari – con dirigente di sezione Angelo Casula e primo allenatore l’amsicorino Giampaolo Farci – disputarono il girone del campionato juniores giungendo rispettivamente quinta e sesta dietro Amsicora, Ferrini, che poi fu ancora seconda, questa volta sconfitta dal’HC Roma di Antonio Vargiu, alla finale nazionale, US Cagliari e Fortitudo, attiva sino al 1970. Il terzo nascituro fu il Centro CONI che fece solo d’attività regionale allievi con l’HC Iosto. La Ferrini, al terzo tentativo, nel 1969, vinse il campionato juniores davanti a HC Roma (0-0) Buscaglione (0-0) HC Trieste (1-0).
Dopo 22 di hockey in Sardegna a Muravera nacque la prima femminile dell’Isola che abbe accesso diretto ai quarti di finale dove fu battuta dal CUS Roma (0-6), contemporaneamente nel comune del Sarrabus si formò anche la maschile che prese parte al campionato juniores che quell’anno vide in Sardegna il suo massimo storico di 8 partecipanti. Nel 1972 arrivò la prima e unica società interamente femminile di Cagliari la GIA ad opera del giornalista e hockeista Giorgio Ariu9 . Iglesias sempre nel 1972 anno di costituzione della FIHSP – entrò a fare hockey con la Polisportiva Jolao cominciando a disputare la serie C. Successivamente grazie ad Alberto Maxia che coinvolse Maurizio Anni, ex amsicorino – allora notaio in città – ottenne lo storico stadio Monteponi per l’hockey
- Fondata il 4 novembre 1911 a Livorno ebbe poi sede legale a Roma e solo dal 1957 a Cagliari dove aveva sempre operato la direzione di esercizio; nel 1962 a seguito della nazionalizzazione di tutte le aziende elettriche venne assorbita dall’ENEL ↩︎
- Angelo Loddo allo scioglimento dell’Elettra passò all’Amsicora e poi fu fra i fondatori del CUS Cagliari ↩︎
- Guicciardi fu poi più volte campione universitario con il CUS Cagliari ↩︎
- Intervista concessa a Lo Sportivo a fine Anni Sessanta dal titolo “La storia dell’hokei (scritto così!) in Sardegna” ↩︎
- Era il torneo autunnale riservato alle formazioni nuove, giovanili o eliminate dalla fase finale ↩︎
- vedi https://www.hockeylove.news/2023/12/07/storia/50simo-i-campionati-8-mda-e-amsicora-hanno-diritto-allo-scudetto-del-1963/ ↩︎
- Villasor è un piccolo comune del Campidano a 25 km da Cagliari allegato dalla ferrovia e dalla statale 196 ↩︎
- Iosto era il figlio di Amsicora combatte e morì contro le legioni idi Roma ↩︎
- vedi https://www.hockeylove.news/2024/01/05/storia/50esimo-mondo-donna-12-gia-cagliari-un-ciclo-olimpico-dal-1972-al-1976-un-vulcano-di-iniziative/ ↩︎





