Prima di Monza e Chiavenna arrivò Lanzo d’Intelvi che produsse bastoni su misura per l’HAC Lugano
Nella foto l’HAC Lugano 1928: Albert Benninger (arbitro), Ezio Bernasconi, L. Fontana, Alberti, Lunghi, Bertardozzi, Poretti, Bernasconi, Balestra , Staffieri, Rudilph; accosciati E. Fontana, Cavadini, Sanvido, Fontana
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Cosa accade a fine Anni Venti?
L’HAC Lugano, poi fondamentale nel lancio dell’hockey lombardo, si rivolse al Poletti – all’epoca i rapporti fra Val d’Intelvi e Lugano erano ancora più stretti che oggi – il perchè lo spiega Edo Gobbi, ex portiere del Lugano e oggi giocatore nelle selezioni grand master italiane, autore di una ricerca negli archivi del club ticinese fondato nel dicembre 1927
“Nelle settimane che seguirono – le prime del 1928 – vennero comprati 11 crosses di marca Triumhp e 3 palle. Comparve – per un difensore (forse Orhmasr Staffieri) dalla corporatura piuttosto al di sopra della media – la famosa mazza fatta si misura dalla fabbrica di racchette di Lanzo d’Intelvi, che misurava oltre un palmo più lunga di manico e con la parte ricurva oltremodo larga. Bei tempi dove non si guardava tanto per il sottile a quanto sembra”.
La SAIL produsse quindi, prima che l’hockey arrivasse in Italia, bastoni su misura per gli svizzeri
A Monza da anni operava un’azienda, la Colombo (potrebbe essere l’odierna Colmar nata come Colombo nel 1923 -NdR), che produceva già stecche da rotelle e ghiaccio ed aggiunse facilmente i bastoni al proprio repertorio per il nascente hockey italiano.
Non fu l’unica, qualche anno dopo operò anche un’azienda produttrice di racchette da tennis e di sci, la Persenico di Chiavenna, in provincia di Sondrio, fondata questa nel 1908 da un artigiano che aveva lavorato nella vicina a St. Moritz. Fu semplice per lui aggiungere alla gamma di bastoncini da sci in castagno e bambù e racchette da neve i bastoni d hockey. Poi attraverso molte trasformazioni sempre vicino Chiavanna divenne la celeberrima e attualissima Spalding.





