Con il successo dell’India sull’Inghilterra (2-1), si è chiusa la prima fase di Pro League maschile con tutte le nove partecipanti che hanno disputato otto gare per un totale di 36 partite. La prima settimana di giugno, le più leste a riprendere saranno Spagna – Argentina, Olanda – India. Si giocherà in Europa al Wagener di Amstelveen e al Betero di Valencia. Per ora guida l’Inghilterra ottima agli shootout a pari punti con il Belgio
Nelle foto Mandeep, uno dei veterani dell’India con la novità inglese Rushmere nell’ultima gara invernale e il confronto fra le classifiche delle olimpiadi e del girone d’andata di Pro League
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Inghilterra e Belgio guidano la classifica con 16 punti ciascuna e gli inglesi sono al primo posto in virtù di una migliore differenza reti. Segue l’India a un solo punto di distanza, che con il successo del Kalinga stadium di Bubaneshwar del 25 febbraio ha accorciato il divario dal duo di testa. Distanziate di un punto e così fra di loro seguono Olanda (14), Germania (13) e la coppia Australia (12,+4) Spagna (12,+1) mentre l’Argentina è penultima con 9 punti e l’Irlanda alla sua prima apparizione ha sin qui a conquistato un unico punto, frutto della sconfitta agli shootout dopo il pareggio al termine dei 60 regolamentari nel derby britannico.
Proprio il diverso comportamento agli shootout offre questo primato provvisorio all’Inghilterra. Infatti, se le partite si concludessero – come avveniva in passato – al 60º senza altri prolungamenti l’Inghilterra avendone vinte quattro pareggiate due e perse due avrebbe 14 punti e sarebbe terza come è nel ranking mondiale. Svetterebbe il Belgio, secondo nella classifica FIH, seguito dall’India – perse e cinque vittorie con tre sconfitte. Come si vede i regolamenti e i cambiamenti ai sistemi di punteggio influiscono sulle classifiche. D’altronde, sono lontani molti anni, che per i più giovani sembrano anni luce, i tempi in cui nell’hockey come nel calcio e pure nel rugby i punti assegnati erano due in caso di vittoria, uno per il pareggio e ovviamente nessuno per la sconfitta.
L’Olanda olimpionica è solo quarta. Non si può parlare di delusione, ma certo che due sole vittorie piene, seppure suffragate da quattro pareggi integrati agli shootout, a fronte di due sconfitte nette con Germania e Australia sono spiegabili dall’imponente turn-over imposto dall’head coach Jeroen Delmee che ha impiegato in tutti gli otto incontri appena quattro suoi giocatori (Bijen, De Mol, de Vilder, van Dam) schierandone altri 22. Scelta peraltro comune a molti altri team.
Segue la Germania dove Michel Struthoff 21nne del Rot Weis Köln Hugo von Montgelas 20nne del SC 1880 Frankurt, la squadra che nel 1971 scippò la Coppa Campioni all’MDA Roma, sono le due migliori promesse lanciate da Henning e pensate che il fenomeno Ben Hasbach del Mannheimer HC ammirato al mondiale indoor di Parenzo non è neppure fra i 43 in lista della DHB.
Tra i marcatori, sotto media l’indiano Harmanpreet con due soli 2 gol, ma decisivi nel successo contro gl inglesi (2-1) in 5 gare contro le 10 reti in 8 incontri a Parigi 2024. Svettano invece i sempiterni Tom Boon (nacque a Bruxelles il 25 gennaio 1990) con 14 gol di cui 8 su azione davanti all’inglese Sam Ward (24 dicembre 1990) con 11 (8 su corto). Tutti due ormai eleggibili per i tornei veterani; lontanissimi tutti gli altri. Entrambi presenti anche alle olimpiadi di Parigi 2024, ma non così brillanti: Boon 4 volte in gol in 6 gare e Ward mai.





