Non si può parlare ancora di leggenda, solo perché continua ancora oggi a giocare ed è sulla breccia sempre determinante come poche. Ucraina di Sumyi non ha mai tradito la sua nazionale ma ormai è entrata nel patrimonio sportivo di Cagliari
Nella foto Marina Khilko solleva il trofeo dell’ultimo titolo conquistato
______________________________________________
Marina Khilko non è più una ragazzina. Io la ricordo nel 2003 con la sua Ucraina all’europeo di Barcellona. Una squadra quasi stellare in cui lei, pur neppure diciottenne già brillava. Cresciuta nella sua città natale con la Dynamo Sumy il club che poi è diventato Sumchanka arrivò in Italia la prima volta con l’HC Suelli. Già allora le fecero balenare la possibilità di prendere la cittadinanza italiana e quindi di giocare con l’Italrosa. Lei tornò in Ucraina e la cosa non ebbe seguito.
“Non ho mai preso la nazionalità italiana, perché non ho avuto continuità con la residenza cosa che scatterà il prossimo anno. Avendo sposato un argentino, neppure nostro figlio è italiano”.
– Però tu ormai sei cagliaritana a tutti gli effetti il verde dell’Amsicora l’hai cucito addosso. Come hai preso la decisione di assumere con Marcello Manca la titolarità della panchina della prima squadra?
“Roberto Carta è passato alla maschile, con Marcello che è amsicorino da sempre mi sono trovata benissimo sia io che le ragazze, lui soprattutto ha garantito la disponibilità della sua presenza, cosa per me importante avendo il doppio ruolo di giocatrice allenatrice”.
– Quale stato il momento più difficile di questa stagione?
“Senza dubbio, all’inizio era la prima metà di settembre ci siamo trovati a competere per la Supercoppa contro una squadra non solo forte, ma già preparata come l’HF Lorenzoni le stessa cosa è accaduta con l’indoor, due partite equilibrate entrambe decise agli shootout. In entrambi casi avevamo appena ripreso la preparazione abbiamo pagato molte assenze e soprattutto non era stato ancora completato l’inserimento delle due ragazze siciliane”.
– Invece com’è andata con Dalila Mirabella e Eleonora Di Mauro?
“Eleonora è stata molto costante e sempre presente Dalila mi ha impressionato moltissimo io la conoscevo come avversaria la compagna di squadra ammiro molto la sua capacità di leggere con anticipo le giocate e di comprendere le intenzioni delle compagne. Come allenatrice, dico che è un fenomeno”.
– Tu hai seguito assieme a Mariano Tisera la rinascita del vivaio amsicorino, ora cominciano a vedersi i primi risultati, quali sono le eccellenze?
“Melis e Mucelli oltre le capacità hanno dimostrato una grandissima volontà sono entrate nel giro dell’under 21 e spero che vengano convocate. Navarro, il secondo portiere ogni volta che è chiamata in causa ha sempre dimostrato di essere pronta e affidabile. Lola De Brujin che ricordo a tutti essere italiana e nata nel nostro vivaio è pienamente inserita. Gallino sta crescendo in prospettiva c’è Uccheddu stiamo andando molto forte con la under 16 con un nucleo che ha cominciato con me e mio marito cinque anni fa e che ora è affidato a Olla Fiorelli e Pastor”.
– Quali sono state le svolte del campionato?
“La terza e la quinta giornata di andata. Come ho detto, siamo partite un po’ in ritardo, ma la coppa ci ha dato uno sprint importantissimo. Però, al ritorno, abbiamo affrontato la Lazio, non capitalizzando quello che avevamo acquisito e forse accusando lo sforzo fisico. Lo 0-0 ci ha un po’ deluso. Per fortuna, due settimane dopo in una partita che temevamo molto e avevo preparato con grande cura è andata in tutt’altro modo e in quell’occasione Lorenzoni non ha giocato all’altezza delle sue possibilità. Cosa che invece ha fatto al ritorno quando ci ha battuto in casa”.
– A titolo ormai però acquisito?
“Sì, ma questo nulla toglie alla loro prestazione in un campionato che a parte le vicissitudini del Torino, squadra molto ringiovanita che ha pagato quindi in inesperienza, ha dimostrato di essere composta di altre sei squadre di buon valore”.
A margine scrivo che Fiorelli andrà in Belgio, che per Scarpa questa è stata l’ultima stagione, che c’è molta fiducia sulle giovani e le giovanissime di casa.





