Non mi sovviene nessuna quarta generazione di hockeisti. Anche le terze non superano le tre o quattro per regione e in pochi casi. Da oggi parte questa nuova rubrica. Tutti siete invitati a smentirmi sulla quarta e a propormi la o le terze che conoscete, con foto e testi e anche video
Nella foto la Grivel family da nonno Antonello patriarca e fondatore, ai nipoti
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Arscone Caivano in Liguria, Cecca e Micco in Piemonte, Grivel in Lombardia … Maxia in Sardegna. Lo so, ce ne sono altre; a poco poco le vorrei raccontare tutte in attesa della mitica Quarta generazione che potrebbe fare la fortuna dei Cinque bastoni in vista del “Sei finalmente libero” che festeggeremo con i Sette giorni della rinascita. Intanto parto con il conteggio alla rovescia con i Serra di Torino.
Le dinastie sono un patrimonio importante. Potrebbero essere il primo mezzo di reclutamento. Non lo furono neppure agli albori. Pensate a padri fondatori da Zanelotti a Bolognesi a Genova, Triglia, Altea Nisti a Roma, Müller e Bellingeri a Milano. Solo il figlio di Triglia e il nipote di Müller diedero un seguito e così è continua sino a oggi. Forse perché è mancata l’aggregazione del club e della sede; forse perché è mancato l’orgoglio di essere hockeista, cosa invece essenziale nel rugby; forse per il timore che i figli patissero la solitudine e l’abbandono vissuti nella propria giovinezza. Fatto sta che questo metodo, il più semplice e ovvio, non ha funzionato a dovere. Allora rendiamo omaggio a chi lo ha fatto.





