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#indoor L’AUSTRIA NON È UN MIRACOLO, L’ITALIA POTREBBE FARLO

Vi spiego perchè i viennesi sono sul tetto d’Europa e perchè l’Italia al prossimo Championship può sfruttare circostanze che nel 2010 non c’erano per conseguire la permanenza 

Nella foto l’Austria festeggia a Heidelberg
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Se vinci l’europeo quattro volte non è un caso. L’Austria ha fatto poker nell’EuroHockey Indoor Championship, per di più in casa della Germania, che ha chiuso con una delle sue peggiori prestazioni della storia. Con l’edizione di Almere in Olanda nel 2010 quando giunse quinta, questo quarto posto è il peggior piazzamento di sempre considerato che su 22 edizioni del torneo continentale gli Honomas ne hanno vinti 17 per altre due volte hanno aggiunto la finale e infine vinsero un bronzo nel 2018.

L’Austria ha vinto in occasione dei due peggiori piazzamenti dei tedeschi più nel 2018 e nel 2022 ancora in casa della Germania, sconfiggendola in finale. Come si vede una squadra costruita nei decenni, su una base quasi risibile di tesserati e praticanti, ma con due grandi opportunità giocare tutti a Vienna poter frequentare assiduamente la Bundesliga il campionato più performante al mondo, quello dei 4×15’  che io avevo voluto anche per l’hockey italiano. Dando modo di crescere a molti degli attuali protagonisti della promozione azzurra. Che si trovano oggi in una condizione estremante ricca di opportunità. 

L’assenza di squadre di livello come Olanda, Russia e Bielorussia, l’allargamento del Championship a 10, di essere un gruppo mediamente giovane, di non essere distanti dai paradisi del centro Europa (Germania, Austria, Svizzera, ma anche Polonia), la presenza afra due anni di formazioni come Portogallo (peraltro battuta in fase di preparazione a casa sua) e Croazia che seppure in crescita non sono temibilissime, come la Cechia che è in declino.  Quattro condizioni di cui tre assenti 16 anni fa.  

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore