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#asia IL GOVERNO DEL PAKISTAN NEGA ALLA SUA JUNIORES IL MONDIALE

La squadra guidata dalla giovanissima star internazionale Sufyan Khan non sarà a Chennai e Madurai a fine anno nel mese di competizioni che vedrà per la prima volta 24 formazioni provenienti da tutto il mondo. La FIH presieduta dal pakistano Ikram non ha fatto nulla per modificare la scelta esclusivamente politica.

Nella foto Sufyan Khan, insignito nel 2024 con il prestigioso FIH Rising Star Award

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La PHF, federazione pakistana, ha dichiarato la propria decisione di rinunciare alla partecipazione al campionato mondiale juniores in programma dal 28 novembre al 28 dicembre nello stato del Tamil Nadu nell’India meridionale. Ancora una volta la politica entra a gioco fermo su una vicenda sportiva. La motivazione infatti risiede nelle preoccupazioni per la sicurezza e per le relazioni bilaterali tese con il vicino indiano. 

Una scelta che priva la competizione di una delle sue maggiori stelle, il bomber pakistano Sufyan Khan, e soprattutto una squadra che alla recente Sultan Johor Cup in Malesia aveva dimostrato di poter competere contro le maggiori formazioni mondiali pareggiando con Australia India (un doppio 3-3), perdendo di misura con la Gran Bretagna (2-3) e superando Malesia e Nuova Zelanda, che invece parteciperanno al prossimo mondiale giovanile.

La decisione evidenzia lo sfortunato incrocio tra sport e politica, che spesso travisa il vero spirito del gioco. La federazione internazionale si è limitata a dichiarare che il torneo procederà come previsto, con una squadra sostitutiva che verrà annunciata a breve, una presa di posizione degna di Ponzio Pilato. Dimostra così la sua inanità rispetto alla complessità dei rapporti fra trasporti politica. La FIFA nel calcio sarebbe prontamente avvenuta nei confronti di qualsiasi governo, in questo caso quello pakistano, per far prevalere le ragioni dello sport. Invece il presidente Tayabb Ikram, che se formalmente è di Macao, ma è a tutti gli effetti un pakistano ha abdicato al suo ruolo di mediatore. 

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore