All’inizio fu solo Venezia Giulia, meglio solo Trieste. GUF e GIL, con quest’ultima che confluì nell’US Triestina per poi assumere il nome di SS Triestina nel 1945 e successivamente quello di HC Trieste
Nella foto la prima formazione dell’US Triestina, ex GIL e futura HC Trieste. Era il 22 novembre 1942
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La prima notizia certa arriva dal fascicolo del 1939 di “La Milizia Sportiva” periodico del GUF Ferrara: “L’8 gennaio 1939, il nostro GUF formava una squadra abbastanza omogenea ed incontrava quella del GUF Trieste chiudendo la partita 0-0”.
Dai risultati riportati dal quotidiano sportivo romano Il Littoriale emerge che il GUF Trieste partecipò nel mese di maggio al Littoriale del 1939 perdendo con gli universitari di Milano (0-2) e vincendo (5-0) con i goliardi di Macerata.
Poi prese parte al primo campionato di serie B e al successivo Littoriale del 1940.
Nel 1941 venne ammesso al girone A della serie A con GUF Padova, GUF Ferrara, LLPP Roma, GUF Bologna. Mentre nell’altro giocarono: GUF Genova, Juventus Torino, DC Bologna, GUF Pisa. In quell’anno si formò una seconda squadra la GIL Trieste. Che successivamente il 23 e 24 maggio 1942 vincendo con GIL Siena (3-1) e GUF Macerata (1-0) fu promossa dalla serie B e alla fine del 1942 per difficoltà economiche fu presa in carico dall’US Triestina, subentrando al GUF Trieste che si era sciolto dopo il campionato 1942 – chiuso in aprile – per la chiamata alle armi di molti giocatori. Mentre la squadra di hockey a rotelle aveva dovuto cambiare nome in Pubblico Impiego. Il caposezione dell’hockey era Giorgio Bobolini, il presidente Martinoli. Dal GUF arrivarono solo Cosentino, Mari e Salata, mentre dei portieri Turc, Primus e di Callegari, Franchini, Zoiatta, Mascia, Savigni, Dell’Antonia, Ferlini, Indrigo, Nocis Zanier e Gelsi si persero le tracce. Tranne del portiere De Vecchi (poi consigliere federale e padre dell’ex arbitro internazionale).
Partiamo dalla foto concessa dall’hockeista triestino Davide Giacca. La didascalia dice: Serie A 1943 Trieste (Stadio) 22.11.1942 U.S. Triestina.
Il campionato si disputò a cavallo fra l’inverno 1942 e la primavera 1943. La foto si riferisce alla partita d’esordio persa in casa 0-2 con i Dipendenti Comunali Bologna. Questi gli 11 che scesero in quella partita, la prima della breve storia dell’US Triestina: De Bortoli (6), Comin (9), Del Piero (7), Amodeo (7), Cosentino I (13), Chinetti (2), König (8), Verin (11), Gobet (7), Valussi (8), Bais (11). Nel corso del campionato giocarono anche: Maiola (10) Bertuzzi (8), Cergol (5), Furlani (5), Molinari (4), Salata (4), Cubi (3), Ferlin (3), Torrenti (1) Mari I (1) e gli altri portieri D’Amato (3) Cosentino II (3), Filippi (1). Fra parentesi sono le presenze.
L’US Triestina, per mancanza di risorse economiche da parte della GIL Trieste (NOTA La GIL, presente anche a Genova, Novara e altre città, raccoglieva i giovani fascisti dei licei, mantre i GUF molto più diffusi ospitavano gli universitari) hockey, assunse in carico come sua sezione la squadra che era stata promossa dalla serie B prendendo il posto del GUF Trieste che si era sciolto dopo il campionato 1942 per la chiamata alle armi di molti giocatori. Mentre la squadra di hockey a rotelle aveva dovuto cambiare nome in Pubblico Impiego. Il caposezione dell’hockey era Giorgio Bobolini, il presidente Martinoli.
Dal GUF arrivarono solo il portiere azzurro Cosentino, Mari (NOTA Ermanno Mari nel dopoguerra fu storico presidente della Junior Itala Triste dirigente federale di picco della FIHP n quota hockey prato, arbitro e persino sostituto del CT Arnaldi nella tournée nell’Est Europa del 1964) e Salata, mentre dei portieri Turc, Primus e di Callegari, Franchini, Zoiatta, Savigni, Dell’Antonia, Ferlini, Indrigo, Nocis, Zanier e Gelsi si persero le tracce. Non così del portiere De Vecchi, poi consigliere federale FIHSP e padre dell’ex arbitro internazionale Adriano e di Carlo Augusto Mascia a lungo presidente nei Sessanta e Settanta dell’US Triestina.
L’US Triestina dopo 12 giornate era a centro classifica con 3 vittorie – la più netta sul GUF Ferrara 3-0 con gol di Cubi e Verin 2, mentre la prima fu 1-0 sul GUF Macerata gol di Bertuzzi – 3 pareggi e 6 sconfitte.
Si arrivò così all’11 aprile 1943: solo in 8 andarono a Ferrara (0-2) e il 18 gli alabardati decimati rinunciarono all’ultima trasferta di Macerata.
Sarà quella l’ultima partecipazione di Trieste sotto il governo fascista.
Una squadra femminile sorse a cavallo di quegli anni, ma dopo aver partecipato il 1 0 e 11 luglio a un torneo a Genova con GUF Genova (0-3), AS Monti Roma (0-0), GUF Roma e GIL Genova non riuscì successivamente, per le difficoltà causate dalla guerra, a partecipare al campionato che nel novembre 1942 si tenne a Modena.
Il 1944 fu l’annus horribilis dell’hockey italiano. Nel dicembre del 1945, a guerra da poco conclusa, una squadra partecipò al campionato Alta Italia, a Genova, col nome di Società Sportiva Triestina, non avendo potuto riprendere il nome UST perchè la società madre stentava a ricostituirsi. La squadra giunse a Genova Cornigliano in modo più che rocambolesco eroico, superando ogni difficoltà: strade malconce e ponti distrutti a bordo di un vecchio camion militare per giocare in completo tricolore a ricordare l’italianità di Trieste occupata dagli anglo-americani e in bilico fra Italia e Jugoslavia.
Il torneo si giocò in tre giorni tra Genova HC, che vinse, UGL, AGUH, Diavoli Neri tutte di Genova e SST, dopo le rinunce delle squadre di Bologna e Roma per le difficoltà di collegamento, superate invece dai volenterosi hockeisti di Trieste. Dalle ceneri della S.S. Triestina sorse epoi l’HC Trieste che riservò la gioia più grande all’hockey giuliano.





