Alla fine del gioco, svelata l’esatta classifica, si scopre che l’hanno azzeccata solo il 14% dei votanti, collocando esattamente anche seconda e terza classificata. Il 57% ha indicato Cagliari come maggiore plurititolata. A ennesima dimostrazione di quanto sia poco conosciuta la nostra storia, anche in casi eclatanti come questo
Nella foto i protagonisti dello scudetto 2020, l’ultimo assoluto vinto a Roma, della Tevere Eur
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Fra prato indoor, maschile, femminile, giovanile, coppe (il 5s non è mai stato giocato, nonostante i nuovi campi distribuiti dalla FIH) le squadre della capitale, molto più numerose rispetto alle altre delle due città rivali, hanno portato in dote all’Urbe 174 titoli complessivi. Però nel femminile svetta Bra con l’HF Lorenzoni titolare di tutti i successi tranne un U12/F, il primo andato alla nascente allora SH Inder Singh. L’hockey maschile braidese, tranne l’isolato scudetto del 1975, diventa super competitivo solo con l’era Palmieri nel XXI secolo. La somma dei due club con i successi di Olympic, HC Bra 2017 e SH Inder Singh fa salire a 153 il totale della Zizzola.
Mentre a Cagliari, nonostante l’Amsicora con i suoi 121 titoli societari sia il club più vincente della storia dell’hockey italiano, l’apporto modesto di Polisportiva Ferrini e CUS fa scivolare i capoluogo sardo al terzo posto con 125 vittorie. A Roma sono stati 14 i club a contribuire: dal GUF Roma femminile campione nel 1943 all’MDA che nel 1962, un ventennio dopo, portò a casa il secondo titolo nazionale assoluto, ma prima livello giovanile avevano già vinto il Convitto, Nazionale e poi il Centro CONI, l’HTC via via si sono succedute le varie femminili: HC Buscaglione, CUS Roma, Libertas San Saba. Poi è stata la volta di HC Eur e Lazio, in tutte le loro diverse versioni, HC Roma, persino l’HC Gladiators nell’U18/M del 1984 e negli ultimi anni Tevere Eur e HCC Butterfly .





