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#storia. LA BUFALA DI VENEZIA: RESTANO DIMOSTRATE BORDIGHERA, SANREMO, ROMA E MERANO  

Dopo il mito del torneo di Lipsia fra squadre miste che sarebbe stato giocato da una squadra italiana nel 1914, sfatato sul primo volume di Hockey 90 anni di storia, ora sono in grado si confutare un’altra bufala che per decenni è girata e rilanciata in modo acritico, in osteria si direbbe a papera, su una presunta apatia disputata al Lido di Venezia nel 1907

Nella foto la prova provata che a Roma si giocò ai primi del Novecento, come così esistono prove documentali per Sanremo e Bordighera e Merano nel 1902. Resta l’incognita di Palermo su cui pur in mancanza di prove documentali non è ancora possibile falsificare l’evento secondo il metodo poopperiano

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Non c’è una sola prova autentica: giornale, manifesto, fonte coeva, immagine che documento  la notizia. Il nesso fallace fra il Lido e l’hockey  è arrivato al Lido di Venezia soltanto molti decenni dopo, alla fine degli anni Settanta, con la nascita di un Hockey Club, ma di hockey su pattini, al Lido di Venezia, che ha animato i campionati federali disputando i suoi incontri nell’area della Bissuola e del Parco. I fondatori di quel club ripresero la vecchia «voce» del 1907 per darsi una suggestiva ascendenza aristocratica, pur sapendo che non vi fosse alcuna pezza d’appoggio d’archivio. 

Come nacque la voce? Prima che la parola Football si imponesse in modo totalizzante nell’italiano parlato, i giornali di inizio Novecento e i pionieri britannici di passaggio utilizzavano l’espressione generica Field-Games (giochi di campo) o semplicemente Field per indicare tutte quelle discipline che si praticavano sui prati, in contrapposizione ai giuochi di corte o di palestra (indoor). Nei diari e nei trafiletti dei primi turisti inglesi a Venezia o in Liguria, la frase “we played on the field” è stata tradotta cinquant’anni dopo da storici locali frettolosi come “giocarono a hockey su prato” (traduzione letterale di Field hockey), mentre in realtà i britannici stavano semplicemente prendendo a calci un pallone di cuoio.

La topografia sportiva di quegli anni unisce Venezia e Genova sotto lo stesso destino. A Venezia i pionieri si riunivano nei Prati di Sant’Elena; a Genova si giocava nei prati di Piazza d’Armi a Sampierdarena o a Ponte Carrega. In entrambi i casi, i verbali delle neonate società (come il Venezia 1907 o il Genoa 1893) parlano di sezioni dedicate ai “Giuochi di Prato”. Questa dicitura, letta a distanza di generazioni, ha tratto in inganno molti ricercatori, convinti che la parola «prato» indicasse la disciplina del bastone, mentre era solo il riferimento alla superficie erbosa su cui si stringevano le cinghie dei primi scarpini da calcio.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore