Come due titoli in borsa la società della Zizzola e le squadre di san Gaudenzio partendo più o meno alla pari ebbero però oscillazioni diverse che all’inizio premiarono gli epigoni di Cestagalli e Gondo e poi videro la crescita costante dei ragazzi in giallonero
Nella foto l’HC Bra nella serata di premiazione all’hotel Cavalieri dopo la prima promozione in serie A
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L’HC Bra già non più Atletica esordì in serie A – allargata dalle 12 previste a 16 con l’inserimento di Polisportiva Trieste, CSEN Grugliasco di Savona HC al posto della rinunciataria 3 Elle Vigevano – a Reggio Emilia il 13 marzo 1966 nella gara diretta da Calzolari di Bologna e Mingozzi di Ferrara e finì a reti inviolate. Il primo gol al 65’ ad opera di Trabucco addolcì la sconfitta a Torino contro il CUS alla seconda giornata (1-2). Alla sesta il 23 aprile giunse la prima vittoria a Madonna de’ Fiori contro il CUS Cagliari auspice il gol di Fossanetti al 65’. Alla fine chiuse al settimo posto davanti al solo Savona HC con 10 punti 6 gol fatti e 15 subiti.
Severo il commendo di Paolo Bonomi1 su Hockey e Pattinaggio a fine stagione: “Il Bra non intendeva retrocedere ed ha raggiunto il suo intento, ma bisogna riconoscerlo più per demerito altrui che non per merito proprio. Non è che Ibra Desi non sappiano dal gioco, ma alcune volte esagerano nelle disposizioni catenacciare, applicate con rigidezza e troppa decisione. Il gioco duro va abolito soprattutto in uno sport come questo in cui le doti migliori sono l’abilità e la tecnica pura”.
Lasciamo il Roero per dirigerci verso Novara che abbiamo raccontato dall’anteguerra sino al 1958 con le sue prime tre formazioni ENAL, UISP e Fiamma, successive alla GIL e ai Dipendenti comunali del periodo fascista. L’anno prima all’appello di Giovanni Gondo2 risposero in più di 40 fra questi tanti nomi che sono entrati nella storia non solo dell’hockey novarese, ma anche in quello lomellino: Andenna, Abrate, Bianucci, Boitani, Riservato e Tessarin3 .
Quella numerosissima leva consenti a Gondo di mettere in piedi due squadre: ENAL e UISP a cui nel 1960 si aggiunse la Fiamma4 . Cominciò subito “Il valzer della povera gente – come lo definì già del 1966 Gino Ardemagni5 – Un-due-tre e una giravolta su ritmi vorticosi e, se vogliamo, romantici la loro parte”. Tante sono state le trasformazioni, le addizioni, le sottrazioni, tutte imposte dalla legge della sopravvivenza”.
L’ENAL si sganciò subito per gli alti costi del materiale e subentrò Gondrand per sostenere le spese. Nel 1960 le tre squadre parteciparono alla A serie unica. Philco6 subentrò a Gondrand e nel 1962 – quando dopo otto anni – tornarono serie A e serie B – fu ammessa alla serie A per il piazzamento (secondo posto) conquistato nel girone A della fase semifinale alle spalle del Genova HC.
Fu quello del 1962 il miglior campionato di sempre per Novara. Philco si classificò quarto nel girone A fuori dalla Final4 scudetto, ma ebbe accesso con il CUS Torino alla classificazione dal 5° all’8° posto. Il forfait di CG Macerata e POM Monfalcone fecero della terza sfida (1-1 e 0-0 nel girone) la finale 5°/6° posto, decisa da Boitani nel supplementari. Una mezzala molto talentosa, nazionale juniores, ma con l’handicap di impugnare il bastone come la stecca delle rotelle, con la mano destra in alto.
In serie B UISP, Fiamma, la nuova formazione e subito scomparsa Autonomi e Fiamma si classificarono rispettivamente prima, quinta e sesta nel girone A con i “comunisti” estromessi nei quarti (0-2) dall’US Triestina.
L’Atletica Bra, coetaneo o quasi dell’ENAL-Gondrand-Philco Novara, non ebbe un inizio così brillante e come abbiamo visto giunse in serie A solo nel 1965. Per la Philco e la storia dell’hockey a Novara il 1963 si intreccia e sarà una costante con Vigevano – Castello d’Agogna. Accolto nel team da Gondo, il giovane Paolo Bonomi con alcuni reduci della UISP che avevano momentaneamente rinunciato alla serie B, nonostante gli nnestila squadra si sfaldò e retrocesse ultima nel suo girone con soli 5 punti in 10 partite. Lo sponsor abbandonò e auspice e complice il toscano Giancarlo Bianucci – subentrato a Gondo ammalato – i giocatori si trasferirono in blocco alla neonata 3 Elle Vigevano.
Fu il terremoto del 1964: la Fiamma si sciolse e nacque l’HP Novara che partecipò al campionato juniores con nuovi hockeisti come Joli proveniente dalla Fiamma e Laviani centravanti esordiente, che furono poi molto importanti per l’hockey sotto la cupola di san Gaudenzio. L’UISP riprese sino al 1966, prima di risorgere nel 1968 come XXV Aprile.
