Ultimi fuochi per l’hockey marchigiano che in seguito non ha più raggiunto i vertici del GUF Macerata e soprattutto del Circolo Goliardico, una delle formazioni leader dell’hockey italiano per lungo tempo negli anni del boom economico
Nella foto Sergio Bonfigli, qui veste l’azzurro dei veterani con Dante Francavilla, Franco Dezi, Tommaso Martello, Enio Montichiari e Silvano Bacco. Invece con Tino Pianesi è stato uno dei due più importanti giocatori della storia dell’hockey marchigiano. Giocarono insieme nel Circolo Goliardico nel 1966 nel 1967. Con Maccioni De Sanctis Renzo Paolorosso e Fammilume furono gli unici a vestire l’azzurro prima della fondazione della Federhockey. Successivamente solo il piceno Forani lo ha fatto nel 2016 con 9 presenze.
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L’hockey marchigiano, sino a questo punto della sua storia solo maceratese, continuò a restare ai vertici nazionali anche nella seconda metà degli Anni Sessanta. Il Circolo Goliardico Macerata (CGM) nel 1966 fu terzo nel girone B delle serie A dietro MDA e Vigili Urbani Roma, ma con un migliore attacco e tre punti su quattro conquistati a danno dei pizzardoni romani. Fu l’anno del rientro dell’olimpico di Roma Tino Pianesi che con Dezi e Fammilume formò un attacco molto prolifico. Nel campionato juniores Gentili HC, espressione di un istituto tecnico sempre di Macerata, si classificò al terzo posto dietro Amsicora e US Triestina. L’anno 1967 vide la squadra del CGM arrivare seconda nel girone B, alle spalle dell’Amsicora, e quella volta superò i Vigili per la migliore differenza reti anche grazie al 3-0 inflittogli in casa. In semifinale incrociò i bastoni con l’MDA, vinse a Macerata 1-0 ma perse 0-2 a Roma. Il successo guidato da Sergio Bonfigli, il terzo dopo quelli del 1962 e del ’64, per il CGM – che aveva assorbito il Gentili HC – arrivò nel campionato juniores, all’epoca si chiamava così l’under 21, davanti a Polisportiva Ferrini Cagliari sconfitta in finale (2-0) Amsicora CUS Torino. La formazione superò anche lo shock del 1968 quando la serie A passò da 16 a 8 squadre giungendo terza nel girone B dietro MDA e a soli due punti dall’HTC Roma. I punti forza oltre al giovane Bonfigli1 erano i fratelli Paolorosso con Renzo 8 volte azzurro, Fammilume (2 presenze in nazionale), Francavilla, Passerini e ancora in campo Nicolini classe 1930 vice campione d’Italia nel 1956.
Intanto, in serie C spuntò il CUS Macerata che passò il turno nel suo girone, ma fu solo quarto nella finale di Bologna dietro El Oro Trieste Fermi Modena e Agratese, una delle società della provincia di Novara. La juniores invece non partecipò e non potè così difendere il suo titolo. Nel 1969 arrivò la salvezza davanti alle due romane HTC Roma e Buscaglione grazie ai nove pareggi e alle sole tre sconfitte. Nel 1970 il Circolo Goliardico si trasformò in CUS Macerata, questo non portò fortuna e la squadra per salvarsi dovette ricorrere allo spareggio di Grosseto, che in effetti vinse grazie alla vittoria sulla Libertas san Saba e allo 0-0 con il CUS Padova, ma rinunciò poi ad esercitare il titolo e si iscrisse alla B. La serie B del 1971 si chiuse con il CUS Macerata posizionato in un dignitoso centro classifica con una sola sconfitta contro il CUS Roma che la seguì in graduatoria, mentre riuscì a battere l’US Cagliari che vinse il girone e venne promossa. Macerata sparì dai radar hockeistici malgrado il buon campionato precedente nel 1972 come nel 1973 quando però la formazione allievi ebbe accesso alla semifinale Sud senza superarla, perché passarono le due romane Centro CONI e San Saba. Sempre nel 1972 prese corpo il CUS Ancona che disputò per alcuni prima la serie B e poi la serie C. Alcuni studenti di Potenza Picena tra cui Mario Properzi, Giuseppe Properzi, Gabriele Onofri e Paolo Grandinetti poi portarono a casa loro, nel 1976, quell’esperienza
Qui si chiude la storia marchigiana prima della costituzione delle FIHSP.
- 9 volte azzurro fra il 1967 e l’ottobre 1972 quando segnò il gol dell’1-1 all’Argentina. Nello stesso giocò la finale di Coppa Campioni con l’MDA ↩︎





