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#personaggi L’ADDIO DI DALILA MIRABELLA FACCIAMOLE SENTIRE IL NOSTRO AFFETTO

Non è semplice metabolizzare un lutto. Lutto non è solo la morte lutto è il distacco da ogni cosa amata. Amata davvero. È quello che sta vivendo Dalila Mirabella. Con Chiara Tiddi, il miglior talento espresso dal nostro hockey in questo millennio. Ex azzurra da pochissimo pensate  che il CT Lanzano l’avrebbe ancora voluta per l’avventura indiana. Avrebbe dovuto essere un’intervista è diventa un’emozione. Domani arriva anche l’intervista! Solo qui integrale

Nella foto Dalila Mirabella con Eleonora Di Mauro amica di una vita e il figlio Santiago che ha potuto condividere con leii l’ultimo scudetto

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Ora potete capire la sofferenza il conflitto interiore che Dalila vive mentre assume la scelta di abbandonare l’hockey giocato. “Lo vivo come un lutto. Mi sveglio la notte piangendo non mi vergogno a dirlo. È come se perdessi una parte di me. Quasi tutti i giorni, per rendere meno amaro il distacco scrivo una lettera al mio amato hockey”.
Penso che non ci sia testimonianza migliore di dedizione di gratitudine di passione di questa. Dalila la mi ha voluto confidare e condividere alcuni di questi suoi atti d’amore di cui rendo pubblico un brevissimo estratto: “Forse era già arrivato il momento di salutarci, ma mi ero fatta una promessa”. La promessa era vincere ancora uno scudetto dopo quello super emozionante conquistato nel 2014 con il suo HCU Catania, appena ventenne, ma già leader assoluta. Grande anche la soddisfazione per il titolo conseguito in Spagna, un po’ di delusione per quello mancato l’anno scorso con Torino universitaria, di cui conserva un bellissimo ricordo per il gruppo squadra e per l’accoglienza.

Adesso l’Amsicora la rivale di sempre, l’avversaria di una vita le ha permesso di coronare il sogno mantenere la promessa; è mancato solo un piccolo dettaglio che in seguito svelerò. Ora è il momento di riservare il giusto tributo all’addio di Dalila che in effetti è un arrivederci perché rimarrà negli staff azzurri come fisioterapista – il lavoro scelto per la sua vita – e farle sentire l’affetto di tutta l’Italia dell’hockey. Affetto che è anche riconoscenza per tutto quello che lei ha dato all’Italrosa la nostra migliore squadra nazionale. Chiudo con un altro frammento – anzi non chiudo io chiude Dalila – delle sue lettere al caro amico Hockey.
Solo ora l’ho potuta mantenere /  Solo ora posso andare. / Ciao amico mio. /Resterai sempre il mio preferito. / È stato proprio un bel viaggio. / Ed io…..ho dato tutto l’amore che potevo dare. /Sempre amore. / Dalila”. 

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore