Dal 1940/41 al 1947 accaddero nell’Isola due fatti indipendenti fra loro, uno non attecchì, dal secondo nacque una leggenda
Nella foto il portale monumentale che accolse Filippo Vado nello stadio Amsicora
_______________________________________
Non lo sanno i vecchi cagliaritani. Non lo ha mai scritto nessuno, ma l’hockey in Sardegna non arrivò con Filippo Vado, bensì con qualche oscuro gerarca che, a guerra in corso, allestì la compagine del GUF Sassari che partecipò a Roma, con il GUF Bari altra meteora, dal 23 al 28 marzo alla B 1941.
La scelta del doppio concentramento con 8 squadre, anziché il girone all’italiana on parte di andata e ritorno fu dettata, lo scrive il Littoriale dell’epoca, proprio dall’esigenza di venire incontro alle difficoltà di spostamento di sardi e baresi. Fu quella l’unica probabile e possibile uscita dei sassaresi, che nel maggio 1940 non erano ancora pronti per partecipare all’ultimo Littoriale maschile.
La guerra e la caduta del regime spazzò via quel tentativo, ma sempre la guerra portò a Cagliari Filippo Vado, che si era stabilito a Genova con la famiglia. Sicuramente prima del 22 maggio 1937 perchè quel giorno con l’OND Genova partecipò al primo torneo nazionale di hockey a Livorno.
Sempre per cause militari e universitarie si spostò nel 1940 Torino dove fondò la sezione calcio della Juventus, poi a Modena nel 1941 dove giocò in serie A, arrivando secondo con il GUF Modena.
L’arrivo di Filippo Vado a Cagliari è datato nel giugno 1943 Qui si sposò e fece arrivare la madre indiana, perchè era nato nel Bengala, allora colonia inglese, da padre piemontese.
Dopo l’armistizio, venne nominato ufficiale di collegamento con le truppe alleate. Alla loro partenza nel 1947 acquistò da ufficiali inglesi della RAF, che si erano portati una congrua dotazione di materiale, una ventina di bastoni con il primo intento di creare una squadra per poter giocare ancora. Questa la versione ufficiale accreditata dall’ex presidente (1978-1983) della SG Amsicora e poi vice presidente della FIHSP Nenè Figus.
Filippo Vado un’intervista concessa a Lo Sportivo retrodata quell’acquisto e dichiarò: “Nel lontano 1944, all’atto della partenza degli avieri della RAF dall’aeroporto di Elmas, io acquistai dei bastoni da Hockey perché era mia intenzione creare una squadra per potermi divertire anch’io”1.
Dalla prossima puntata comincerà la reale storia dell’hockey cagliaritano, poi sardo. Mentre, a Filippo Vado dedicherò una pagina personale nella gallery dei personaggi illustri. Come merita.
- Dell’articolo dal titolo”La storia dell’hokei in Sardegna” esiste solo una fotocopia semi andata data, ma è sicuramente successivo al 1967 e sono molti punti in contrasto con altri documenti. Perchè si afferma anche “Nel 1946 dopo due anni di allenamenti quasi clandestini la squadra fu quasi pronta e allora il rag. Denotti … ci diede la possibilità di incontrare su un campo di Roma la squadra della previdenza Sociale”. Quando invece la Previdenza Sociale si costituì in squadra solo nel settembre 1947 (fonte Corriere dello Sport 2 ottobre 1947). Inoltre il tramite con l’Amsicora secondo la versione di Figus avvenne “per intercessione dello stesso Cadeddu presso il vice presidente della società comm. Domenico Loi”. Augusto Cadeddu era il direttore dell’impianto ex GIL di viale Bonaria, mentre secondo i ricordi di Vado il ragioniere Denotti, a suo dire segretario dell’Amsicora, era anche “incaricato della gestione del patrimonio dell’ex GIL”. ↩︎





