Decisamente più ironico e salace, rispetto alla Lazio, il post dell’US Grantorto con rilievi puntuali documentati e inchiodanti. Motivo? la doppia mancata comunicazione della FIH su rinvii e annullamenti delle patite in calendario
Nella foto l’annuncio della partita programmata, non giocata, penalizzata con lo 0-3, rinviata anziché essere annullata come da regolamento gare e campionati, infine nuovamente non giocata . Tutto nella norma e senza comunicazione alcuna!
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Trascrivo il reels pubblicato sui sociale dall’US Grantorto: nessuna caduta di stile, nessuna accusa ai mancati avversari, molta comprensione ma dietro all’umorismo tanta amarezza.
“Breve storia di uno sport in via di estinzione. 26 maggio 2026, ultima partita di campionato. Un campionato per noi entusiasmante culminato con il raggiungimento dell’obiettivo salvezza. L’unico verdetto già scritto era l’ultima posizione; per il resto, classifiche, accoppiamenti e destini sportivi erano ancora tutti da definire. Insomma, uno di quei sabati per cui vale la pena di fare sport. La squadra avversaria, matematicamente ultima, comunica il giorno stesso della gara (sabato 23 maggio 2026 ore 11,12) di non poter raggiungere Grantorto a causa di modifiche agli orari dei voli aerei.
Attendiamo come da protocollo. A fine serata la partita sembra omologata con il classico 3-0 a tavolino. Almeno così pare sul sito ufficiale della FIH. Fine della storia? Ovviamente no. Qualche giorno dopo la gara viene riprogrammata per il 6 giugno alle ore 15. Noi facciamo ciò che normalmente dovrebbe fare una società sportiva: organizziamo la partita, prepariamo il campo (perché dietro ogni partita c’è qualche ora di lavoro che nessuno vede), sistemiamo gli impianti, alleniamo la squadra e ci presentiamo regolarmente all’appuntamento. Dopo due settimane e un’altra intensa settimana di allenamenti, avendo rimesso in moto una macchina organizzativa che evidentemente funziona ancora. Alle 14,30 scopriamo che la squadra avversaria nuovamente rinunciato a giocare già dal 4 giugno alle ore 23,54. Questa volta per ragioni economiche e e perché il risultato non avrebbe avuto conseguenze sulla classifica. Comprensibile, meno comprensibile il fatto che nessuno abbia pensato di avvisare la società che stava organizzando e ospitando la partita“.
“Speriamo almeno che domenica l’HC Savona trovi a Roma la squadra avversaria prevista per la finale permanenza. Altrimenti rischia di sostenere inutilmente delle spese. Ma sicuramente qualcuno li avrà avvisati. Vero? Peccato che nessuno abbia ritenuto opportuno avvisare noi nessuna comunicazione ufficiale. Nessuna email. Nessun comunicato della federazione o di chi per essa. Dovevamo forse sperare in qualche San-to?
Nel 2026, nell’era dell’intelligenza artificiale dei gruppi WhatsApp, delle PEC delle notifiche Push e delle videochiamate in tempo reale, qualcuno si è dimenticato di premere “invia“. Può succedere. Forse la federazione era impegnata in questioni più urgenti. Magari a riprogrammare per l’ennesima volta i futuri campionati. O forse a trovare nuove formule organizzative sempre più innovative, dove l’unica variabile costante è l’incertezza. Resta il fatto che la società si presenta regolarmente in campo e scopre mezz’ora prima dell’inizio che la partita non si giocherà. Una sorta di esperienza immersiva. L’hockey interpretato come caccia al tesoro“.





