Hockeylove risolve dopo il “caso Juventus”, la “storia di Vado “un altro enigma dell’hockey italiano
Nella foto il manifesto dei giochi mondiali universitari di Vienna 1939
_____________________
La frase dell’amico Paolo Triglia mi aveva lasciato perplesso “Mio padre fu capitano della squadra italiana, ai Mondiali Universitari di Vienna del 1939”.
Non avevo traccia di quella partecipazione. La fonte però meritava un approfondimento anche perché la sua citazione è supportata da un opuscolo commemorativo edito dal CONI 1981 con le biografie dei presidenti di FSN di allora.
Parte la ricerca, In effetti nell’agosto del 1939 a Vienna si svolsero gli International University Games (Studenten Weltspliele) organizzati dalla UIS che per iniziativa dei governi dell’Asse si era dissociata dalla CIE.
La Germania nazista radunò a Vienna 13 nazioni da 4 continenti oltre 9 europee, Giappone, Sud Africa e Perù, anche se le adesioni iniziali erano state 24.
In contrapposizione agli altri giochi che si tennero a Montecarlo, nelle stesse giornate, ma solo per l’atletica leggera.
La guerra, che scoppiò il primo settembre con l’invasione della Polonia non fece concludere la manifestazione, però molte discipline fra cui atletica, pallanuoto e anche hockey chiusero i loro incontri.
La Gerda Henkel Foundation di Düsseldorf mi ha messo in contatto con doktor Martin Happ autore dello studio “Hockey tedesco 1937-1939: Aspetti dimenticati della storia dello sport tedesco?”
Che nel suo testo riporta: “Prima che i giochi venissero sospesi, la Germania vinse il campionato mondiale di hockey studentesco dopo due vittorie contro squadre universitarie italiane. Secondo Rösch, il team tedesco era composto da studenti delle università di Berlino, Heidelberg e Amburgo. Il Westdeutsche Beobachter riporta:
“Anche nell’hockey la Germania ha vinto 2-0 (1-0) sull’Italia in modo abbastanza netto. Poiché le due nazioni stanno disputando questa competizione da sole, le due date sono state concordate”.
Con obiettività Happ chiude la vicenda così: “Dal mio punto di vista, è problematico dichiarare “campione del mondo” una squadra che ha vinto due partite contro lo stesso avversario”.
Le fonti raccolte da Happ sono solo tre: una pubblicazione commemorativa del TSC Eintracht Dortmund, la tesi di diploma alla Sporthochschule di Elmar Rösch del 1950 e quella successiva di Hembach del 1987.





