L’Italia ha vinto il titolo maschile nello Jønk EuroHockey Indoor Championship II-B e la promozione alla massima divisione con grande enfasi con la vittoria (finale – NdR) per 13-0 sulla Lituania. Lo scrive la EHF nel lead della sua news
Nella foto Giovanni Faggian con Gabriel Biocca protagonista e sorpresa di questo torneo
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Una promozione è una promozione. Mi piace scriverne anche perché tra i protagonisti ci sono alcuni volti nuovi dell’hockey azzurro. Fra questi gli esordienti Giovanni Faggian e Gabriel Biocca cannonieri alle spalle dell’ex urese Vitalii Shevckuk, che da anni frequenta i palcoscenici dell’Hallen Hockey della DHB. Il risultato della promozione non scioglie Faggian dal vincolo dell’accordo che abbiamo chiuso a Padova un mese e mezzo fa.
Con loro, un altro giovane in questi anni, molto più sotto i riflettori come Valerio Iossa. In chiave domestica va sottolineato il grande apporto del nord-est con sei azzurri, ovvero la metà con i matildei Muzzioli e Succi attuale compagno di squadra dell’HC Bondeno di Biocca e del rodigino Lago, formatosi a Bologna con Amorosini che chiude questo super Six del nord-est. Con loro tre piemontesi i portieri Dell’Anno, Padovani questo con il compagno di squadra dell’HC Bra Garbaccio l’unico non millennial del gruppo che si chiude con il romano Arosio e l’italo belga Moretto.
La promozione è stata ottenuta davanti all’Ucraina, squadra di cui va elogiata la resilienza per le drammatiche vicende della sua terra aggredita e calpestata dall’aggressore ex sovietico. Con difficoltà di preparazione e di assemblaggio che tutti possiamo ben immaginare.
La Lituania si è confermata squadra leader del gruppo europeo di terza fascia che nell’indoor va poco oltre la ventina di nazionali rispetto alle 48 che aderiscono alla EHF. Ha sorpreso la Grecia al suo miglior piazzamento di sempre che rispetto al 1-14 subito dall’Italia due anni fa ha ridotto ad un terzo il suo passivo grazie all’inserimento di altri cinque modesti giocatori centro europei con doppio passaporto. Quasi folcloristiche le presenze dei norvegesi, un’accozzaglia di immigrati asiatici che poco ci azzeccano con l’indoor, e la Svezia di tutti esordienti neppure lontana parente di quella che nel 2013 schierava i fratelli Björkman sesta in Europa e con Johan Björkman capocannoniere europeo.
Rispetto al 2010, molte cose sono cambiate quando gli azzurri retrocedettero con la Danimarca nel torneo vinto ad Almere dall’Austria su Russia e Olanda e la Cechia che si salvò ai nostri danni. Oggi con l’Olanda che ha rinunciato all’Indoor Russia e anche Bielorussia fuori dai giochi e il Championship allargato a 10 le possibilità di permanenza aumentano. Sono retrocesse Turchia e Irlanda, il Portogallo è stato settimo e la Germania questa volta ha di nuovo deluso con un modesto quarto posto casalingo. Con gli azzurri è salita la temibile e giovane Croazia per cui o si lavora da subito o fra due anni ci potrebbe essere molto meno da festeggiare.





