4 scudetti su 5 ai genovesi, ma i cagliaritani sono vittime di una truffa federale e dopo il titolo del 1953 rinunciano al campionato 1954
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Nella foto la SG Amsicora campione 1953
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I campionati della prima metà del decennio si disputarono con formule variabili. Nel 1950 a girone unico andata e ritorno con sosta estiva a contendersi il titolo furono: Genova HC, CUS Genova, HC Saronno, Circolo Goliardico Maceratese, CUS Pisa, HC CUS Bologna, Itala Trieste SS Hockey Fiorenza Roma.
L’HC Trieste già in febbraio aveva rinunciato e al suo posto fu ripescato l’HC Bologna che nel frattempo si era fuso con il CUS.
Quattro i gironi della serie B per un totale di 16 squadre, fra quelle ancora in vita Amsicora e CUS Padova e ben 4 di Trieste (HC, CUS Circolo Marina Mercantile, Polisportiva).
Vinse ancora il Genova HC dopo un testa a testa con i cugini del CUS.
Nel 1951 la promozione dell’Amsicora portò a dividere il campionato in due gironi. Non solo, i due gironi a 5 vennero giocati in un fine settimana. Quello dell’Amsicora a Chiavari, il 30 aprile e primo maggio, dove si qualificarono per il girone finale a 4, giocato invece con gare di andate e ritorno, Genova HC e CUS Bologna. I felsinei giunsero all’ultima giornata in testa, ma persero 1-0 in casa a 3’ dal termine con il CUS Genova per il gol di Sobrero che consentì a Puccioni, Morra e compagni di scavalcare i bolognesi e vincere i loro secondo scudetto.
L’anno olimpico, i disaccordi fra le società e l’inedia della FIHP protrassero lo spareggio scudetto fra Genova HC e SG Amsicora sino al 16 novembre. Le 9 partecipanti, che si classificarono nell’ordine, furono divise in due gironi: CUS Genova, CUS Milano (ex HC Saronno), CG Maceratese e US Moncalvese Labor Bologna e nell’altro SG Amsicora, Genova HC, CUS Bologna, CUS Pisa. Il girone finale a quattro vide Genova HC e Amsicora a pari punti, seppure con i genovesi con un migliore differenza reti. Trascorse le olimpiadi di Helsinki lo spareggio ebbe luogo a Bologna dove prevalse il Genova HC 1-0
L’anno seguente si tornò a 10. La retrocessa Labor venne sostituita dalle neo promosse Previdenza Sociale Roma e US Itala Trieste. Per i romani fu la prima volta e la capitale rientrò in serie A dopo due anni di assenza Girone A: Genova HC, CUS Bologna, Itala Trieste, CUS Milano, US Moncalvese. Girone B: CUS Genova, Amsicora Cagliari, CUS Pisa, Previdenza Sociale Roma, CG Maceratese. Fu l’anno dell’Amsicora. Arrivò solo seconda nel gruppo, ma nelle semifinali sconfisse 2-0 il Genova HC e in finale ritrovò il CUS. La partita dopo i due supplementari (1-1 Gallini e Onnis) finì a oltranza con il gol dopo 104’ di Lelio Manunta su corto.
I campioni d’Italia non presero parte al campionato del 1954. La FHP – su pressione di altri club – convinse i cagliaritani a giocare all’estero contro le più forti formazioni europee a spese federali. La promessa, latore Mario Zovato, si ridusse in beffa: una sola trasferta a Stoccarda e due gare interne a Sassari e Cagliari sempre con i tedeschi. La serie A scese a 8 squadre, con le retrocessioni di Macerata e Moncalvo, la rinuncia dell’Amsicora, e la promozione del CUS Ferrara, che aveva vinto la serie B sull’H. Bassano. Il CUS Milano chiuse e diventò ufficialmente Istituto Leone XIII, nome già comparso sui giornali nel 1952. Alla fine dei gironi di andata e ritorno il CUS Genova distanziò di 2 punti i rivali del Genova HC, conquistando il suo terzo e ultimo scudetto.





