La squadra veneta, poi confluita nell’Hockey Villafranca si inserì con il titolo allievi (U16/M) 1971, mentre i cagliaritani di Maxia s’imposero nel 1969 fra gli juniores (U21/M)
Nella foto tratta dall’Unione Sarda dell’epoca la formazione della Polisportiva Ferrini campione d’Italia juniores (U21/M) 1969: in piedi PF Cadoni, Rilla, Fabiani, Murgia, Gasole, Pillai; accosciati G. Cadoni, La Noce Bellandi (mio cugino – NdR) Gaviano
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Nel nostro viaggio a ritroso fra i giovani di oltre mezzo secolo fa siamo rimasti al 1967 con la Juniores (U21) e al 1968 con la Allievi (U16). Nell’anno del maggio francese e della contestazione giovanile vinse l’HC Roma che riportò il titolo nella capitale dopo il quadriennio che aveva visto il primato condiviso fra CG Macerata e SG Amsicora. Molte le società scomparse che erano invece attive con squadre di allora minorenni1: Libertas Genova, San Rocco Novara, Rima Padova, HC Trieste, Polisportiva Trieste, Labor Bologna, Pontevecchio Bologna, una dozzina di romane fra cui HC Buscaglione, HTC, San Saba, Vigili Urbani Cagliari, HC Iosto Cagliari, vari Centri CONI di Roma Caglairi, Bologna e Padova.
Il gruppo creato da Antonio Vargiu, ex US Villasor approdato poi al Convitto e all’MDA, ripetè il successo nel 1970 e nel ’71. In mezzo si inserì la Polisportiva Ferrini che al suo terzo tentativo precedette nella classifica della finale a 4 proprio i giallorossi. La Polisportiva Ferrini all’epoca giocava in serie B e si qualificò per quella finale, la sua terza, vincendo il numeroso girone sardo davanti ad Amsicora, Vigili Urbani, Johannes, Fortitudo e US Cagliari e poi a novembre la finale juniores a Roma davanti a HC Roma (0-0), HC Buscaglione (0-0) e HC Trieste (1-0) . Questi i protagonisti Pillai; PF Cadoni, Rilla, Fabiani, Murgia, Gasole, G. Cadoni, La Noce, Bellandi (mio cugino – NdR), Gaviano. Pier Ferdinando Cadoni, Riccardo Fabiani e Gaviano vestirono la maglia azzurra della nazionale A.
Il titolo juniores prima di tornare a Cagliari, ma per merito della SG Amsicora allenata da Alessandro Aramu – al suo terzo successo nella categoria – prese di nuovo la via di Roma dando all’HTC Columbia di Marco Fazi e Valabrega il suo primo e unico alloro giovanile. Fu un inedito girone a 6 e gli “assicuratori” romani non subirono neppure un gol nella porta difesa da Marino. Tre vittorie su MDA (1-0), CUS Torino (3-0), US Triestina (4-0) e due 0-0 con SG Amsicora e il CUS Padova di Gigi Matteraglia al suo secondo posto consecutivo dopo quello del 1971 dietro l’HC Roma e davanti a SG Amsicora e HC Bignozzi Bondeno.
Quindi a chiudere l’era del “pattinaggio” fu l’Amsicora che mise in campo molti ragazzi che avevano già esordio in serie A: Roberto Coni, Roberto Carta con il fratello portiere Antonello, Andrea Guicciardi, Marco Cau e Piero Curreli. A farne le spese il Pontevecchio Bologna, il CUS Padova e la Libertas San Saba.
Quasi nello stesso periodo un’altra scuola romana, quella creata da Mario Carrus, con il Centro CONI Roma dal 1968 – primo titolo di questa categoria, di cui ho ampiamente scritto nella puntata precedente – al 1973 mise in fila altri 4 successi. Interrotti solo dai cugini rivali dell’HC Roma (1970) e dal Lloyd Valleggio società satellite dell’Hockey Villafranca.
Una storia che merita di essere raccontata con dovizia di particolari: grande parte del merito va ascrivo a Guido “Lino” Orben insegnante di educazione fisica, che però nell’hockey si inventò centravanti, ma soprattutto lanciò l’hockey nelle scuole di Valeggio, Villafranca, Mozzecane, Marzara dando vita al campionato provinciale allievi.
Moltissimi i giovani coinvolti e nel 1971 l’HC Valeggio, sponsorizzato dall’agenzia del Lloyd Adriatico assicurazioni, vinse sul suo campo il campionato Under 16 con Baroni, Bertolini, Bigotti, Carpi, Dal Bò, Donatelli, Faccioli, Marco e Mario Franchini, Pasini, Sacchetto, Serpelloni, Spagna, Speri, Venturelli, Venturi.
Ne fecero le spese il Centro CONI Cagliari di Roberto Carta 3-1, Centro CONI Roma (1-1) e Hockey Perosa Argentina (0-0). Il successo fu in grande parte dovuto alla scelta di rafforzare con i ragazzi di Valeggio, giunti terzi l’anno prima alla finale di Roma, con i migliori di Villafranca e degli altri centri limitrofi. Infatti furono solo cinque i superstiti del 1970: Baroni, Donatelli, Faccioli, Sacchetto, Venturelli, Venturi.
L’albo d’oro pubblicato dalla FIH va rivisto alla luce di questa interpretazione: per un errore di incolonnamento riporta i titoli juniores sotto la categoria U18 che invece vide la luce come “ragazzi” solo nel 1978, e degli allievi (che sino al 2005 sono stati U16/M) nella colonna degli U14 che invece esordirono nella stagione 2004/5 molto dopo i loro primi approcci con i Giochi della Gioventù e la fine di questi nel 1996.
- Il 6 marzo del 1975 il Parlamento italiano approvò la legge che abbassava da 21 a 18 anni la soglia per la maggiore età. Aldo Moro, Luigi Gui, Giovanni Leone (DC) e Oronzo Reale (PRI) furono gli artefici del provvedimento ↩︎





