Campionato

#campionato A2/M RASSEMBLEMENT ESPUGNA IL LAGACCIO

Al Genova non bastano l‘80% di possesso palla nella seconda metà di gara e i molti corti battuti, ma il risultato finale è 1-2 per i torinesi

Nella foto Matteo Schiavi aurore del gol d’apertura che ha indirizzato la partita

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Vista dalla panchina del Genova 80 partita buttata via. Vista dal lato dell’HCU Rassemblement partita di sacrificio condotta in porto con pieno merito.
La realtà fattuale non sta in mezzo, ma nessuna delle due tesi è censurabile. Partono meglio i torinesi più reattivi sulle seconde palle e più bravi a mascherare le pesanti lacune tecniche che emergono in troppi protagonisti di entrambi gli schieramenti. Oltretutto la disposizione tattica dell’HCU interpreta meglio le caratteristiche dei suoi giocatori. 

Giovanni Bossi unico terminale offensivo dei genovesi è isolato e facile preda degli anticipi avversari, eppure è il solo a concludere in porta avventandosi di una palla rubata e trovando pronto Quaglia Faccio, alla fine il più efficace dei suoi. Però è Schiavi a portare in vantaggio l’HCU sfruttando una tripla disattenzione tattica della difesa genovese acuita dall’errore di Sainz che si fa battere sul suo palo da un tiro non irresistibile. Si va al riposo lungo con Torino meritatamente in vantaggio.
Fiussello a inizio terzo periodo punisce una leggerezza colossale di Leandro Traficante per il 2-0. A questo punto comincia l’arrembaggio del Genova 80 che si concretizza nel rigore trasformato da Bautista Traficante, nella dozzina di corti tutti battuti allo stesso modo e tutti vanificati da Quaglia Faccio, ma senza reali pericoli su azione neppure belle concitate mischie finali. 

Molti i gialli comminati nella seconda meta di gara, tutti ineccepibili compreso il rosso a Rizwan che punito da un fallo inesistente reagisce prima colpendo l’ignaro avversario  più vicino (giallo) e poi protestando  vibratamente (rosso).
In conclusione, salvo alcune lodevoli prestazioni individuali, più per la volontà che per l’abilità, i due allenatori avranno molto su cui lavorare. 

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore