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#worldcup ARGENTINA DOBLETE OLANDESE 

Partita spettacolare, finale da brivido non ci vogliono gli Shootout ma è roba da cuori forti e lascerà impianti e forse strascichi. Comunque, l’Argentina si propone per la prima volta nella storia dell’hockey come antagonista mondiale dell’Olanda per la supremazia maschile e femminile contemporaneamente.

Nella foto il colpo d’occhio sulla Belfuis Arena di Wavre

(dal nostro inviato Gilberto Giagulli)

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Prima del fischio di inizio questa finale terzo quarto posto tra Olanda e Argentina ha già un doppio significato, anzitutto  rappresenta un rilevante passo avanti tra le big dei Leones  mentre per gli Orange si prospettano, a prescindere dal risultato uno o due passi indietro nel ranking mondiale. Inoltre è a 24 ore di distanza una rivincita o una conferma fra due fra le principali scuole mondiali dell’hockey. Certo è che gli olandesi mai e poi mai avrebbero pensato di giocarsi la medaglia in Belgio anziché al Wagener stadion.

L’avvio di gara è aperto e spettacolare, bagnato da una splendida giocata al 13′ dell’orange Wortelboer che dopo aver superati cinque difensori in dribbling si vede parare la conclusione da Santiago. L’Argentina comunque tiene il campo con autorità. All’intervallo lungo la partita è ancora sullo 0-0, ma è davvero godibile con una leggera supremazia olandese che si manifesta con più entrate nel cerchio con più conclusioni verso la porta, un maggior possesso palla, ma con un corto per parte. La svolta, forse inaspettata arriva a cavallo fra il terzo e il quarto periodo, protagonista sempre Domene sempre più caudillo di questa Argentina. Al 43º solo un miracolo di Meijer gli nega il goal ma al 46º al rientro in campo su perfetto assist di Toscani riesce a trovare con una deviazione di rovescio a pochi passi dal portiere la via della rete. L’Argentina sente di avere un pugno alla partita, consiste e gli Orange sono in affanno. Bautista Capurro potrebbe chiuderla ma Meijer, in stato di grazia, compie un altro miracolo toglie la palla dalll’incrocio. Sul rovesciamento di fronte, al 49’  Middendorp su perfetta deviazione di corto, firma l’1-1 e conferma la regola: goal mancato goal subito. Cambia l’inerzia della gara e gli olandesi sembrano andare in vantaggio, il video referee però questa volta dà loro torto. Allora come un thriller di Dario Argento al penultimo minuto scopriamo chi può essere il killer: chi se non Domene? Micidiale a procurare un corto che il capitano Matias Rey su ribattuta  con un missile imparabile si incarica di infliggere il colpo mortale. Come da prassi l’Olanda ricorre all’11º uomo di movimento, siccome nei thriller la parola fine arriva solo all’ultima pagina arriva l’Incredibile corto olandese allo scadere. Piede di Della Torre. 4 corti di fila. Jansen alla battuta. Adrenalina al massimo. L’ultimo corto però è stato assegnato con troppa leggerezza dall’arbitro e per la seconda volta il video dà torto agli olandesi e consegna il bronzo mondiale all’Argentina.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore