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#storia LE REGIONI (57): LA LIGURIA (7) ANNI SESSANTA NON FU BEAT, MA SUONÒ A TEMPO DI FRANA 

Dallo scudetto nel 1959 del Genova HC si passò alla mancata difesa del titolo nel 1960, poi ai due terzi posti e nel frattempo alla moria di tutte le altre società. Con la discesa che divenne verticale dal 1963: quinto posto in serie A,  poi sesto, terzo, sesto, la retrocessione nel 1968. Le note positive furono la nascita della Libertas Genova 1967 e del Red Tigers femminile 1968. Non andò meglio neppure a Savona che dalla A scese in serie C

Nelle foto la Libertas Genova 1969 da sinistra in piedi  Marino, Putzu, Capurro, Ferrero, Giorgio Puccioni, Panasia, Astengo; accosciati Domina, Gastone Puccioni, Carlo Puccioni, Carrozzino, Murru, Corradini. Il Jolly nel 1961 allo stadio Carlini (Ilio Morganti, Finzi, Bottaro, X, Chiarugi, Marmo, Auxilia, Claudio, Duranti – stranamente in questa formazione come Auxilia – e il portiere Bruno Morganti. Le ragazze del Red Tigers 1969 da sinistra in piedi Arnaldi, Terry Solinas, Faccin, Maria Solinas, Lella Caivano, Basso, Tassinari; accosciate: Berninzone, E. Santolini, Laura Caivano, Villa, Bozzo

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Come tutte le frane inizialmente anche quella dell’hockey genovese ebbe una lunga durata: decennale per tutti gli anni Sessanta. La difesa del titolo nel 1960 non riuscì. Andò peggio ai campionati universitari di Bologna dove il CUS Genova – con Arnaldi in panchina fu sesto su sei partecipanti.
Le squadre cittadine, all’epoca quasi sempre l’entità squadra coincideva con l’insieme della società, erano rimaste 5. L’HC, il CUS che cessò attività nel 1961, l’USVE e la Juventus – affiliata dal 1958 – che chiusero quell’anno e il Jolly che sopravvisse sino al 1962. Nel 1960 la serie A fu a serie unica e vide Genova HC e USVE in un girone con CUS, Juventus e Savona HC – l’evoluzione di Bernini e Chiabrera – nell’altro1. Genova HC e Savona HC ebbero accesso ai due quadrangolari di semifinale giocati rispettivamente a Bologna e Roma il 30 ottobre e primo novembre. I gialloblù di Arnaldi giunsero alla finale scudetto con l’Amsicora. Fu l’ultima finale per il titolo di una squadra ligure; si giocò al Tre Fontane di Roma il 15 gennaio 1961 con Cucini; Formenti, Bazzurro, Auxilia Gastone Puciconi, Ademaro Morra; Rossi, Consigliere, Duranti, Sergio Morra, S. Bisio2 in campo per i liguri. Decise nel secondo tempo supplementare un gol su corto di Alberto Aramu.  Nel 1960 Jolly e Liguria Savona disputarono il campionato juniores con i genovesi che arrivarono alla fase nazionale giungendo terzi dietro Convitto, US Triestina e davanti alla Libertas Macerata. In precedenza a ottobre, il Jolly si era imposto nella Coppa CONI a Torino davanti alle formazioni di  CUS Torino, UISP Novara e US Triestina. 

Nel 1961 il Savona inserito con il CUS Pisa nel girone con due cagliaritane sopraffatto dai costi rinunciò alla doppia trasferta in Sardegna. HC e CUS furono inseriti con due piemontesi, i cussini arrivarono solo terzi dietro anche il Brezzi Torino, questa fu la molla che spinse la sezione a sciogliersi; l’HC superò quel turno quello successivo e giunse terzo dietro Amsicora e Convitto Nazionale Roma nella fase finale giocata a novembre nei giorni del ponte della Vittoria a Roma. Il Jolly migliorò il piazzamento della juniores classificandosi secondo dietro l’US Triestina.  Arscone, Bottaro, Chiarugi e Claudio giocarono con l’Italia giovanile il Trofeo Zovato.
Ancora terzo il Genova HC nel 1962 dietro MDA e Amsicora, ma senza Jolly in finale juniores al suo ultimo anno di attività, perdendo (2-3) anche l’accesso alla serie B cedendo al Savona che era tornato in campo dopo l’anno di sosta a seguito della rinuncia cagliaritana. La frana accelerò nel 1963, quando il Genova HC fu quinto e unica squadra in vita nella città. Sesto nel 1964, nono su 12 nel girone unico di serie A del 1965, evitando la retrocessione nel girone finale a 4 solo grazie ai rientri di Schmitt e Chiarugi pareggiando con 3 Elle (1-1), battendo CUS Cagliari (3-0) e Reggio Emilia ormai salvo (1-0).  Ebbe un sussulto nel 1966 con il terzo posto nel girone A, preceduto da Amsicora e CUS Torino che furono poi sconfitte nella Final4 dall’MDA.


Questo crollo avrebbe potuto essere contenuto invertendo addirittura la tendenza se fosse accaduto quello che Marco Chiarugi3 fa riemerge dalla sua memoria: un fatto inedito che avrebbe cambiato la storia dell’hockey genovese. “Sarebbe stata la prima sponsorizzazione in Italia, Fernando Duranti il centravanti Italo egiziano che da qualche anno giocava con noi lavorava all’Italsider e visti i buoni risultati della squadra. L’azienda si disse interessata a fornirci le attrezzature e una cifra adeguata affinché la squadra prendesse il nome di quella che all’epoca era una delle maggiori potenze industriali italiane. Gli anziani della società in particolare Sergio Morra si opposero perché ritenevano che il nome Genova Hockey Club non andasse toccato e che quell’ingresso avrebbe potuto rovinare il loro club”. Chi comandava nella società in quegli anni non era Sergio Morra pur molto influente ma Gigetto Bolognesi e molto di più Giorgio Arnaldi.
Invece, nuova discesa nel 1967, l’Hockey Club della Lanterna arrivò appena sesto in uno dei due gironi da 8, basti pensare che l’unico sempre presente con il centravanti Fernando Duranti fu il modesto Franchi ex HC Milano fine Anni Cinquanta che chiuse poi in serie C con l’HC Milan. Infine i gialloblù di Arnaldi furono settimi nel loro girone di serie A nel 1968 e retrocessero per la restrizione da 16 a 10 squadre del massimo campionato.  Così nel 1969 per la prima volta dalla comparsa dell’hockey in Italia non ci fu nessuna squadra genovese a giocare con la possibilità almeno teorica di aggiudicarsi lo scudetto, impresa invece accaduta in 13 circostanze tra il 1938 e il 1959. 

La serie B fu un dramma e uno shock peri superstiti. Nel girone Nord della serie B con HC Bra, TJG  e XXV Aprile Novara, Acli Belvedere Piacenza, Fermi Modena, 3 Elle Vigevano e Savona HC i gialloblu di Arnaldi con una squadra composta da alcuni veterani (Sattanino, Bazzurro, Auxilia, Morra, Rossi, Duranti), altri ex Jolly o loro coetanei (Arscone, Fererro, Molinari, Ilio Morganti, Finzi, Bozano) o giovanissimi inesperti (i fratelli Sirigu, Cannizzaro, Girani) giunsero secondi dietro l’HC Bra con la beffa di perdere a tavolino il confronto diretto con i piemontesi perchè anziché recarsi alla Madonna dei Fiori andarono a Fossano, dove secondo Sergio Morra, si sarebbe dovuto giocare. Così si concluse il decennio con  la ciliegina – si fa per dire – della retrocessione dal Savona HC in terza serie. Neppure compensata dalla promozione della neonata Libertas Genova (1967) frutto di una leva giovanile in Valbisagno e dal rientro a Genova dal CUS Torino di Andrea Consigliere Gastone Puccioni, con la ripresa dell’attività  fratelli Carlo e Giorgio e di Gian Capurro.

La nota positiva venne dal rinato settore femminile. Sulla pista del baretto, in corso Italia, nell’inverno 1967-68 un gruppo di fidanzate, sorelle, amiche dei ragazzi del Genova HC comincio ad allenarsi, sotto la direzione di Giorgio Arnaldi, ogni domenica mattina. Da quel gruppo nacque il Red Tigers4 sponsorizzato Vogue, che nel 1969 contese nella doppia finale (1-3; 0-0) lo scudetto all’HC Buscaglione Caffè Roma. Queste le genovesi Terry Solinas; Tassinari, Faccin; Maria Solinas, Bozzo, Laura Caivano; Berninzone, Basso, Emanuela Santolini, Lella Caivano, Villa.

  1. Entrambe create dal prof. Eliseo Colla: il GS Bernini dall’omonimo istituto tecnico nel 1955 e il CSI Chiabrera ne 1958 dal liceo savonese ↩︎
  2. Fratello maggiore dell’olimpico di Roma 1960 Enrico Bisio, fondò nel 1950 il Carignano Hockey ↩︎
  3. Intervista telefonica di 20 minuti a Marco Chiarugi da Ovada (AL) del 13 maggio 2025 ore 17,17   ↩︎
  4. https://www.hockeylove.news/2023/09/18/storia/50esimo-mondo-donna-7-la-doppia-finale-vide-il-buscaglione-vincere-in-trasferta-e-le-red-tigers-pareggiare-a-roma-2/ ↩︎

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore