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#proleague TUTTE LE BIG MONDIALI HANNO ACCELERATO IL TURN-OVER POST OLIMPICO

La Pro League che ha prima sostituito, allargando il numero, il Champion’s Trophy, ora con le due Nations Cup ha creato una valida alternativa alle altre due grandi competizioni mondiali: Olimpiade e World Cup. La cesura fra estate 2024 e autunno inverno 24-25 è stata molto profonda

Nelle foto d’archivio Tom Boon a segno contro l’Australia invece nella prima fase di Pro League 2024-25 è stata una delle poche gare in cui non ha realizzato e le statistiche rispetto ai giocatori scesi in campo alle olimpiadi
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Qui vengo al confronto con Parigi 2024. A meno di un anno dai giochi francesi le rose delle 9 formazioni sono molto cambiate, come la loro classifica (vedi tabella). Dei 243 giocatori schierati in questa prima fase di PL 134 non erano presenti alla XXXIII olimpiade e 43 protagonisti olimpici non hanno ancora giocato o non giocheranno, perché non in rosa in questa quarta Pro League (8). Altri 4 gli scozzesi Furlong e Morton come i gallesi Shipperley e Draper sono impossibilitati invece perché come britannici possono fare le olimpiadi ma non la Pro League con England Hockey.
Fra i definitivamente assenti, stelle assolute o giocatori fondamentali per i loro team come i belgi Dohmen, Charlier, Denayer, Van Aubel gli oranje de Geus e Van Ass, il tedesco Wellen, l’indiano Srejeesh, il leone Mazzilli e il celtico Odenhogue. Fra quelli sinora esclusi gli Honomas Wiegand, Rühr, Mats Grambusch, gli spagnoli Bonastre, Iglesias e Miralles, gli oranje De Gaue e Balk i kookaburras Charter, Craig, Govers, Ockenden, Ogilvie, Sharp, Whetton, Wickam, Zalewski, l’irlandese Harte, gli inglesi Roper e Ames. Questo dà la misura della capacità di turn-over di queste federazioni.  

Il dato assume proporzioni anche più eclatanti se prendiamo in considerazione gli iscritti negli elenchi da cui attingere, l’India ne ha presentati addirittura 103, l’Australia 74, ma anche Germania (43), Irlanda (43); Spagna (42), Olanda (41), Argentina (40) sono sopra le 4 decine. Solo le prime due in classifica sono al di sotto: Inghilterra (36) e Belgio (32) si sono tenute più “leggere” comunque con rose doppie rispetto a chi deve scendere in campo. 

Anche questi “data” danno la dimensione e la qualità dell’hockey nelle nove associazioni nazionali più evolute nel mondo maschile.  Allora chi merita una citazione? Qual’è la quarantina (43) che ha sino qui riscosso la totale fiducia dei loro coach scendendo sempre in campo negli otto incontri. Fra l’altro alcuni sconosciuti al grande pubblico, anche perchè assenti a Parigi, o comunque mai impiegati nei giochi come l’indiano Jugraj.
Inghilterra: Rushmere
Belgio: Willems
India: Jugraj e Patkak, Karkera, i due portieri
Australia: Burns, Czinner, Henderson, Marais, Snowden, Welch, White
Irlanda: Adam Walker
Questi gli imprescindibili reduci dalle Olimpiadi e mai assenti nel girone d’andata dalla Pro League 2024-24:
Inghilterra: Ward, Willamson
Belgio: Boom, de Sloover, Kina, Van Dessel, van Doren
India: Rohidas, Sanjay
Germania: Helwig, Ludwig, Hannes Müller, Peillat
Olanda: Bijken, de Mol, de Vilder, van Dam
Australia: Harvie, Williot
Spagna: Alonso, Clapes, Font, Lacalle
Argentina: Habif, Marcucci
Irlanda: Marshall, McKibbin, Page, Walch, Ben Walker

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore