Superata dal 1960 in poi la concorrenza del Genova HC, nella parte centrale, dal 1962 al 1971 patì parzialmente la fortissima concorrenza dell’MDA e poi quella delle società emergenti. I cagliaritani che arrivavano da lontano a differenza degli avieri romani continuarono a vincere anche dopo. Nel periodo scesero in campo 63 giocatori guidati dai tecnici Filippo Vado e Cenzo Soro, Augusto Frongia, Giampaolo Medda. Le statistiche sono state rese possibili dal certosino lavoro storiografico condotto e raccolto da Franco Arangino in “50 anni di hockey in Sardegna 1948-1998”
Nelle foto le squadre dell’Amsicora del 1968 e del 1972 tratte dall’imperdibile libro di Giorgio Ariu Amsicora 2000 cento anni di sport 1968 da sinistra in piedi: Nateri, Demartis, K. Aramu, A. Aramu, Salis, B. Tavolacci; accosciati M. Anni, Lussu, P. Mura, G. Ariu, Toreno. 1972 da sinistra in piedi: Caboni (masseur) K. Aramu, A. Aramu, Degortes, B. Tavolacci, L. Carta, Rombi, Medda (allenatore); accosciati Nateri, A. Carta, Cappai, Lussu, P. Mura, Limbardi, L. Farci

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SG Amsicora campione d’Italia 1956, 1958, 1960, 1961, finalista con l’MDA nel titolo non assegnato nel 19631, 1965, 1967. Più i tre titoli nel campionati juniores 1965, 1966, 1973 inframezzato di quello della Polisportiva Ferrini 1969 a cui si aggiungono il titolo universitario del 1956 conquistato come CUS Cagliari, ma con hockeisti amsicorini e la finale della prima Coppa stia del 1966. “Il va sans dire” che negli anni 1957, 1959, 1961, 1966, 1968 fu seconda, come in Coppa italia, dietro l’MDA e negli altri sino al 1973 sempre sul podio.
È con questo palmares che chiudo la storia di Sardegna – novello Giovanni Lilliu o Alberto Boscolo2 – relativa al periodo 1941 con il GUF Sassari poi ripresa da Vado nel 1948 sino all’istituzione nel 1973 della FIHSP.
I dettagli sui titoli vinti e sopratutto sullo scandalo di quello non assegnato i lettori li possono reperire nelle sezioni “campionati”, “giovanili” e per gli hockeisti illustri in “nazionale”, “personaggi” e il femminile in “mondo donna”.
Vale la pena di ricordare i maggiori eroi di quelle imprese: chi vestì più volte in quei campionati la gloriosa maglia amsicorina. L’11 che ne uscirebbe fuori per numero di presenze (almeno 89) e campionati giocati (minimo 8) nel periodo è questo Lugi Carta in porta, Lussu, Bruno Tavolacci, Toreno in una difesa a tre Franco Arangino e Giovanni Maxia esterni con Luigi Farci centrale dietro Alessandro Aramu con il trio d’attacco composto da Pia, Kiki Aramu e Nateri. Rimarrebbero fuori stelle come Giampaolo Medda, 12° sia come presenza che campionati giocati, Grivel, il portiere De Martis presente in 10 annate, ma con 21 tagliandi in meno di Carta che ha una delle migliori media presenze nei 9 campionati disputati: 10,6. Inferiore però a Gesuino Lussu 13,5, Bruno Tavolacci 12,7, Alessandro 12,1, Kiki Aramu 12 e Gigi Farci 11,4, Antonello Grivel 11 (ma con sole 77 presenze in sette stagioni).
Sul conteggio dei gol primeggia Kiki Aramu – più volte capocannoniere nei 12 campionati disputati – davanti al fratello Alberto. Così, nel periodo accade anche in maglia azzurra.
In tutto furono 62 gli hockeisti cagliaritani, in effetti un paio non lo erano (l’olandese Krol e l’urese Remo Pia) a contribuire ai successi e ai piazzamenti di quei 18 anni. Possiamo dividerli in categorie: i 19 Iniziali che comprendono anche i 7 olimpici di Roma: Gianni Anni, Luigi e Billy Farci, Figliola, Lenza, Medda, Salis, non Vargiu che metto fra le meteore perchè fece una sola stagione, quella tra l’US Villasor e il Convitto, più gli altri 12 “anziani” Franco Arangino, Casarin, Figus, Frongia, Floris, Lecca, Alberto e Giovanni Maxia, Manunta, Muntoni, Onnis, Pisano. I 17 Centrali ovvero la generazione che fu al top in quel doppio decennio: Maurizio Anni, Alberto e Alessandro Aramu, Antonello e Giorgio Ariu, Luigi Carta, De Martis, Italo Deidda, Grivel, Limbardi, Lussu, Piero Mura, Nateri, Pia, Bruno e Oreste Tavolacci, Toreno. I 6 Emergenti che si erano già proposti per il futuro: Cappai (come Bruno Cau maturato nell’HC Iosto), Antonello e Roberto Carta, Coni, Loi, Rombi.
Infine 20 Meteore o Carneadi, ma non meno importanti perchè comunque scesi in campo onorando la maglia e spesso dando contributi non irrilevanti. Fra i primi il citato Vargiu, l’ex internazionale olandese Krol poi Eugenio Carta, Cau, Grugnetti, Antonello Saba, Tondini. Nei secondi tutti con 6 o meno presenze e in una massimo di due annate: Renato Arangino, Atzeni, Calatri, Curreli, Degortes, Luigi Deidda, Lutzu, Giovanni “Ninni” Pau, Olivari, Peracca (che poi riprese con il CUS – US Cagliari), Puxeddu, Serri e Virdis.
Una parola in più per il primo straniero amsicorino. Leonard Krol arrivato in Sardegna per alcuni mesi non più giovanissimo per lavoro a Villasalto, comune del Gerrei, alla ricerca di materiale roccioso, probabilmente antimonio, dopo un buon approccio – a causa del caldo e dell’ambientamento – il biondo attaccante nella partita di finale del 1966 contro l’MDA non offrì il rendimento sperato da coach Medda. Si rifece con la squadra vincendo a fine giugno la terza edizione del torneo di Sant’Efisio contribuendo al successo nella partita decisiva sull’HC Limburger.
- https://www.hockeylove.news/2023/12/07/storia/50simo-i-campionati-8-mda-e-amsicora-hanno-diritto-allo-scudetto-del-1963/ ↩︎
- A mare l’immodestia! Sono i due maggiori storici con Pasquale Tola e Raimondo Carta Raspi delle vicende sarde dall’età nuragica alla modernità ↩︎





