Altro • Notizie

#lutto HOCKEISTA ITALO AMERICANA STRONCATA IN CORSA 

Il dramma della Maratona di NY: addio a Rachel Apa, la promessa dell’hockey stroncata da un male invisibile a pochi chilometri dal traguardo di Manhattan

Nella foto Rachel abbracciata dalle compagne dopo un suo goal con la Bucknell University

______________________________________________

Il mondo dello sport piange la prematura e straziante scomparsa di Rachel Apa, la ventiquattrenne atleta italoamericana ex stella dell’hockey universitario, deceduta tragicamente a causa di un malore improvviso a meno di tre chilometri dal traguardo della prestigiosa Maratona di New York. Quella che doveva essere una grande festa sportiva e solidale – Rachel stava correndo la sua prima maratona per raccogliere fondi in memoria del nonno, scomparso a causa del morbo di Parkinson – si è trasformata in un dramma che ha sconvolto sia la comunità italoamericana negli Stati Uniti sia noi hockeisti italiani,  suoi connazionali, perché la giovane ci era legata dalle sue radici familiari.

Prima di questa drammatica domenica all’interno di Central Park, la vita di Rachel era stata un esempio di dedizione  e successo. L’hockey è sempre stato il suo sport principale, era stata sino  poco tempo fa una delle atlete di punta della Bucknell University. In quel contesto ultra-competitivo, Rachel aveva affrontato per anni i durissimi  standard della NCAA aveva forgiato un corpo all’apparenza perfetto e indistruttibile.
Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che, dietro quella forma fisica impeccabile da hockeista d’élite, si nascondesse una vulnerabilità latente. La causa del decesso è stata infatti attribuita a una grave forma di rabdomiolisi da sforzo, una condizione subdola e distruttiva legata all’estremo sforzo prolungato, che porta alla rapidissima rottura dei tessuti muscolari e alla conseguente e fatale intossicazione dell’organismo. Di fronte a simili tragedie, in Italia sorge spontaneo un interrogativo: le nostre rigide visite mediche per l’idoneità agonistica avrebbero potuto evitare il dramma?
Purtroppo, la risposta è no. La medicina dello sport italiana vanta tra i protocolli di screening più severi al mondo, ma i suoi esami standard — come l’elettrocardiogramma sotto sforzo, la spirometria e l’esame delle urine a riposo — sono focalizzati quasi esclusivamente sulla prevenzione delle anomalie cardiache strutturali e polmonari. La rabdomiolisi da sforzo e una reazione acuta e improvvisa del muscolo che si innesca solo quando l’atleta viene sottoposto a uno stress fisico estremo e prolungato nel tempo, come la maratona. Resta solo un dolore immenso per una vita spezzata troppo presto, che lascia un vuoto incolmabile oltreoceano e nella terra delle sue origini.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore