Non è ancora una coltivazione intensiva, ma a Torino ci stanno lavorando. Intanto si godono questi fiori. Poi sempre da Torino, ma con incursione olandese, ve ne racconterà un’altra
Nella foto papà Oscar con Tommaso al torneo Micco di Moncalvo
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Tommaso è il più piccolo fra i Serra hockeisti, prima di lui la sorella quattordicenne Sofia che gioca nel CUS Torino e ha già vinto alcuni titoli under della FIH. Arrivata all’hockey con le compagne di classe, Beatrice e Noemi, dopo l’esordio nella squadra U14/F del CUS Torino, ha vinto il titolo italiano con la under 16 e poi ha proseguito con i successi nell’U18 e l’U21.
Il piccolo Tomy invece compirà 11 anni ad agosto è della classe 2013, quattro in più della sorella e si divide – per ora- con il calcio che pratica da quando ne aveva 6. Ora milita nella Sisport, la società erede del gruppo sportivo FIAT e che nel calcio è una scuola Juventus ma ha visto nella sue fila campioni da Pietro Mennea al nuotatore mondiale Boggiato alle squadre di pallacanestro e e pallanuoto.
A hockey gioca da quando ne aveva 9, convinto anche dalla sorelle Sofia. Ora fa quattro allenamenti a settimana e nel weekend si divide per le partite. Ha appena conclusa la quinta elementare. A differenza del padre Oscar, buon hockeista e attuale uomo dirigenza del gruppo HCU – CUS, corre molto. Gli piacciano più i tornei, perchè trova squadre diverse, che il campionato, dove gioca sempre contro gli stessi avversari.
Oscar cominciò alla media con Gigi Esposito e Simone Levizzari allora assistente del romano. Poi ha proseguito la sua stagione hockeistica con l’evoluzione del gruppo Pagine Gialle Orange Boys, sino alla soglia dell’anta con l’HCU Rassemblement, ultimo step del percorso del club nato dall’idea di Ugo Dattilo e Luciano Cecca. Dato a Oscar quello che della seconda generazione.
Passo alla prima. Nonno e prozio (Mimì e Alfredo – NdR) si sono un po’ spartiti i compiti. Il primo grande giocatore e allenatore, ex azzurro, puri campione d’Italia anche con la fascia da capitano, arrivò al CUS nel 1962 poco dopo la prima leva che vide il compagno di classe Roberto Polloni, Alfier, Massa, Cecca e persino Roberto Picco. Però Alfredo s’impose subito. Fu un terzino, a quei tempi si definivano così i difensori laterali, di grande qualità rispetto alla media dell’epoca. Fu essenziale per decenni anche nel delicato ruolo di stoppatore su corto, quando la palla si poteva fermare con la mano.
Fu uno dei primi a interpretare l’indoor in modo moderno, tanto da vincere il primo titolo di specialità nel 1973 per poi ripetersi con il CUS Torino altre tre volte. Nel 1977 fece doppietta con lo squadrone guidato da Kulwant Singh che aveva nel tedesco di Novi Ligure Kikki Schmitt un’eccezionale bocca di fuoco. Nell’indoor ha vestito, a un europeo, la maglia azzurra. Per alcun stagioni ha anche allenato la formazione cussina.
Nonno Mimì, docente di educazione fisica, ha dato di più come dirigente: presidente del comitato regionale Piemonte negli anni Novanta, vicepresidente del CONI torinese, presidente fino al 2001 della Reale Società Ginnastica di Torino la più antica società sportiva d’Italia, fondata nel 1844.





