In difficoltà i campioni uscenti e alcuni dei team tradizioni del torneo più ricco al mondo che però ha perso città importanti come Delhi, Mumbai e il Punjab
Nelle foto Kane Russel (GC) rincorre Paul Kaufmann (Dragons) e satto i loghi degli otto team dell’HIL

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A meno dodici giorni dalla finale di Bhubaneswar che incoronerà la vincitrice delle settima edizione la domanda di tutta l’India e del monto hockeistico è: i campioni saranno ancora i Bengal Tigers o chi fra le altre sette rivali? Al momento una conferma dei bengalesi è complicata avendo perso tre delle cinque gare giocate, mentre i Kalinga Lancers sin qui hanno vinto tutti tre incontri disputati, uno dei qual a gli shootout. Al momento li precede in classifica HIL GC con una gara in più persa agli shootout, proprio contro i lancieri di Bhubaneswar. Il meccanismo dei punteggi è lo stesso della Pro League: tre punti in casi di vittoria dopo i 60’ si gioco, due se il successo è conseguito agli shootout e uno in caso di perdita nella sparatoria finale.
HIL GC (Government Council) è la squadra che rappresenta Hockey India la federazione indiana, che nel draft per i sei posti riservati agli internazionali ha privilegiato le scelte d’attacco con la leggenda inglese Sam Ward l’asso belga Cosyns e l’australiano Yorston. La stella indiana è sicuramente il centrocampista Hardik Singh.
I Lancers, che sono la squadra anche vanta il maggior numero di presenze nell’HIL (6 su 7) con la ciliegina del titolo del 2017 hanno fatto una scelta opposta blindando la difesa con i tre belgi Gina, van Doren e Hendrickx – che ha segnato già 4 gol – a protezione del portiere dei kookaburras Snowden. Difficilmente le altre squadre scalfiranno imprimano di queste due. I meglio piazzati, i tamil Nadu Dragons su cinque gare ne hanno vinta sol ouna don due successi agli shootout e due sconfitte piene,





