In effetti l’hockey giocato si fermò solo poco più di un anno e mezzo dall’aprile 1943 al dicembre 1945, ma molti dei protagonisti caddero sui campi di battaglia o girovagarono profughi per l’Europa e per l’Italia occupata al Centro Sud e devastata dalla guerra civile al Nord
Nella foto Lombardo Festa nel 1948 a Merano con il capo delegazione del Pakistan, sullo sfondo a sinistra Bolognesi al centro Zovato
_____________________
Furono più di 40 i fischietti italiani dei campionati fra il 1938 e il 1943, ovvero fra il XVI e il XXI dell’era fascista. Due di loro i romani Festa (1) e Zovato (2) diressero le tre gare internazionali del 1942 (Roma Italia – Croazia 2-0; Lugano Svizzera – Italia 2-1; Modena Italia – Svizzera 2-1)
Come accadde per i giocatori – malgrado il disastro della guerra, la tragedia della guerra civile e poi i tempi durissimi della ricostruzione- il loro patrimonio non andò disperso del tutto.
Molti tornarono già dai primissimi campionati a fischiare sui malandati campi da hockey dell’epoca per assicurare la regolarità dei tornei della ripresa.
Vale la pena di ricordare i romani Lombardo Festa, Angelo Luccio, Lionello Scodalupi, Vasapolli, Mario Zovato, i milanesi Arrigo Chiarle, Vittorio Muti, il ferrarese Zanzi, Sarti e soprattuto Adriano Prevignano che fu 4 volte internazionale dal 1948 al 1952.
Fra il 1946 e il 1950 molti si aggiunsero: il triestino Bernardini il milanese Alberto Cremaschi (ex GUF Milano) uno fra primi ex giocatori, il bolognese Scarani, Bonfiglioli di Ferrara, Pasquali e Agostini.
Cremaschi diresse anche una gara internazionale nel 1951 (Sion Svizzera – Italia 0-0) e fu lui il 26 febbraio 1950 al IV congresso della FIHP, a Ferrara, a proporre il distacco del prato. Le società, quelle del pattinaggio, respinsero a grande maggioranza la richiesta dei pratisti. Divenne poi vicepresidente della FIHP tra il 1956 e il 1960
Nel 1947 riprese l’attività internazionale, nei primi tre incontri (Terrasa Spagna – Italia 4-0; Sanremo Italia – Svizzera B 1-1; Verona Italia -Austria 4-1) l’arbitro internazionale fu Prevignano, che aveva esordito nel 1942 in serie A
Nei successivi tre, fra il 1948 e il 1950 (Pakistan – Italia 2-0; Austria Italia 2-0 a Merano e Italia – Austria 0-2 a Verona) Zovato diresse il primo e il terzo e il bolognese Comini quello di mezzo nel 1949.
Non avevano una dirigenza autonoma, ma erano inquadrati nel comitato tecnico arbitrale della FIHP che nel 1950 per le quattro specialità (artistico, corsa, pista e prato) contava 262 fra giudici e arbitri ed era presieduto dal “pattinatore” dottor Chiari.
Festa, Zanzi e soprattutto Cremaschi e Zovato assunsero poi ruoli di rilievo nell’ambito della FIHP e delle varie commissioni che piano piano resero l’hockey un poco più autonomo.





