Assemblee Storia

#50esimo ASSEMBLEE (1) L’ANTEFATTO: DAL TONFO DI ROMA ALLA SVOLTA DI VIETRI SUL MARE 

Anche questa volta i destini dell’hockey italiano si giocarono all’estero, non più a Berlino, ma al Cairo. Ecco la verità sull’indipendenza fra ricordi e aneddoti sconosciuti 

Nella foto  Antonio Triglia uno degli artefici dell’indipendenza dell’hockey

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In vista dei giochi olimpici di Roma 1960, l’assemblea di Spoleto nel 1957 creò all’interno della federpattinaggio la commissione nazionale per l’hockey su prato con Giovanni Battista Brinchi Giusti presidente e Sergio Baroni segretario. Venne sciolta subito dopo l’esito non brillante dell’olimpiade romana.

Fu istituita così una commissione tecnica, non politica, presieduta dal maceratese Paolo Perugini con Giorgio Arnaldi (che poi assunse l’incarico di CT azzurro) e il romano Guaitini. Mentre la commissione gare (l’attuale SAN) era tutta bolognese: Albino Pasotto, Giovanni Minghini, Franco Verardi i tre componenti.
La successiva assemblea, la XIII della FIHP, che si tenne a Bologna nell’ottobre 1962 confermò la scelta. L’hockey su prato su prato aveva a disposizione su 365 voti di specialità solo 83 suffragi, poi c’erano i 598 generali  che rispettavano all’incirca la medesima proporzione. Il suo peso politico era irrilevante.
Questa le forze assembleari dei pratisti di allora. Affiliati 1961 con diritto di voto: HC Fiamma Brezzi, CUS Torino, UISP Aurora Collegno, UISP Novara,  Gondrand Novara, Fiamma Novara, Milan Hockey Club, Genova Hockey Club, CUS Genova, Juventus Genova, Jolly Hockey Club, Savona HC, Chiabrera HC, Bernini Savona, US Triestina, Hockey Club Trieste, CUS Trieste, Polisportiva Trieste, Fiamma Gorizia, Pol. Oratorio San Michele Monfalcone, Cus Padova, Alber sport Verona, CSI Redentor Este, Folgore Rovigo, Labor Bologna, CUS Bologna, Hockey Club Bologna, Pontevecchio Bologna, Rotellisica Piacenza, UISP Reggio Emilia, CUS Ferrara, CUS Pisa, Totoricevitori Roma, Libertas Montesacro, Alunni ex Massimo, Previdenza sociale, Convitto nazionale, CUS Roma, Stella azzurra, Vigili urbani, Circolo goliardico Macerata, Libertas Macerata, Amsicora, CUS Cagliari. Senza diritto di voto, ma affiliate nel 1962: Atletica Bra, Torleone Bologna, Rui Roma, Fiamma Roma. 

La svolta avvenne lontano dall’Italia nel 1966 in Egitto, durante il congresso al Cairo della federazione internazionale, quando le associazioni nazionali approvarono il nuovo statuto in cui ribadirono che l’adesione alla Federazione Internazionale Hockey era condizionata dall’appartenenza unilaterale, ovvero la gestione del solo hockey.
Tale condizione è ancora presente nello statuto internazionale. Per questo la bufala – contrabbandata a volte da qualche buontempone –  del rischio accorpamento con altre federazioni non sta in piedi. Pena la cancellazione dell’hockey italiano dal consesso mondiale.
Il CONI e la Federazione Hockey e Pattinaggio furono costretti a riconoscere la Commissione Italiana Hockey su Prato (CIHsP, successivamente modificata in CIHP). La commissione  istituita nel 1967 (con i romani Antonio Triglia presidente Sergio Corbò segretario generale) venne ufficializzata dal congresso di Venezia nel 1969 e dal Congresso di Vietri sul Mare nel 1971.

Subito prima del congresso di Vietri, a Torino auspice il potentissimo Primo Nebiolo, allora presidente della FISU, FIDAL e CUS Torino si tenne un pranzo con il presidente della FIHP, il novarese Gianni Mariggi, Enzo Alfier e Luciano Cecca. Nel corso del quale Alfier garbatamente ricordò a Mariggi la prescrizione del congresso del Cairo e la necessità di dare l’indipendenza e non solo l’autonomia all’hockey italiano.
A Vietri, oltre Triglia, Verardi, il genovese Bolognesi, ex CT a Roma 1960, c’erano i cagliaritani Nenne Figus e Cicci Doglio (Amsicora e CUS),  il veronese Francesco Giagulli, il torinese Enzo Alfier, che proprio allora subentrò al romano Corbò come segretario generale. Il percorso era tracciato.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore