Hockeylove grazie alla ricerca emerografica su Il Littoriale può scendere nel dettaglio di quella partecipazione
Nella foto il titolo del Littoriale, oggi Corriere dello Sport, e il Prater negli Anni Trenta
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In Italia non si era mai parlato di questo “mondiale”, la stampa di allora se ne occupò solo dalla vigilia della tenzone universitaria.
I “neri” dell’hockey alloggiarono con i calciatori all’hotel Gutenbrunnen. Fra questi l’interista Annibale Frossi, già azzurro e poi celebre allenatore e Raf Vallone torinista e poi notissimo attore cinematografico. Entrambe le squadre in maglia nera giocarono al Prater Stadion di Vienna
Due squadre italiane? Solo un errore, corretto nella frase successiva. Non sarebbe credibile che Germania, vincitrice dei precedenti giochi di Parigi 1937 con 27 università che giocavano regolarmente da anni a hockey presentasse in casa una sola rappresentative e l’Italia ai suoi esordi giocasse con due; però manca il secondo risultato. Però non può essere tutto farlocco. Allora mi sovviene la pubblicazione di Benito Del Marco, Sperling & Kupfer 1957 che riporta le prime partite degli azzurri e trovo una coincidenza perfetta, ma con un neo: non era la nazionale..
Il 22, 23 e 24 agosto 1939 a Vienna l’Italia giocò contro Germania (2-0), un incontro dimostrativo con la Marca Orientale 6-1 e ancora Germania 7-0. Quella che sinora abbiamo creduto la prima nazionale, dopo i tre incontri di Stoccarda dell’aprile 1938, ma contro tre club, era una squadra universitaria.
Viene però convalidato il 2-0 riportato da Rösch e ora possiamo dare anche il secondo punteggio 7-0. Sappiamo dallo studio di Happ, che gli atleti austriaci giocarono sotto le insegne tedesche. Sappiamo anche che Ostmark (Marca Orientale) fu il nome attribuito all’Austria dopo l’Anschluss del 1937.
Deduco con buona approssimazione, che gli universitari italiani capitanati da Triglia disputarono fra le due partite ufficiali una gara contro una selezione austriaca. Perchè – di questo siamo sicuri – Ostmark (Austria) non partecipò agli Studenten Weltspiele. Semmai stupisce l’assenza dell’Ungheria, all’epoca molto quotata, nell’hockey
Ora possiamo affermare per certo che l’Italia dell’hockey partecipò a quella proto universiade, chiuse seconda nel medagliere dell’atletica leggera grazie a campioni come Missoni, poi olimpico a Londra 1948 futuro fondatore dell’omonima casa di moda e del discobolo Oberweger argento a Berlino 1936. Vincendo invece nel pugilato, pallacanestro, rugby, scherma, tennis: Seconda nel calcio, hockey, nuoto e pallanuoto.
Questa la squadra italiana di Vienna: Müller; Triglia, Patuzzi; Bianchi, Neumayer, Micco; Dondero, Matteoli, Bolognesi, Martinelli, Bascheri. 5 erano del GUF Genova, 3 GUF Milano e 3 GUF Roma.





