Media Storia

#50esimo MEDIA (3): I QUOTIDIANI SPORTIVI E IL RESTO DAL DOPOGUERRA AGLI ANNI SESSANTA

L’incredibile minorenne Paolo Bonomi collaboratore della Gazzetta dello sport. Prima Ricciotti poi Massimo De Luca sul Corriere e Falchi per Stadio. Infine la stampa specializzata  poca come gli articoli sui mass media  

Nella foto la prima pagina di Flick, uscì con un numero solo, ma rimase nel cuore degli hockeisti dell’epoca. Sotto la tessera di Paolo Bonomi collaboratore della Gazzetta dello Sport

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Nella prima puntata dedicata ai media mi sono soffermato sull’impronta fascista data alla prima informazione hockeistica negli anni Trenta e Quaranta dal regime che coinvolse in modo autoritario, ma efficace Il Littoriale, La Gazzetta dello Sport, i due quotidiani sportivi dell’epoca il cine giornale Luce,  la stampa di partito come Milizia fascista e anche le testate locali fra tutte Il Lavoro di Genova, che fu poi uno dei miei giornali. Nella seconda parte di questa storia dedicata ai media sono andato direttamente alla prima e quasi unica testata cartacea indigena e resiliente della nostra storia: Hockey Happening, 1973 – 1974.

In mezzo cosa troviamo? Il Littoriale sia era trasformato in Corriere dello Sport, riprendendo la vecchia testata fondata nel 1924 a Bologna. I precedenti erano brevi o probabilmente comunicati stampa passati1 e impaginati dalla redazione, solo il 12 agosto 1946 uscì il primo articolo “Al vaglio della critica” firmato da  Roberto T. Fabbri che definì “errore di avere scelto Bologna come sede della federazione”. Gli successe  Vittorio E. Ricciotti, e in seguito  Massimo De Luca  mentre a Stadio, il quotidiano sportivo di Bologna, la firma hockeista fu quella di Gianni Falchi. Nel 1959 la seconda amichevole giocata a Roma nell’ottobre con i maestri indiani fu l’occasione per la ripresa televisiva della RAI TV allo stadio dei ai Marmi di italia – India (0-7) dopo 50’ di difesa ostinata. Poi l’intervista di Marussig in “Gli imbattibili Sikhs” su Espresso Sport che allora tirava 152.000 copie e numero.

Nel 1963, ancora la RAI, in collaborazione con con il comitato romano delle FIHP, la federpattinaggio aveva sede a Bologna sino al 1966, realizzò e mise in onda il 7, 14 e 21 luglio tre puntate divulgative con presentazione dell’hockey, poi del centro CONI di addestramento rivolta ai giovani e infine una partita dimostrati afra MDA e una selezione giovanile romana. Nello stesso anno ci fu il contatto fra  lo stesso comitato romano delle FIHP e alcuni dirigenti del Telegiornale Sport per trasmettere le principali partite di hockey, che furono giocate allo stadio dei Marmi per consentire al pubblico calcistico in uscita dal vicino olimpico di assistere al secondo temo degli incontri, ciò avvenne una meno due gare in cui si registrarono 5.000 e 7.000 spettatori.
Un’altra chicca è la collaborazione del grande  fotografo Piero Berengo Gardin2 offerta non solo in quella occasione a Hockey e Pattinaggio per illustrare l’inserito didattico a puntate  – da staccare e conservare come citava la rivista – commentato dal prof. Siegfried Würch che all’epoca affiancava come allenatore il CT Arnaldi.

L’informazione sull’hockey sulla stampa quotidiana locale salvo Genova, dove l’hockey era vincente e aveva buon seguito, e la nascente Sardegna si rarefece.
A Genova, Secolo XIX e Il Lavoro anche nelle edizioni di Savona continuarono a ragguagliare seppure non con grande spazio le vicende delle squadre liguri, mentre a Cagliari, almeno dal 1956 L’Unione Sarda seguì con continuità le partite dell’Amsicora e poi delle altre squadre cagliaritane con gli articoli di Fulvio Duce a cui dal 1960 subentrò Mario Guerrini e a fine decennio con Giorgio Ariu si completò la triade dei professionisti cagliaritani. L’Unione con il suo settimo numero L’Informatore del lunedì, spesso con la firma di Mario Pintor, diede agli hockeisti sardi notizie puntuali delle prime imprese vincenti della SG Amsicora.

Per la stampa specializzata viene in soccorso una ricerca di Riccardo Giorgini e Luciano PinnaRiviste fogli, pubblicazioni  di hockey in Italia” del luglio 2021 che ricostruisce l’uscita di tutti i periodi dedicati o vicini all’hockey dal dopoguerra in poi.
Ecco la lista sino a Hockey Happening di cui ho già scritto:
Hockey Pattinaggio (1946-1956), mensile. Redazione a Milano, formato poco più che A4 (32×23). Abbonamento annuale 120 lire 15 lire a copia.
Hockey Pattinaggio (1957-1565), mensile. La redazione si sposta a Trieste e il formato diventa 43×32, tipo rotocalco. Abbonamento annuale 500 lire, 50 lire a copia.
Notiziario dell’hockey prato (1958) ciclostilato dalla Commissione per l’Hockey Prato (CIHP). Formato 33×22.
Flick (1964), mensile ma usci solo il primo numero. Redazione Roma.
Hockey & Pattinaggio (1966-1969), mensile. La redazione si sposta prima a Novara, poi a Verona; formato 32×23, poi 29×20.
Hockey Happening (1973-1974), quindicinale poi mensile. Usciti 14 numeri. Prima ciclostilato formato 33×22, poi a stampa tipo opuscolo (25×18). Redazione Roma. Abbonamento annuale 3.500 lire. 

 E La Gazzetta dello Sport? Scrisse con buona continuità ma senza un giornalista di riferimento. Sino a quando nel 1964 e per tutti gli anni Sessanta il giovane Paolo Bonomi non ancora diciottenne diventò collaboratore della rosea, sotto la direzione di Gualtiero Zanetti, che la vulgata vorrebbe hockeista universitario nella sua Bologna dove il padre fu braccio destro del gerarca Leandro Arpinati, uno dei principali collaboratori del duce. La sua produzione fu costante e si affiancò a quella di Ernesto Navone che scrisse non solo su Hockey & Pattinaggio, ma anche su giornali genovesi fra cui il Corriere del Pomeriggio contraltare cattolico alla Gazzetta del Lunedì
La rosea non seguiva solo i campionati ma anche le vicissitudini della nazionale italiana. La dedizione, professionalità e competenza di Paolo Bonomi furono premiate dalla direzione della Gazzetta nel 1969 quando fu inviato come referente del giornale al torneo internazionale di Bombay nel 1970 e successivamente ai Mondiali di Barcellona 1971 e infine alle Olimpiadi di Monaco 1972.

  1. “passare un pezzo” o un comunicato stampa in gergo giornalistico significa non solo dotarlo delle indicazioni per la tipografia (corpo, carattere, giustezza) e titolarlo , ma anche se il caso correggerlo ↩︎
  2. Piero Berengo Gardin, cugino del celebre Gianni, fu fotografo, curatore, critico, giornalista, regista e gallerista specializzato ↩︎
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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore