Regioni Storia

#50esimo LE REGIONI (7): PIEMONTE (1) ALL’INZIO FU NOVARA, POI ARRIVARONO LE ALTRE PROVINCE

Mai Alessandria, Vercelli e tanto meno la nuova Verbano – Cusio – Ossola, a dimostrazione della difficoltà dell’hockey italiano a penetrare in modo continuo e diffuso il territorio nazionale

Nella foto la prima formazione di Novara : da sinistra in piedi: Mario Cestagalli, Gondo, Rabozzi II, Brusatti, Molaschi, Francese, Tagliamacco, Pirola. Seduti: Rabozzi I, Borgini, Somma. E la mappa storica del Piemonte 

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Dalla Gazzetta dello Sport del 21 ottobre 1936 apprendiamo che a Novara “auspice il comando federale dei Fasci giovanili di combattimento si sta organizzando una sezione di hockey sul terreno …. sotto la guida di Cestagalli, capitano della squadra di hockey a rotelle, trenta elementi reclutati tra i giovani fascisti  stanno allenandosi”.
Però c’è chi retrodata questo avvenimento al 1935. Gli anni non corrispondono, si parla di “prima partita importante giocata a Novara nell’agosto 1935 contro il GUF Genova” quando la squadra universitaria genovese si formò nell’autunno 1937.
Come non fu l’Opera Nazionale Dopolavoro la prima squadra di Novara, ma la GIL (Gioventù del Littorio) a creare la prima squadra di Novara, con Gip Cestagalli, un rotellista intrepido e oltretutto – come si diceva all’epoca – sciancato.
Certo è che fu Novara la prima città piemontese in cui apparve l’hockey. Seguì per una fugace ma del tutto particolare parentesi Torino. Fu poi la volta di Moncalvo grazie al dottor Umberto Micco, già azzurro e campione d’Italia con il GUF Genova. 

Il turno di Bra – non ci credereste, che resta così fuori dal podio – arrivò solo 1960 dopo le olimpiadi di Roma.
I giovani fascisti di Novara disputano come GIL il campionato 1938, poi la squadra si sciolse e loro si ripresentarono come Dipendenti Comunali (DC Novara) nel torneo del 1941; qui forse sta la confusione con la OND.
Con Cestagalli si misero in luce il giovane Giovanni Gondo e Martelli, che partecipò a un raduno con la prima nazionale e poi cadde da eroe sul fronte greco.

Proprio Gondo 17 anni dopo, nel 1958 ripartì con un gruppo numeroso. I migliori furono tesserati con l’ENAL, gli altri andarono all’UISP e alla Fiamma. Le prime due formazioni parteciparono alla serie B 1959, la terza l’anno seguente.
Nel frattempo nel 1942 a Torino, Filippo Vado fondò la Juventus, ma per questo come per Bra c’è un capitolo a parte. Torino trovò nell’ottobre del 1957 in Enzo Alfier, per decenni segretario generale della federazione, il suo rifondatore. Anche se la città grazie alla a un militare dell’aeronautica – il sottufficiale Battistella  – aveva già risposto “presente all’hockey”. 

Alfier su indicazione del CONI provinciale recuperò all’aeroporto di Caselle il materiale di una squadra dell’aeronautica militare. Da lì fu CUS Torino. 

Discontinua anche la vicenda di Moncalvo. Nel 1950 su input di Umberto Micco la US Moncalvese partecipò e alla serie B e fu promossa l’anno seguente per restarci sino al 1957 quando si sciolse per rinascere solo negli Anni Settanta.
Saltando per ora Bra. Arriviamo nel 1964 a Grugliasco e nel 1965 a Pont Canavese. Nel comune del torinese scoppiò il fenomeno hockey per merito del fondatore Giulio Gallo: nel 1965 promozione, per allargamento da 12 a16 alla serie A partecipazione con due squadre al campionato juniores. Ingaggio di campioni azzurri come Caggiano e Grivel. Massima divisone sino al 1970 e poi il rapido declino e lo scioglimento per un fatto che scopriremo.
Invece a Pont Canavese per un triennio, al 1965 al 1967, allenato da Alfier e Cecca prosperò l’HC Peli.Ykan con cui esordì quindicenne Adriano Prelle.
Tutt’altro peso ebbe la vicenda di Carlo Bagliani che nel 1967 portò l’hockey a Perosa Argentina, dopo averlo giocato al CUS Torino.

Brevi o marginali le vicende della provincia novarese (Agrate, Trecate) della cintura tornese (Nichelino) o di Asti

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore