Un biennio glorioso per il GUF Padova, poi il nulla sino a quando gli inglesi lasciarono in dono i bastoni agli universitari dell’atletica leggera
Nella foto lil CUS Padova del 1951, dal 1950 al 1955 giocò in serie B
__________________________________
La prima testimonianza di hockey – dopo un primo tentativo nel 1938/39 con un paio di amichevoli – in Veneto risale al 6 marzo 1940 quando il Littoriale (attuale Corriere dello Sport) annunciò i quadri delle serie A e B a cui partecipò il GUF Padova, con la pausa a maggio per i littoriali i campionati universitari di allora, ottenendo con il GUF Trieste una brillante promozione. Facendo un’ottima figura anche ai littoriali di Torino.
La serie A successiva cominciò bene, ma poi sorsero problemi – dovuti alla guerra che fece venir meno moltissimi atleti – fatto sta che dopo la partita con il GUF Ferrara (0-2) il GUF Padova falcidiato nella sua rosa il 25 marzo 1941 comunica il suo ritiro alla FIHP. Questi gli universitari fascisti, eroici antesignani a cui va riservato l’onore della armi, schierati nel biennio di attività: i portieri Fringuelli, Mazzuccato, Stoppato, con i più presenti Gracis, Paolucci (difensori), Franchin, Miglioranza, Parenzan (mediani), Chemasi, Zavatise, Passi (attaccanti) e Cunico, Motterle, Caldera, Padoan, Colles, Monegatti, Gradara, Baldovini, Vanelli, Beltrame, Cazzola, Colombo, Miani altri titolari.
Quell’esperienza non lasciò traccia. Bisogna arrivare al primissimo dopoguerra quando il comando inglese delle forze di occupazione alleate scelse come base lo stadio Littorio, oggi Colbachini, in zona Arcella.
Gli ufficiali di sua maestà usavano il prato per l’hockey e al loro ritiro lasciarono i bastoni e il materiale usato in regalo agli universitari che frequentano il campo già allora dedicato all’atletica, ma che ospitò poi anche l’hockey e le Fiamme Oro più volta campioni nel rugby.
Nel frattempo, proprio a Padova i CUS tennero la loro assemblea fondativa con i rappresentanti sportivi delle università di Bologna, Genova, Milano, Parma, Pavia, Torino, Venezia e Padova (per delega Bari, Modena, Napoli e Roma) l’incontro servì a costituire il CUSI.
Nessun rapporto diretto con i GUF di littoria memoria, ma la tradizione sportiva comprendeva, grazie all’idea di Achille Starace, ormai anche l’hockey.
Chi erano i giovani di allora? Ecco alcuni nomi Francesco e Luciano Giudice, Enrico Risaliti, Mario Gramignan, Paolo Rossi, Zaggia, Umberto Rizzi, gli studenti fuori sede De Murtas di Cagliari e Lucio Vidoli1 di Trieste. Sopratutto Renato Barbieri che poi approfondì l’hockey, grazie a una borsa di studio, a Delft in Olanda e istruì le generazioni successive.
Il campione della nidiata fu però Vittorio Castellani, che partecipò alle Olimpiadi di Helsinki come portiere di riserva del triestino Cosentino e poi per alcuni anni fu anche allenatore del gruppo.
Così a Padova nel 1947 fu costituita la sezione hockey del CUS con studenti universitari e da loro amici cooptati all’hockey. Nel maggio 1949 il CUS Padova partecipò ai campionati universitari.
La prima maglia sociale, che restò tale sino alla fine degli anni ’50, fu la muta della squadra riserve del Petrarca rugby dismessa e regalata alla sezione. Su quella maglia, che all’inizio era di colore bordeaux, ma per i molti lavaggi era diventata rosa shocking, venne cucita una enorme H emblematica e nobilitante.
Il CUS Padova comparve in campo nel 1949 senza avere continuità storica con il GUF. Questa la rosa della prima annata in serie B: V. Castellani, Sacchetto, Agostini, Arrigoni, Bacco, Binaghi, Bombonati, Bruzzese, Campo, Cortivo, Crespolani, De Lorenzis, De Murtas, Driussi, Fagioli, Genovese, Ce, Mai, Medici, Minosia, Mucci, Peretegato, Santelli, Santinello, Tosi, Zoccoli. Incaricato di sezione Alberto De Lorenzis . Partecipò anche ai CNU di Roma con questa formazione: Castellani, Santinello, Cortivo; Tosi, Pinna, Agostini; Polato, Binaghi, Santelli, Bais. Solo 10 nomi.
- Giocò poi a lungo con il CUS Trieste ↩︎