Tutti i migliori novaresi: il portiere Sacco, il libero Bianucci7, i difensori Piero Nabarro, Tessarin, la mezzala Boitani gli altri centrocampisti Brusati, Riservato, l’attaccante Boggio e Abrate si trasferirono a Vigevano dove vinsero la serie B. La provvidenza volle che una nefasta e nefanda rissa fra 3 Elle e Labor portasse il presidente lomellino a sospendere l’attività. Così nel 1966 Il neonato TJG, inglobando anche i giovani dell’HP Novara, riportò tutti i novaresi a casa e vinse la serie B, eliminando dopo il suo girone nell’ordine US Triestina sul neutro di Verona (2-1 con gol di Tessarin e Brusati) e poi CUS Padova con un doppio 1-0, gol di Nabarro a Padova e Boitani a Novara.
Ecco che nel 1967 le storie di Bra e Novara tornarono a incrociarsi al massimo livello, dopo il doppio 2-0 inflitto dall’Hockey Club Bra all’UISP Novara nella B 1965. Tre punti su 4 andarono a Bra con un solo gol segnato (1-0 e 0-0); a fine stagione le 4 piemontesi del girone A chiusero al secondo (CUS Torino), quinto (CSEN Grugliasco), settimo posto (HC Bra con 7 punti) e ottavo e ultimo a quota 5 TJG Novara.
Così, nel campionato del più volte citato dimezzamento, quello del 1968, l’HC Bra malgrado l’onorevole sesto posto nel girone A davanti a Genova HC e Libertas San Saba si ritrovò in serie B, dove era già sceso il TJG l’anno precedente. In quest’ultimo biennio a Novara oltre al TJG furono attive: XXV Aprile in ambo gli anni in B con gli hockeisti ex di UISP e Autonomi, US Agratese in C ’68 e ’69 – anno in cui sfiorò la promozione in B giungendo terza dietro El Oro Trieste e Fermi Modena – e l’Atlas – di fatto l’ex Fiamma – con Ugo Barberis sulla tolda e Mazzoni di nuovo in campo con Tessarin. L’Atlas dopo un paio di buone stagioni prese il nome di Sporting con cui giocò ancora la serie C dal 1969 sino al 1971.
Nell’omonimo quartiere si formò l’HC San Rocco della famiglia Sabbioni, presidente il padre Silvano e in campo i figli Mauro e Roberto con Di Staola, Fagnoni e Friaglia – solo più avanti con il giovanissimo Buslacchi – che partecipò giungendo alla fase semifinale nazionale del campionato juniores sotto la guida del nuovamente attivo Gondo vincendo con HC Trieste (2-0) e perdendo con Ferrini (0-1) poi campione e Labor Bologna (0-1). Intanto oltre Agrate in provincia si affacciò anche Trecate con la Fiamma guidata da Giorgio Mazzodini e presieduta da Nino Masaracchio che nel 1969 si trasformo, partecipando alla serie C in US Trecatese.
- Sedici storie – Paolo Bonomi; Hockey e Pattinaggio Anno XXI n.° 9 settembre 1966 pag .11 ↩︎
- Hockeista negli Anni Trenta con la GIL Novara, poi dal 1941 Dipendenti comunali sempre allenato da Cestagalli, frequentò a spese dell’ENAL nel 1957 un corso tecnico tenuto dall’anglo indiano Norris allora allenatore dell’Italia pre olimpica ↩︎
- Bruno Tessarin con Franco Joli e Gondo fondò dalla ceneri della Philco il TJG Novara nome ricavato dalle iniziali dei loro tre cognomi ↩︎
- Società in bianconero che ebbe nel dirigente dell’MSI Ugo Barberis – nessuna parentela con il futuro arbitro Vittorio – il suo giocatore allenatore ma capitano e bandiera fu un altro autentico personaggio, Giorgio Mazzoni colpito da bimbo dalla polio e per questo con una malformazione alla gamma destra, che chiuse poi la sua carriera nell’Atlas Novara a inizi Anni Settanta ↩︎
- Versatile giornalista novarese che spaziò dallo sport, alla cultura, allo spettacolo attivo già negli Anni Cinquanta autore del celebre Taccuino. Corrispondente di Tuttosport, la Gazzetta del Popolo e giornali del Veneto dove seguiva l’hockey su pista ↩︎
- Fabbrica di elettrodomestici che all’epoca sponsorizzava altri sport come pallacanestro (Triestina) e ciclismo, il cui capitano di quell’anno fu l’azzurro Carlesi e in seguito leggende come Vittorio Adorni e Franco Bitossi ↩︎
- Lasciato il gioco Giancarlo Bianucci fu arbitro di rilievo nazionale soprattutto dirigente federale responsabile del Comitato organizzatore Gare [COG] Nord Ovest per molti anni ↩︎





