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#50esimo ALTRI HOCKEY INDOOR (3) 1973-1975 LA SPECIALITÀ DIVENTÒ NAZIONALE ANCHE NEL FEMMINILE

Dal Nord Ovest l’en salle in breve contagiò tutto il Nord Italia Roma e la Sardegna. Solo le squadre femminili attive furono una dozzina. Da MiIano a Mortara, da Genova a Bra da Padova a Villafranca, da Cagliari alle diverse romane  

Nella foto la SH Bonomi l’anno successivo al suo scudetto con l’innesto di Carletto Murgia. Da sinistra in piedi Maffei, Fagnoni, Rajvinder Singh, S. Nabarro, Molinari, Spignolo, Murgia; accosciati Rubin, P. Nabarro, Lussu, Grivel, Sunder Singh, Biolcati. Non c’erano già più Bottaro Chiarugi. 

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Nel triennio 1973 – 1975 furono cinque le società a fregiarsi del titolo indoor, che come recita l’art 70 del RGC non dà diritto a cucirsi sulle maglie lo scudetto, riservato all’hockey 11, ma al nastro tricolore. Nel campionato maschile 1973 la SH Cogeca – che nel suo logo di allora riportava la doppia dicitura hockey su prato en salle – diede seguito al primo scudetto all’aperto vinto di un’incollatura sull’HC Roma di Mario Carrus, replicando sul fondo neppure troppo liscio del padiglione C della Fiera internazionale di Genova grazie all’estro dei due campioni indiani Rajvinder e Sunder Singh – all’epoca non c’erano limiti all’utilizzo dei giocatori stranieri – in un ottima squadra che contava in porta gli azzurri Spinolo e Maffei che si alternavano, i cagliaritani Grivel, Lussu, i genovesi Bottaro e Chiarugi, i fratelli novaresi Nabarro con Fagnoni, Riservato anche loro di Novara e il lomellino Biolcati. In finale si imposero alla AS Roma dei fratelli Da Gai, Franco Anglana con in porta il super reattivo Sanelli. 

Sullo stesso fondo, disseminato in qua e in là di qualche tombino, vinse il titolo femminile l’HF Lorenzoni, il primo di una lunga storia che vanta più successi (22) al coperto che outdoor (16). L’HF Lorenzoni, che aveva già subito la scissione del Foto Giacosa di Aldo Rampone, superò le campionesse in carica del CUS Genova.
In porta si alternarono Grazia Panero e la giovane Paini, con l’azzurra bravissima anche in attacco, con lei la capitana Adriana Tibaldi e fra le altre Fissore, Bonardi, Prando tutti cognomi che hanno scritto la storia del primo hockey femminile in Italia.

Nel 1974 a Bologna il CUS Genova di Franco Ferrero si riprese il titolo grazie alla doppietta iniziale di Lella Caivano e al corto finale dell’esordiente e giovanissima Sandra Vio nella partita decisiva contro le braidesi (3-1), come decisive furono le parate dall’altra giovanissima Ilaria Peruzzi, futura azzurra al mondiale di Berlino.
Le due squadre giunsero in finale dopo aver sconfitto Gea Gomma, CUS Roma e Lloyd Adriatico (CUS Genova) e HC Milano, Libertas san Saba, Giallorosso e pareggiando la prima gara (0-0) con il CUS Padova (HF Lorenzoni).Nella finale per il bronzo il CUS Roma s’impose (2-0) all’HC Giallorosso.

Invece, sulla pista di Novara, campo di casa allora dei lomellini, vinse un altro CUS, quello di Padova, presieduto da Sergio Melai e da lui guidato in panchina con uno squadrone composto da  Gioga in porta, F. Spoldi, Gian e Gigi Matteraglia, Roberto e Renato Melai, Melato I, Zanella, Valente, Vinante, Tagliaro e lo studente catanese Civello.
I cussini superarono tutti al temine del girone a sei piazzandosi primi davanti a SH Cogeca che aveva ingaggiato anche l’azzurro cagliaritano Carletto Murgia, Benevenuta Bra, Vigili Urbani Roma, CUS Torino, Levante Napoli priva però dei suoi Indiani e del fuoriclasse Renato Tito.

L’anno successivo il CUS Padova fece il bis, per  questo ho scritto all’inizio che furono 5 i club a fregiarsi del rettangolo tricolore. La formazione fu la stessa dell’anno precedente con l’inserimento del secondo dei Melato al posto di Roberto Melai, che vivendo e studiando a Genova giocò con la Benevenuta Bra che vinse quell’anno i titolo a 11. 

Sempre al padiglione C della Fiera di Genova in due giorni il 22 e 23 febbraio si disputò l’intera stagione al coperto con 10 squadre al via. Suddivise in due gironi. Vinti entrambe da due formazioni romane.  Il gruppo A dall’HC Giallorosso di Giampiero Carrus davanti al rinnovatissimo CUS Genova, al CUS Padova al Loyd Adriatico, ovvero l’Hockey Villafranca di Gilberto Giagulli, e Foto Giacosa Bra di Anna Puglia Aldo Rampone. Il gruppo B dal’HF Libertas San Saba, di Mannino, Punturo e Rughetti, che precedette HF Lorenzoni, CUS Roma, Gea Gomma e GIA Cagliari. Se del GIA ho già scritto (vedi nota a piè pagina) qualche parola merita la Gea Gomma, al suo secondo campionato indoor e unica esponente dell’hockey femminile in Lomellina, voluta da Paolo Bonomi supportato dal padre, ma fortemente osteggiata da donna Elda, madre e futura consigliere federale. La squadra affidata alle cure del portiere Maffei e del preparatore atletico Carrera ebbe purtroppo vita brevissima, però si tolse la soddisfazione – dopo il settimo posto su 9 del 1974 – di battere (4-0) le cagliaritane  e poi di perdere dignitosamente (4-5) contro le veronesi. Da ricordare che nel 1974 le lomelline avevano vinto in finale con il CUS Padova (3-2) e nella gara d’esordio contro le vincitrici del CUS Genova chiusero la prima metà avanti per 2-1. 

Nel torneo di Genova in finale, assistemmo a una partita tricolore tiratissima in cui le rossoblu sansabine prevalsero 3-2 sulle cugine dell’HC Giallorosso. Ancor più combattuta la finale per il bronzo con l’HF Lorenzoni vincente sul  CUS Genova per 7-6 dopo i tiri di rigore.
Sempre nel triennio non mancarono i tornei primo fra tutti il Città di Genova, che  era un vero e proprio festival nazionale giocato su tre campi in contemporanea nello spazio del padiglione C della Fiera internazionale di Genova. 

Vedi articolo in Storia Mondo Donna: https://www.hockeylove.news/2024/01/05/storia/50esimo-mondo-donna-12-gia-cagliari-un-ciclo-olimpico-dal-1972-al-1976-un-vulcano-di-iniziative/

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore