Due fatti non direttamente collegabili alle ultime scelte del consiglio federale, ma, nulla accade mai per caso, che certificano il prematuro aborto di scelte poco meditate: Biocca del Bologna va Belgio, Poletti della Lazio è già in Argentina
Nella foto Gabriel Biocca, in maglia azzurra
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Avevo deciso di non occuparmi più di queste miserie per il voltastomaco che mi ha provocato il comportamento di molti troppi quaquaraqua, ribadisco che non voglio scendere del dettaglio perchè così in basso non mi voglio avventurare. Però i pochi uomini e le poche donne che si ergono ancora sulle rovine determinate da quelle scelte scellerate – che non approvo ma rispetto – meritano qualche spunto di riflessione. Va da se che emettere carta moneta, ovvero immettere ancora più stranieri (sei tre comunitari e tre extra, più gli oriundi) in un clima di inflazione fuori controllo, significa impoverire il potere di acquisto, negli spazi squadra, dei nostri giovani. Per pagare questa manovalanza di bassissimo livello tecnico, ma pronto uso, i pochi soldi delle società andranno a questi mestieranti – non certo campioni, che nulla hanno da insegnare nei pochi mesi della loro permanenza in Italia – anziché a incentivare il settore giovanile.
Il giovane talento bolognese Biocca, dopo un paio di comparsate nelle amichevoli capestro contro la Spagna ha però capito la differenza fra l’hockey che propone la FIH e quello che si gioca inEuropa, per cui si trasferisce al Pinguins di Nivelles in Belgio, club he ha appena salutato la Division d’Honneur. Per contro Bautista Poletti ha salutato in anticipo la Lazio a campionato ancora in corso, dimostrando la precarietà di certi rapporti non tutelati da regole internazionali, come nel calcio o altri sport, e senza legami affettivi con la maglia che si indossa.





