Meno 14 giorni alla presentazione della prima parte della trilogia che compone la storia dell’hockey, quella che dai primi del secolo – anche se la data di partenza è fissata nel 1936 – arriva sino al 1973. Presenti fra gli altri il presidente lo stoico dell’hockey Ricardo Giorgini, il padrone di casa in quanto presidente della commissione decentramento del IX municipio l’hockeista Adriano Burgio poi tantissime glorie dell’hockey romano dai mitici cambio i del’MDA a quelli che ancora oggi calcano le scene, che vestito l’azzurro e vinto scudetti
Nella foto l’invito ufficiale per la giornata di Roma
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Una squadra romana, gli Assicuratori, nel 1937 vinse la prima competizione ufficiale del neonato hockey nel corso della “tenzone nazionale dei dopolavoro”. Nel 1943 il GUF Roma portò in dote all’Urbe il primo dei 51 titoli assoluti fra maschili femminili, prato e indoor. Fu un romano il presidente Antonio Triglia a traghettare l’hockey prato dall’orbita del pattinaggio alla piena indipendenza nell’ambito del CONI nel 1973.
Tutto ciò e molto altro, nell’ambito della storia nazionale, lo narrerò dopo l’introduzione di Giorgini nella prima parte della trilogia “Hockey – 90 Anni di storia” scritto per la collana sportiva della casa editrice milanese Carabà. Il volume sarà presentato dopo i saluti dal consigliere del Municipio IX, Adriano Burgio hockeista presidente della commissione decentramento, lunedì 9 febbraio alle ore 10,30 presso il Centro congressi del Casale delle Massima nel IX Municipio in corso Alfonso Gatto 39.
Questo lungo racconto si apre proprio a Roma nel 1936 con la delegazione italiana del CONI che a Berlino ottenne dalla federazione internazionale il riconoscimento come federazione aderente, senza che ancora esistesse non solo la federazione, ma un solo praticante! Una storia affascinante ricca di primati come le due finali di coppa campioni dell’MDA Roma e colpi di scena, vedi il titolo – fra MDA e Amsicora – del 1963 non ancora assegnato che arriva sino alla nascita ufficiale della FIH, la federazione italiana nel 1973, anche se allora si chiama FIHSP. Ovvero Hockey Su Prato. Oggi solo Hockey, come in ambito internazionale.
Inoltre, l’autore spazia su tutto l’hockey italiano analizzandone non solo i risultati e i personaggi, ma i rapporti fra l’hockey e più in generale lo sport con la politica, i mass-media, l’università e le sue innovazioni sia nei materiali che nelle regole di gioco. Un libro non solo per hockeisti che si può leggere come un libro-game cominciando dal capitolo che si preferisce per poi passare, con i vari richiami e rimandi, al resto della storia.





