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#storia LE REGIONI (65): PIEMONTE (10) INVECE FRA LE RAGAZZE DI BRA E NOVARA NON CI FU COMPETIZIONE

L’HF Briadese, futura HF Lorenzoni, nacque meno di tre anni prima del TJG Novara e prospera tuttora a differenza delle allieve di Gondo e Joli che smisero dopo un triennio e pur senza mai subire sconfitte pesanti non ottennero risultati di rilievo né nell’hockey a 11  né en salle

Nella foto una delle prime formazioni dell’HF Braidese, poi HF Lorenzoni passando per Pianoforti Gobbi Bra, con il suo fondatore Giuseppe Pani, terzo in piedi da sinistra. Le altre sono: Laura Gualzetti, Cicco Cocco, Anna Maria Rapetti, Berbotto, Caterina Fissore, Silvia Brizio. Accosciate: Anna Puglia, Marisa Lizzi, Beba Rinaudo, Liliana Gandino, Franca Brizio. Mancano Ketty Fasano e Adriana Tibaldi

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Quando le maschili di Bra e Novara erano attive ormai da 7 e 10 anni, nacque nel 1967 l’HF Braidese che già l’anno successivo partecipò al primo campionato nazionale. Qualche anno dopo si mosse anche Novara, ma con molta meno fortuna e durata. Fra il 1969 e il 1970 – sempre per iniziativa di Giovanni Gondo e del TJG – partì dal  quartiere giuliano, che sorge presso la caserma Perrone di Novara ed era abitato dai profughi dell’esodo italiano dall’Istria, Fiume, Pola e da tutta la Dalmazia, un reclutamento di giovani volonterose che formarono il nocciolo iniziale della squadra che prosperò sotto la guida tecnica di Franco Joli per un triennio partecipando sia ai campionati prato che indoor a partire dal 1970 sino al 1972. Queste le hockeiste del TJG Novara: Siguri, Celia, Gondo, Introini, Omarini, G. De Vito, C. De Vito, Soncin, Torti, Carta, Rancia, Misovic, Mandrusan

Non si è scritto molto sulla genesi del femminile a Bra e quel poco è viziato da visioni di parte. Grazie ai giornali dell’epoca posso fare un po’ di chiarezza. Ecco cosa scrisse Giuseppe Panni su Il braidese nel maggio 1967 a commento in occasione del torneo internazionale Coppa delle Alpi1 con l’HC Bra, l’HC Cannes, il TJG Novara maschili il 30 aprile e primo maggio e le squadre femminili HF Braidese e HC Cannes solo nella giornata della festa del lavoro.
L’idea mi sorse quando dopo diverse telefonate con il presidente dello Hockey Cannes per la coppa delle Alpi, mi sentì avanzare delle richieste per un incontro femminile. Al mio rifiuto, motivato ovviamente dalla mancanza di elementi da anteporre alle francesi monsieur Moncho mi chiese se non avessi potuto creare una squadra appositamente per il torneo di aprile maggio; glielo promisi e dopo aver sondato gli ambienti femminili braidesi riuscì a trovare 4 o 5 ragazze che già avevano una preparazione atletica, ma completamente digiune sulle regole dell’hockey”.
Iniziai con tutta la mia buona volontà – proseguì nel suo articolo Panni – e richiedendone altrettanto alla squadra che nel frattempo stava attirando nuovi elementi, arrivammo all’inizio di aprile con una formazione finalmente al completo. Tutte emozionate le ragazze si presentarono in campo per disputare la loro prima partita contro le atlete dell’hockey Cannes che vantano un anno di esperienza di gioco nella divisione nazionale francese”.
Questo – chiuse il suo racconto – lo schieramento dell’Hockey femminile braidese Rapetti Annamaria in porta, Brizio Silvia libero, difensori Fissore Caterina e Lizzi Marisa, centrocampo Fasano Ketty, mezze ali Gandino Liliana e Cocco Cicci, ala destra Brizio Franca sinistra Guzzetti (Gualzetti – NdR), punte d’attacco la capitana Puglia Anna Grazia e Tibaldi Adriana il risultato è stato di 3-0 (per le francesi – NdR)”.
Pochi mesi dopo con la squadra ormai affidata a “Pegna” Gandalfi a Mandelieu il risultato fu ribaltato (2-1) grazie ai go ldi Ketty Fasano e Laura Gualzetti. Lo raccontò la stessa Fasano, la più talentosa delle giovani braidesi di allora, sul suo diario. Che poi ha costituito l’ossatura del racconto edito dall’HF Lorenzoni nel libro del suo cinquantesimo, “Emozioni in gioco” 

  1. La Coppa si ripetè nel 1969 ad Antibes con la vittoria del TJG su AS La Fontonne (2-0) e Cannes (2-1) ↩︎

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore