Innovazione Storia

#50esimo INNOVAZIONE (1) QUANDO I BASTONI LI FACEVANO IN LOMBARDIA

Dopo i primissimi acquisti all’estero, Inghilterra e Germania, si attrezzarono le fabbriche italiane della Lombardia

Nella foto attrezzatura da hockey di fattura inglese dei primi del Novecento

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Erano totalmente di legno. La differenza più evidente è la lunghezza della pipa che nei decenni ha perso più di 10 cm.

Uno dei primi problemi che dovette affrontare il regime fascista quando decise di lanciare l’hockey su larga scala in Italia fu quello del materiale di gioco: bastoni, palline e attrezzature da portiere. La Gazzetta dello Sport presentando, prima del primo campionato del 1938, la squadra del GUF Milano titolava così “Trenta goliardi e trenta bastoni”.

Da dove arrivavano quei bastoni? All’epoca i migliori bastoni venivano costruiti in Inghilterra (Dunlop, Spalding, Hazell che poi fu rilevata nel 1941 dalla Grays aziende note soprattutto per le loro racchette da tennis) e soprattutto gli Hammer dalla Germania.

Anche se le sanzioni decretate dalla Società delle nazioni (antenata dell’ONU) per l’occupazione dell’Abissinia cessarono il 14 luglio 1936  l’indicazione del governo di allora era di perseguire l’indipendenza dalle importazioni anche in campo sportivo. Così si ricorse alle fabbriche italiane. Lo racconta ancora la Gazzetta dello Sport a proposito della squadra brianzola che poi confluirà nel GUF Milano: ”I monzesi giocheranno con bastoni costruiti a Monza stessa e che sono ritenuti già sufficientemente solidi ed elastici… bastoni italianissimi, fabbricati proprio a Monza…“. 

La FIHPR continuò ad importare bastoni esteri di pregio per rifornire le migliori squadre ma é certo che la promozione venne fatta principalmente con gli autarchici bastoni italiani.  Lo conferma Il Littoriale del 17 gennaio 1937: “Il Commissariato XI Zona ha ottenuto per concessione dell’OND dell’Urbe vari campi di gioco ed ha messo a disposizione delle squadre romane il materiale sportivo occorrente (…) e proseguiva “Tempestivamente dovranno presentarsi in tenuta atletica (scarpe tipo calcio, calzettoni, parastinchi, mutandine e maglia)”.

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore